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Curiosità

ICOOP 2012: alla scoperta di Kappaalpian, il pianista dei record

Scritto da
25/11/2012 07:47

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Che rapporto c’è fra 88 tasti e 52 carte? E cosa può mai avere in comune un pianista con un giocatore di poker online? La risposta è tutta in un nickname, Kappaalpian al secolo Giuseppe Gullotta, che è passato alla storia per aver vinto due braccialetti ICOOP in due eventi consecutivi!

ICOOP 27 Hyper Turbo e ICOOP 28 PNL Hold’em sono terminati con lo stesso nickname al primo posto, per un’impresa che non conosce pari neanche fra i vari WCOOP di PokerStars.com. Per trovare qualcosa di simile bisogna andare a una storica doppietta a seguire di Yuval “yuvee04” Bronshtein, che qualche anno addietro fece altrettanto su Full Tilt in una edizione delle FTOPS.

Ora tutto questo è riuscito a un 31enne siciliano di Giardini Naxos, che di professione fa il pianista e anche il docente di conservatorio. Quando leggo il suo impressionante curriculum vengo assalito da una strana sensazione di sorpresa mista ad una sorta di colpevolezza per il fatto di avere ignorato fino a ieri l’esistenza di un personaggio del genere. “Figurati, i pianisti sono tutti sconosciuti”, mi rassicura Giuseppe, togliendomi subito dall’imbarazzo. “Tutti tranne Allevi, che infatti non è un pianista”. Prima stilettata, e ho già la consapevolezza che non sarà un’intervista come le altre.

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Oltre 100 concerti in tutto il mondo, la cattedra al conservatorio e, nel mentre, trovi anche il tempo di vincere due eventi ICOOP. Come si fa ad incastrare il tutto?
Diciamo che non gioco tutti i giorni, e comunque in genere solo la sera senza mai superare le 4 ore, a meno di braccialetti da vincere…E poi considera che ho un limitatore infallibile: la mia ragazza. Se gioco troppo…mi lascia.

Beh penso che però per ICOOP abbiate trovato una sorta di compromesso…
Logico. Ora mi toccherà portarla da Tiffany.

Torniamo a te, e a quello strano matrimonio tra musica e poker che rappresenti. In apparenza, l’unico legame è presente nella lingua inglese, dove “suonare” e “giocare” vengono tradotte col medesimo verbo, to play.
Ti dirò, io trovo delle similitudini tra questi miei due aspetti, non tanto nella produzione dell’arte in sè, che è una cosa seria e non paragonabile ad un mazzo di carte, quanto alle circostanze alle quali ti devi prestare per produrre. Pensa all’esibizione in un palcoscenico: un tavolo finale ha bisogno di molte caratteristiche che ti servono ad avere il coraggio di affrontare un palcoscenico.

Interessante. Parliamo di gestione della pressione, totale controllo del corpo. Poi?
Devi sfidare continuamente tutte le tue insicurezze. Poi, quando mi siedo lì sono a casa mia, con la differenza che quando sei davanti a un pianoforte è come essere di fronte ad una scacchiera, è un gioco perfetto. Nel poker invece no, il poker è come la vita: abilità e fortuna.

Quando parli di poker sembra che tu ti riferisca alla sola modalità torneo. Non ti cimenti mai nel cash?
Sì, ma non l’ho mai approfondito. Nei tornei riesco ad essere un giocatore migliore.

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Un MTT player deve avere un ego importante, ma sapere metterlo da parte quando è il momento. E l’ego di un musicista-solista-poker player come funziona?
Noi musicisti abbiamo un super ego fottuto, ma dobbiamo averlo perché facciamo una cosa che “resta in aria”, quindi dobbiamo essere fortemente convinti. Ma come dicevo prima sviluppiamo un fortissimo autocontrollo sul palcoscenico, soprattutto nei grandi concorsi internazionali, dove hai tutti gli occhi puntati addosso. Questo aspetto sicuramente per me è un grosso aiuto, ma se ti interessa saperlo sì, tilto anche io e quando tilto sono violento!

Altra curiosità. Avere una assoluta padronanza degli 88 tasti e di tutte le loro combinazioni possibili, favorisce in qualche modo una visione delle cose privilegiata e quasi naturalmente votata alla strategia?
Uhm non so, credo sia riduttivo. Io credo che il talento sia studio ma soprattutto istinto. Il genio è intuizione, e non è altro che un sunto di tanti aspetti della propria intelligenza. In questo senso sono convinto che i giocatori di poker di altissimo livello siano in un certo senso artisti, inteso come grandi talenti nel loro campo.

Una giocata particolare è un pò come un fraseggio particolare. Nel poker tutti i professionisti hanno solide basi matematiche, ma a fare la differenza è sempre chi è capace di un’intuizione che va oltre il banale.

A chi pensi, ad esempio?
Facile dire Ivey, ma anche Lederer mi è sempre piaciuto nonostante sia un truffaldino. Negreanu è forse quello che più di tutti incarna il modello di cui si parlava poco fa. Ma il migliore di tutti è Ture Cundari detto Metape, ho imparato tutto insieme a lui 5 anni fa.

Sei arrivato al successo pokeristico come Kappaalpian. Da dove viene questo nick?
Su PokerStars.com ero Assoalpian, poi al tempo del passaggio al .it non completai alcune procedure burocratiche e il conto mi venne chiuso, impedendomi di usare il mio nick storico. Così nasce Kappaalpian.

Chiudiamo con la musica. Si parla spesso delle playlist che i grinder usano per darsi la carica. Uno come te cosa ascolta per riuscire a vincere due eventi ICOOP?
Per il primo evento è bastato il “clavicembalo ben temperato” di Bach, sono “solo” 4 ore e mezzo di musica e quello era un Hyper Turbo. Nel secondo invece ho alternato un pò di chitarra flamenca a Keith Jarrett nel day 1. Per il day 2 invece mi sono riservato Mahler, un grande compositore sinfonico.

“Senza musica la vita sarebbe un errore”. Lo diceva Nietzsche ed aveva mille e una ragione. Ma non disperate, si è sempre in tempo per riparare.

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