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Doug Polk ricorda “nutsinho”: “Giocava in modo strano, mi faceva sognare”

La scorsa settimana è stata pubblicata la notizia della scomparsa di uno dei regular più forti e longevi nella storia del cash game online: Richard “nutsinho” Lyndaker. Il poker player americano giocava online dal lontano 2006 ed era uno dei pochi giocatori professionisti capaci di restare ad alti livelli per più di dieci anni, pur dovendo affrontare avversari molto diversi tra di loro, l’introduzione di  nuove varianti e una competizione in costante crescita.

Come ha riportato un amico di famiglia, la causa della morte del 33enne è dovuta a una overdose di antidolorifici. I farmaci gli erano stati regolarmente prescritti dal medico dopo un infortunio rimediato giocando a calcio.

Tra i tanti poker pro che lo hanno voluto ricordare “nutsinho” c’è anche Doug Polk. Questa volta, ovviamente, “WCG|Rider” non si è comportato come suo solito: nessun attacco, nessuna battuta, nessuna provocazione. Con voce un po’ emozionata, Polk ha ricordato un collega che all’inizio della carriera considerava un vero e proprio punto di riferimento.

Nutsinho
Richard “nutsinho” Lyndaker

Doug Polk: “”nutsinho” giocava in modo strano, mi costringeva a pensare”

“Ciò che mi rende davvero triste di questa vicenda è che quando ho iniziato a giocare a poker non guardavo assolutamente ai professionisti del poker live”, premette Doug. “Mi piacevano i reg dell’online, mi piaceva guardarli all’opera sulle poker room e vedere come se la cavavano. Adoravo seguire “nutsinho”“.

Tra i molti reg impegnati a grindare ad alti livelli, Polk vide in lui un giocatore diverso dagli altri e, per questo motivo, molto più interessante da seguire.

Faceva delle cose strane al tavolo. Ad esempio 3-bettava molto piccolo in posizione. Mi chiedevo continuamente perché lo facesse e se è vero che alcune di quelle size erano davvero troppo piccole, con quel modo di giocare mi costrinse a pensare, a ragionare. Mi fece sognare“.

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Come “nutsinho” ispirò il giovane Polk

Proprio così, sognare. All’epoca Polk era solo un aspirante pro e vedere all’opera un giocatore come Lyndaker era una motivazione quotidiana a impegnarsi e studiare sempre di più.

“Richard era uno di quelli che giocavano a stakes molto molto alti fin dal primo momento in cui ho iniziato a interessarmi di poker. Mi piaceva vedere come giocava e fu proprio lui a farmi sognare di potermi sedere a quei tavoli un giorno. Ricordo che c’era un sito che tracciava le mani e io guardavo i suoi grafici ammirato. Era un giocatore davvero forte“.

Il ricordo di Richard, l’uomo dietro il nickname

Dopo gli elogi a “nutsinho”, Polk chiude il suo video ricordando l’uomo dietro il nickname.

“Ho incontrato Richard solo un paio di volte di persona e posso dire che sembrava un ragazzo molto genuino, forse un po’ introverso, ma proprio una bella persona. È triste che dobbiamo affrontare queste cose nella comunità pokeristica, ma è anche vero che così va la vita. Parte dell’esperienza della vita umana è che giunge a conclusione. Auguro il meglio ai suoi amici e alla sua famiglia, ci tenevo davvero a dedicare un momento a ricordare la sua grandezza e l’eredità che lascia nel poker online”.