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Felipe Ramos: “Non sono il più forte, ma nessuno si impegna più di me. Vuoi battermi? Buona fortuna”

Felipe Ramos ha parlato della sua carriera, della maledizione della prima posizione e della sicurezza che ha acquisito nei suoi mezzi da quando ha deciso di non pensare ai risultati ma solo a migliorare giorno dopo giorno

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16/08/2018 15:00

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Il boom del poker in Brasile è piuttosto recente e non sono molti i top player proveniente da questo paese. Il più noto è certamente Felipe Ramos, da qualche anno non solo volto del movimento di appassionati di Texas Hold’em brasiliani ma anche di Pokerstars. Ramos si è guadagnato la fama di cui gode oggi grazie a un atteggiamento di grande rispetto per gli avversari e per il gioco, ma anche per risultati decisamente fuori dal comune: ha ottenuto 113 piazzamenti a premio in giro per il mondo incassando complessivamente $2.567.149.

La carriera di Ramos è iniziata nel lontano 2008 ma il brasiliano ci ha messo tanto tempo ad imporsi ad alti livelli. La sua non è la storia di Mike McDonald o Jason Mercier, baby-fenomeni capaci di vincere tornei per milioni di dollari già ai primissimi tentativi. Al contrario, nella fase iniziale del suo percorso da poker pro ha subito una serie di eliminazioni che avrebbero annientato la forza di volontà di molti. Ma non la sua, ed è anche per questo motivo che oggi si considera uno dei giocatori più determinati e concentrati in circolazione.

Felipe Ramos e quel primo ITM all’EPT Sanremo 2008

Il primo risultato live arrivò dieci anni fa, in Italia. Nel Main Event dell’EPT di Sanremo del 2008 il brasiliano chiuse in 13° posizione per €22.400. Una delusione amara considerando che il primo classificato avrebbe portato a casa €869.000. Fu Jason Mercier a vincere il torneo, davanti ad Antony Lellouche e Dario Minieri.

“Non ero male come giocatore all’epoca”, ha detto Ramos a PokerCentral.com. “Ma rispetto a gente come Mercier e Minieri mi sentivo inferiore. Era come se fossi in mezzo a degli squali”.

A più di dieci anni di stanza, Ramos sostiene di essere grato di non aver vinto quel torneo. Ed è anche contento di non aver vinto il Main Event dell’EPT Grand Final di Monte Carlo che chiuse in 78° posizione o il Main Event PCA del 2009 che chiuse in 22° posizione.

Sono molto felice di non aver vinto a Sanremo. Sarei diventato arrogante se avessi vinto quella cifra a un’età così giovane. Sono contento anche di non aver vinto l’EPT Grand Final e il Main Event PCA. Bustare sul più bello mi ha permesso di restare con i piedi per terra e uscire dal torneo delle Bahamas in 22° posizione con una coppia di Assi mi ha aiutato a migliorare il mio mindset”.

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La maledizione della prima posizione

La carriera di Felipe Ramos è molto positiva, come testimoniano gli oltre due milioni di dollari vinti. Tuttavia, non è stata ricca di prime posizioni: ha vinto solo tre tornei in dieci anni. Una circostanza che lo ha perseguitato a lungo, finché non ha deciso di non darle più importanza.

“Non lo nego, un tempo pensavo: sono così scarso? Vedevo altri pro vincere qualsiasi cosa mentre io ci andavo vicino ma non vincevo mai. Inizialmente mi preoccupai dell’aspetto strategico: non stavo giocando abbastanza bene. Poi, però, anche quando divenni molto forte tecnicamente, continuavo a non vincere. Ma ora è passata: sono in pace con me stesso e tutti i miei sforzi sono indirizzati ad essere un buon pro, senza pensare ai risultati”.

Felipe Ramos

Felipe Ramos: “Vuoi battermi? Buona fortuna”

Questa mentalità distaccata è alla base del successo di molti top professionisti. D’altronde il poker è un gioco che va sempre approcciato con grande razionalità e disciplina, ecco perché Felipe Ramos ha deciso di smettere di lamentarsi della sfortuna e concentrarsi solo su ciò che può controllare: diventare un giocatore sempre più preparato a livello tecnico.

“Mi piace il giocatore che sono oggi. Credo di meritare un grande risultato e ho la sensazione che sia solo questione di tempi. Un tempo non lavoravo abbastanza sul mio gioco, ma ora… vuoi sederti al tavolo e battermi? Buona fortuna. Ti distruggerò“.

Questa sicurezza nei suoi mezzi non va confusa con cieca arroganza. Felipe Ramos è consapevole di non essere il più forte, eppure crede che nessuno lavori più duramente di lui nell’ottica di essere, ogni giorno, un giocatore di poker migliore.

“Non dico di essere il più forte ma ci arriverò. Sono il giocatore che si impegna più di chiunque altro. La mia forza di volontà è così forte che riesco a migliorare ogni giorno, a poker e in ogni altro aspetto della mia vita. Non gioco per avere il rispetto degli altri pro ma per diventare sempre più forte”.

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