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Gli italiani e i final table: ecco le più clamorose occasioni mancate

Dario Minieri e Alfio Battisti: un grande rimpianto EPT per ciascunoQuattro italiani su 6 al tavolo finale e 2 nei primi 3 non sono bastati a regalarci un nuovo titolo. Ma la cocente delusione che ci siamo appena lasciati alle spalle al WPT Venezia è solo l’ultima del nutrito “contro-palmarès” azzurro: quello delle occasioni mancate.

Perchè ci fermiamo così spesso a pochi centimetri dal traguardo? E’ solo bad run nei momenti che contano oppure c’è dell’altro?

Difficile dare risposte convincenti, anche perchè ogni tavolo finale è figlio di una situazione contingente e di equilibri non ripetibili. Rimane però la sensazione di delusione, inalienabile. E allora, cerchiamo di esorcizzarla andando a sfogliare le occasioni più clamorose mancate dagli italiani che ad oggi contano 5 titoli WSOP, 2 WPT e 1 EPT.

WPT Venezia 2012: Longobardi 2°, Dato 3°, Trebbi 5°, Carini 6° (vince Bogdanov)
Partiamo dal più recente, per il quale le aspettative erano elevatissime, vista la chiplead di Dato e la presenza di altri 3 azzurri – tutti in grado di piazzare il colpo. Carini e Trebbi non hanno però trovato occasioni per uscire dalla modalità push/fold e potersi rimettere in gioco. Andrea Dato è forse il più deluso in assoluto, essendo colui sul quale si poggiava la maggior parte delle speranze di tutti. A questi livelli – e con i bui alti – è però impossibile arrivare in fondo senza vincere qualche showdown chiave, e in questo la dea bendata ieri è stata inamovibile con “datino”.

Alex Longobardi, ultimo in ordine di tempo a sfiorare il grande colpoLongobardi invece ha forse avuto un pò di “braccetto”, comprensibile quando c’è in gioco un titolo così importante ma che poteva (doveva?) essere mitigato da due fattori:

  • il deal stipulato a tre, di cui peraltro non sono state rese note le cifre
  • l’avversario, certo non uno morbido o scared, ma sicuramente non così aggressivo e, in definiiva, certo non più forte del “doge”

E’ andata così comunque, e la mano decisiva è troppo somigliante ad un cooler per fare ulteriori considerazioni. E’ andata così.

WPT Malta 2011 – Pescaglni 2a, Bianchini 3° (vince Giannetti)
Cecilia Pescaglini lo sapeva, ma non fino in fondoQuesto torneo, ricordato più per l’ormai famosissimo tormentone “Yes Yes lo sapevo!” di Cecilia Pescaglini, è forse l’occasione più ghiotta di tutte sfuggita agli italiani nell’ultimo anno. Ad un certo punto, il futuro vincitore Matt Giannetti era nettamente il più short dei tre rimasti, quando gli altri due erano proprio la Pescaglini e l’altro toscano Filippo Bianchini. Poi i verdetti degli showdown, l’esperienza di Giannetti e per contro l’inesperienza dei nostri due, hanno spostato lentamente gli equilibri fino a farci sfuggire di mano una vittoria che sembrava ormai acquisita.

WSOPE 2011 event#2: G. Speranza 2°, Bruno 3° (vince Hinrichsen)
Forse il più amaro calice da mandare giù, per almeno due ragioni: il grande vantaggio di Gianluca Speranza nell’heads up, l’enorme talento dell’abruzzese per il quale quel braccialetto sarebbe stato premio sacrosanto. Invece la sorte si è messa ancora una volta di traverso, e l’australiano Hinrichsen (partito con uno svantaggio di quasi 3,5 a 1) praticamente non perde più un colpo.

