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Doyle Brunson: “Mi hanno appena pagato per il film “Lucky You””….Ma la cifra vi lascerà di stucco!

Doyle Brunson, l’attore sottopagato

C’è gente erroneamente convinta che fare il professionista di poker significhi automaticamente guadagnare grosse cifre. Allo stesso modo, in tanti tendono a pensare che recitando in un film hollywoodiano si facciano lauti guadagni. Un simpatico Tweet di Doyle Brunson ci toglie anche quest’ultimo dubbio…

Sintetizzando, “Texas Dolly” ha recentemente ricevuto un assegno relativo alla sua partecipazione al film “Lucky You”: un bell’assegno da… 6 dollari e 28 centesimi!

“Fare l’attore non paga poi così bene”, è la scontata ma simpatica battuta del leggendario Doyle. Effettivamente la cifra è davvero bassa, ma ragionandoci un attimo su non lo è poi così tanto.

Lucky You, un “fiaschetto” invecchiato 12 anni

Lucky You è un film del 2006, girato un anno prima e per il quale Brunson aveva fatto sia il consulente pokeristico che la comparsa di lusso: un cameo di qualche manciata di secondi insieme ad altri poker pro come Daniel Negreanu, Sam Farha, Ted Forrest eccetera.

L’assegno si riferisce solo alla parte attoriale, essendo il SAG (Screen Actors Guild) il sindacato americano degli attori. Il pagamento è con ogni probabilità relativo alle varie royalties dovute per passaggi televisivi, su canali via cavo o acquisto di DVD. Inoltre non c’è da considerare solo la marginalità del ruolo di Doyle Brunson, ma anche quella del film…

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Costato 55 milioni, Lucky You ne incassò al botteghino poco più di 8. Non propriamente un successo di pubblico, né tantomeno di critica, visto che la pellicola fu più o meno stroncata da tutti. Questi ultimi due elementi non incidono direttamente sulla “leggerezza” dell’assegno inviato a Doyle Brunson, ma certo un totale fiasco cinematografico ha meno chance di venire ritrasmesso in TV o rilanciato in un qualche altro canale, venendo invece più che altro destinato al dimenticatoio.

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"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".