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Gaelle Baumann: “non gioco high roller e non faccio staking per il fisco. Perché è Ev+ giocare alle Bahamas il PSPC”

Gaelle Baumann parla della sua impossibilità di giocare high roller da quando è tornata in Francia, ma farà un'eccezione per il PSPC di gennaio.

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29/11/2018 16:30

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Gaelle Baumann è una delle professioniste francesi più longeve e forti ed ha annunciato che la sua prossima sfida si chiama PSPC (PokerStars Players Championsip) alle Bahmas a gennaio. La giocatrice transalpina nel 2012 ha sfiorato il tavolo finale al Main Event WSOP, arrivando decima. Nella sua lunga carriera nei tornei live ha vinto oltre un milione di dollari ma è scomparsa dalla scena degli high roller. Per quale motivo?

A spiegarlo è la stessa Gaelle che prima parla del nuovo trend tra i torneisti: “in questo momento la moda è proprio negli high roller. I tornei con buy-in da 10.000 o 25.000 registrano partecipazioni crescenti. Grazie allo scambio quote e allo staking più players possono permettersi non solo di giocare gli high roller ma anche di fare uno o più re-entries senza mettere a repentaglio il proprio bankroll. In passato, questi tornei erano riservati solo ad una certa élite”.

Gaelle Baumann al Main Event WSOP

Ritorno in Francia e nuovo regime fiscale

La Baumann ha dovuto affrontare un grosso cambiamento nell’ultimo anno:  “Per quanto mi riguarda – spiega la player francese sul blog di Winamax – per me è sempre più difficile giocare gli high roller. Per una semplice ragione legata all’evoluzione della mia situazione personale. La scorsa stagione ho fatto la scelta di tornare in Francia, dichiarando così i miei guadagni al fisco francese. Sono stata inquadrata nel regime degli “autonomi-imprenditori” e dichiaro le mie entrate in BNC (profitti non commerciali). Il che significa che, come ogni altro imprenditore, dichiaro i miei guadagni e le mie perdite, tengo la contabilità e sono tassata sui miei profitti alla fine dell’anno fiscale“.

A questo punto Gaelle Baumann spiega le difficoltà: “in questo contesto è difficile per me vendere quote della mia action o scambiarle con altri giocatori“.

Come registrare gli accordi di staking in Francia

La giocatrice spiega i passaggi formali per registrare questi accordi: “Dovrei prima di tutto dimostrare la transazione alle autorità fiscali, mediante un accordo scritto tra le due parti che servirà come prova. Le transazioni poi devono apparire sui conti bancari ed infine, altro compito non facile, che lo staker concordi che i suoi guadagni siano tassati nel caso di vincita. In breve, per un giocatore residente in Francia diventa qualcosa di complicato, ma soprattutto non redditizio, per questo motivo, ho preso la decisione di giocare un minor numero di tornei rispetto alla maggior parte dei miei compagni di team, ma manterrò il 100% delle mie quote ad ogni evento“.

“Naturalmente – aggiunge – questo approccio ha alcuni limiti: fai meno volumi, hai meno possibilità di moltiplicare le grandi performance. Per me non è però motivo di imbarazzo: con una vita familiare molto intensa, non posso permettermi di viaggiare tanto. Preferisco quindi limitare i miei viaggi e gioco molti tornei in un determinato festival. E’ questo un modo di lavorare che si adatta meglio alla mia situazione attuale”.

“Il mio rapporto con gli high roller e quello scontro con Liv Boeree a Las Vegas”

“Finora mi sono limitata ai tornei con un buy-in massimo di $10.000 ad eccezione di un torneo heads-up da $25.000 all’inizio del 2013 dopo la bolla del Main Event WSOP. Era l’ NBC National Heads-up, evento ad inviti con solo 64 partecipanti. La struttura era turbo. Ma l’esposizione mediatica ed il prestigio erano alti. Per questo partecipai”.

“Ricordo di aver passato il primo turno non senza difficoltà, contro una super-aggressiva Liv Boeree. Nel rivedere le immagini di quel duello, mi rendo conto che lo stress, la mancanza di esperienza e il buy-in mi hanno fatto fare molti errori! Ero paralizzata dalla paura di fare male e dalla posta in gioco, dato che stavo appena entrando nel mio secondo anno nel circuito professionistico, dopo il mio grande successo a Las Vegas nel 2012″.

“Perché giocherò il PokerStars Championship Poker Players”

“Da allora, ne è passata di acqua sotto i ponti. Ho acquisito molta esperienza dal vivo, il mio gioco si è evoluto, progredito, adattato e migliorato nel tempo. Ecco perché oggi mi sento pronta a rimettermi in gioco su un evento da $25.000. E quale torneo più bello ed eccitante del PokerStars Championship Poker Players (PSCP), che si terrà alle Bahamas all’inizio di gennaio? Con un garantito minimo di 9 milioni (tra cui un milione aggiunto al vincitore) e più di 300 giocatori che si sono qualificati durante tutto l’anno (attraverso varie promozioni nei live e on-line), il torneo è realmente unico”.

“Resta da vedere come affrontare questo evento molto speciale. Un evento così costoso con tanti giocatori amatoriali non è comune. Anche se non sarà difficile adattarsi a questi players, non dobbiamo dimenticare che saranno presenti anche i migliori mtter del mondo: nel complesso il field sarà ben al di sopra della media. Ci sarà di tutto, dai dilettanti che non hanno mai giocato in un grande torneo ai migliori reg high roller. Una sorta di mini Main Event delle WSOP“.

“Evento unico con tanti amatori, ecco la struttura”

“Da notare che a differenza della maggior parte dei tornei da 25.000, sarà giocato in freezeout senza possibilità quindi di re-entry. Questo dà un vantaggio senza dubbio ai giocatori che non sono abituati a giocare a questi livelli. I pro con le tasche piene non avranno l’opportunità di ritentare la fortuna due o tre volte. I bui iniziali saranno 300, con livelli di un’ora e il tradizionale BB Ante”.

“Potenzialmente sarà comunque un torneo molto redditizio, perché sarà un high roller con tanti amatori. Conta per me ora, rimettermi in forma per le Bahamas. Il problema del jetlag è già stato risolto: una settimana prima dello start, atterrerò vicino alle Bahamas, in Florida per alcuni giorni di riposo e vacanze. Poi sarà il momento di volare a Nassau, con le sue spiagge sabbiose, le palme di coocco, gli scivoli, la vasca con gli squali. Spero di vederne il meno possibile”.

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