WPT Portoroz 2011: 2° Natale, 5° Fortugno, 6° Marigliano (vince Travnik)
Ok, non sarà il WPT più prestigioso che si sia mai disputato, ma quello sloveno era pur sempre un WPT, e il vantaggio sprecato dalla “talpa” Vincenzo Natale nel testa a testa finale con il player di casa Miha Travnik. In questo caso, la talpa si è “mozzicata” da sola…

EPT Sanremo 2011 season 7: De Vivo 5°, Manigrasso 6°, Russo 7°, Spada 8° (vince Elder)
4 azzurri al tavolo finale dell’EPT di casa che escono per primi dal tavolo finale è già uno smacco difficile da sopportare. Se aggiungiamo Pignataro 9°, Venneri 10° e Bognanni 11°, ecco la “caporetto” azzurra numericamente più clamorosa nella storia del poker: 7 italiani nei primi 11, 0 italiani nei primi 4.
Certo, le cifre in quel torneo sono state impietose, ma va onestamente riconosciuto che i 4 finiti ai primi 4 posti erano quasi tutti dei “super-duri”, da Lykov a Heinzelman, dal vinciore Elder fino alla sorpresa Xuan Liu.

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EPT Varsavia 2009: Battisti 2°, Pagano 4° (vince Benzimra)
Ci si allontana nel tempo, ma sale il rimpianto. L’EPT Varsavia 2009 era un torneo quasi ideale, per rompere il digiuno azzurro (che allora era di appena 11 mesi, ndr): poco più di 200 iscritti, nessuno spauracchio al final table, una situazione fantastica con due italiani e due ricchi amateur nei “last 4”. Purtroppo, l’avanzata di Luca Pagano (qui sotto durante il final table) si infrange proprio contro Alfio Battisti: AK vs AQ e una Q sul flop a spegnere le speranze del campione trevigiano, rimasto cortissimo e out poco dopo.

Poco male per l’Italia, se il popolare “Alfiosnob” fosse riuscito a portare a casa il successo per cui – ancora una volta – le credenziali c’erano tutte: uno dei più forti in giocatori di Heads Up sit’n’go in Italia (e non solo), contro un rilassato dilettante francese. E invece le cose si incartano, e dopo poche mani è già tutto finito con un cooler al flop: colore nuts che non si concretizza per Alfio, doppia coppia che regge per Benzimra.

EPT Sanremo 2008: Minieri 3°, Genovese 5° (vince Mercier)
Dario Minieri e Greg Genovese, 3° e 5° al primo EPT italiano. Era il 2008Lo lasciamo per ultimo, ma dopo quasi 4 anni non sono pochi quelli che lo considerano una sorta di pietra miliare che ha cambiato la storia del poker, almeno in alcuni equilibri che ci riguardano. Immaginate la stella di Jason Mercier senza quel 3 al river (con cui chiuse colore scoppiando le QQ di Dario ed eliminandolo, ndr): sicuramente un talento come quello del campione da Fort Lauderdale avrebbe trovato un altro modo per sbocciare, ma non ditelo a Dario Minieri.

Analogamente, immaginare cosa sarebbe stato il poker italiano senza quel 3 al river, con il più che probabile trionfo di Darietto, è qualcosa in cui un pò tutti si sono cimentati almeno una volta: il più atteso, al primo EPT della storia in Italia, e con la legalizzazione del poker online che viveva ancora sotto forma di scartoffie sulle titubanti scrivanie di qualche ufficio AAMS….Davvero difficile immaginare gli scenari che si sarebbero potuti concretizzare!

Sicuramente non sono queste le uniche grandi vittorie sfiorate da giocatori italiani nei tornei live. Filippo Candio a parte (il cui 5° posto al WSOP ME 2010 appare più come grande traguardo che come occasione persa), la lista è ancora lunga: dai secondi posti WSOPE di Michele Di Lauro nel 2011 e soprattutto di Fabrizio Baldassari nel 2010, a quello EPT di De Vivo a Copenhagen 2010, fino ai 7 tavoli finali EPT di Luca Pagano, forse il giocatore che più di altri meriterebbe di stringere finalmente tra le mani la tanto ambita picca.

Sono molti, i ricordi dolceamari degli italiani nel poker live, ma in questo articolo ci siamo voluti soffermare sulle occasioni in cui avevamo più di una freccia al nostro arco, anche se poi ciò non è bastato a centrare l’obiettivo grosso.

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".