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Curiosità

Quando il poker è un trampolino: la storia di Ken Cheng, dal $200-$400 online alla carriera da comico

Ken Cheng è il vincitore dell'ultimo "Joke of the Year Award", il concorso internazionale sulle barzellette. Ma il suo percorso inizia con una carriera nel poker high stakes, fondamentale per consentirgli di provarci nel mondo dello spettacolo

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10/09/2017 09:18

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Per molti il poker non è altro che un divertimento. Per poche persone è un lavoro. Poi c’è Ken Cheng, un ragazzo che è riuscito a sfruttare il poker per finanziare il suo più grande sogno: diventare un comico professionista.

Come abbiamo già visto raccontando la storia dell’ex grinder dei Sit&Go Hyper Turbo Qi “qihu00” Hu, il poker può essere un trampolino straordinario e unico per raggiungere obiettivi altrimenti proibitivi.

Nel mondo del poker girano tanti soldi, e i pro più forti e preparati non devono fare altro che dare il massimo per incassare le cifre più alte. Poi, una volta assicurate le vincite, si può anche pensare di fare altro nella propria vita.

Se Qi Hu ha scelto di passare dagli hyper a vari tipi di business, Ken Cheng ha effettuato una curiosa transizione: dal Deuce-to-Seven Triple Draw high stakes al mondo dello spettacolo.

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Da poker player a comico: la storia di Ken Cheng

Per la precisione, Cheng sta provando a diventare un comico professionista. Ed è sulla buona strada: recentemente ha vinto il “Joke of the Year Award” a Edimburgo, un premio che potremmo tradurre liberamente come “la barzelletta dell’anno“.

In realtà si tratta di freddure tipicamente inglesi. Cheng ha trionfato con questa battuta che fa riferimento alle nuove monete e banconote inglesi:

 “I’m not a fan of the new pound coin, but then again, I hate all change

La traduzione in italiano perde quasi completamente il significato originario, perché la freddura gira intorno alla parola “change“, che significa sia “cambiamento” che “resto“. Nella finalissima ha battuto un comico che aveva pensato a qualcosa di molto più immediato: “Trump is nothing like Hitler. There’s no way he could write a book“.

Barzellette a parte, la storia di Ken Cheng è di forte ispirazione per chiunque voglia fare del poker una professione.

Ken Cheng con il premio vinto a Edimburgo

La scalata verso gli High Stakes Online

“Ho iniziato a giocare nel 2007, in un home game tra amici”, ha dichiarato a Pokerstrategy.com. “Poi ho depositato online e ho fatto crescere quel bankroll gradualmente. Quando ho vinto le prime migliaia di dollari ho capito che poteva diventare un lavoro“.

Così Ken ha iniziato a grindare seriamente il cash game online, divenendo un esperto di varianti. Con il nickname “Stryd0r” su Pokerstars.com è arrivato a limiti molto alti, dove ha sfidato top player di fama internazionale.

“Mentre scalavo i livelli, presi la decisione di concentrarmi sui giochi di nicchia. Oggi posso dire che gran parte dei miei guadagni sono arrivati grazie al Deuce-to-Seven Triple Draw. Ho giocato a questa variante per un lungo periodo, arrivando a competere per cifre enormi. Per un po’ sono stato un regular del $200-$400“.

La transizione al mondo della comicità

Il sogno di Cheng era però un altro. Non voleva essere un poker pro per sempre, il suo obiettivo era diventare un comico. Guadagnare soldi facendo ridere le persone.

“Ho effettuato una transizione graduale al mondo comedy. Nel 2015 ho partecipato al BBC New Act e sono arrivato in finale. Un agente mi ha contattato e ha iniziato a seguirmi. Fino a quel momento la comicità era un hobby e il poker un lavoro. Dopo quell’exploit è cambiato tutto”.

A Ken piaceva l’idea di diventare un comico professionista. Una strada che ha potuto intraprendere solo perché aveva accumulato abbastanza soldi con il poker da non doversi preoccupare di lavorare per guadagnarsi da vivere.

“Il poker è stato fondamentale per me, soprattutto dal punto di vista finanziario. Nel mondo della comicità sei praticamente costretto a lavorare giorno per giorno per guadagnare, e devi farlo per anni. Il poker mi ha dato la possibilità di avere un’entrata fissa in un primo momento, e poi abbastanza risparmi per potermi dedicare alla comicità senza dovermi preoccupare di altro”.

Il poker come trampolino di lancio

Oggi Ken Cheng ha sostanzialmente smesso di giocare a poker professionalmente, perché ha l’opportunità concreta di vivere grazie alle sue battute.

Ogni tanto gioco ancora a PLO, ma ora devo lavorare su una serie che mi è stata commissionata da Radio 4 in seguito alla mia vittoria a Edinburgo. Sono anche in contatto con alcune trasmissioni televisive”.

Nel suo caso il poker è stato un trampolino di lancio fondamentale per sviluppare una carriera in un settore completamente diverso. Anche se Cheng sostiene che siano due mondi non così distanti…

“Molti giocatori di poker sono divertenti. Pensiamo a Will Kassouf. Sono un suo grande fan, perché crea quell’interesse che è mancato per molto tempo. Il poker può essere noioso, personaggi come Will sono necessari. Sono convinto che il poker possa essere divertente. A volte leggo le discussioni sui forum e rido come un matto”.

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