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Doyle Brunson: ‘quando persi $3.700 colpito da una pistola”

doyle-brunsonDoyle Brunson continua a regalare ‘perle’ sui burrascosi inizi di carriera, quando il poker anche negli States era un tabù e “The Legend” frequentava le peggiori bische, alla ricerca dell’action giusta. Dopo la rapina con i quattro ladri travestiti da poliziotti, ‘Texas Dolly’ racconta di un’altra singolare avventura:

“Nei primi anni ’60, viaggiavamo per tutti gli Stati del sud alla ricerca di azione: abbiamo giocato in alcuni luoghi insoliti. Il Texas l’avevamo battuto in tutta la sua estensione ma non avevamo mai giocato in una casa colonica fuori Austin. Il proprietario era un allibratore conosciuto da tutti come Duck Mallard (Anatra Selvaggia, ndr).

In particolare, quella notte si giocavano tre partite. C’erano diverse donne in sala che servivano cibo, facevano massaggi etc. Stavamo giocando da diverse ore, quando abbiamo sentito le finestre della casa andare in frantumi. Da ogni direzione arrivarono sette uomini con il volto coperto e armati di vistosi fucili. Molti giocatori hanno provato a scappare ma senza successo.

Nessuno ha mostrato alcuna resistenza perché i fucili da caccia sono armi spaventose quando te le vedi puntate addosso. I ladri hanno fatto sedere tutte le donne intorno ai tavoli da poker. Noi uomini invece siamo stati messi contro il muro, senza pantaloni e solo con la biancheria intima. Hanno frugato nei nostri vestiti ed hanno preso tutto il denaro sui tavoli.

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Uno dei ladri si è girato verso di me e mi ha chiesto: “Chi dirige questo locale?”. Gli ho risposto: “Non lo so”. Ricordo ancora i suoi occhi vitrei, probabilmente sotto l’effetto della droga: con il calcio della pistola mi ha colpito sulla testa, il sangue schizzava dappertutto. Mi rifece la stessa domanda e io gli risposi sempre nel medesimo modo.

Poi caricò il fucile e me lo ha puntato con decisione: “Io non ho intenzione di chiedertelo di nuovo, chi gestisce questo locale?” mi ha detto in modo perentorio. “Quel ragazzo là con la maglietta verde” gli ho risposto; ero certo che avrebbe premuto il grilletto e non potevo sacrificare la mia vita per uno stupido codice d’onore. Ricordo di aver perso $ 3.700 in quella rapina e che, al tempo, erano un sacco di soldi. I ladri se ne andarono con in tasca più di 40mila dollari.

Una fonte attendibile mi ha rivelato che sei dei sette rapinatori sono stati uccisi nel giro di un anno. Rubare i soldi alla gente era un modo pericoloso di vivere e la maggior parte dei duri hanno sempre pagato il prezzo finale. Uno dei miei professori mi ripeteva: “il nostro background e le circostanze possono influenzare la nostra esistenza, ma noi siamo responsabili di ciò che diventiamo”.

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.