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Gioca, prega e vinci: ecco chi è Christoph Vogelsang

L’abbiamo visto all’EPT di Montecarlo senza saper bene chi fosse, ma la verità è ben presto venuta a galla: Christoph Vogelsang altri non è che il giocatore capace di vincere circa 3.000.000 $ dietro ai nickname di “Tight-Man1” e “26071985“.

Si tratta dell’ennesimo giocatore tedesco, nel suo caso originario dell’area attorno a Dortmund, che negli ultimi anni vive a Londra, visto che vincere somme incredibili ai tavoli di cash game high stakes non gli basta. Sta infatti frequentando un master in finanza presso la rinomata London School of Economics, e nonostante questo non passa evidentemente solo il tempo sui libri.

Non gioco a poker per guadagnare soldi che mi consentano di comprare qualcosa, non ho neppure un’automobile – aveva dichiarato durante l’EPT di Montecarlo a PokerStars – è bella l’idea di poter fare qualcosa di utile con questo denaro, in futuro. Per il momento, l’unico lusso che mi concedo sono dei viaggi per poter giocare alcuni tornei”.

Vogelsang è fra i giocatori che saranno presenti al One Drop (photo courtesy Danny Maxwell)

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Il suo primo squillo di tromba dal vivo lo ha dato in ottobre, quando è arrivato terzo nel torneo Super High Roller dell’EPT di Londra, mettendosi in tasca quasi 400.000 sterline: adesso è pronto a dare battaglia nel torneo One Drop che non mancherà di catalizzare l’attenzione alle prossime World Series, nonostante il suo pane rimangano le partite di cash game.

Al contrario di altri professionisti, per il momento gioca solamente No Limit Hold’em, ed in questo senso l’arrivo dei giocatori asiatici su Full Tilt Poker lo ha favorito, convincendolo a giocare anche 6-max, lui che in realtà è soprattutto uno specialista del testa a testa. In fondo, visti i soldi che finora è riuscito a portar via dai tavoli da poker mettendoseli in tasca, perché rischiare di farsi male su terreni che non gli sono congeniali?

Cattolico praticante e convinto che non giocherà per sempre – nonostante al riguardo non abbia progetti chiari – ha saputo convincere la resistenza dei genitori verso una professione tutt’altro che comune a suon di risultati, di cui ad ogni modo fa tutto tranne che vantarsi. Forse giocherà a poker ancora per un paio d’anni, magari di più, ma chissà: se il One Drop dovesse andare particolarmente bene magari potrebbe salutare la compagnia anche molto prima.