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LarsLuzak: ‘Giocare i tornei online? Non ne vale la pena…’

Sami Kelopuro, prima di farsi molto male, era una presenza fissa ai tavoli di cash game high stakes: adesso il finlandese gioca a limiti più bassi, e per un periodo ha provato a grindare anche i tornei, salvo poi tornare sui suoi passi.

“LarsLuzak” proprio recentemente ha raggiunto il tavolo finale nel Main Event FTOPS – confermando quindi di non voler mancare agli appuntamenti più importanti – ma per quanto riguarda il panorama dei tornei settimanali tradizionali, questi non sembrano affascinarlo più di tanto. Peggio: il finlandese è convinto che non valga la pena dedicarvisi, convinto che si possa guadagnare di più con il cash game.

“Fino allo scorso settembre, giocavo i tornei praticamente ogni domenica – ha rivelato a pocketfives.com – ma poi mi sono accorto che il guadagno orario che ci si può aspettare oscilla fra i 100 ed i 200 dollari, e sono convinto che un buon giocatore di PL400 che scelga le partite giuste e multitabli abbastanza possa avere un atteso più alto”. A maggior ragione, quindi, per chi solitamente si confronta con limiti più alti.

Sami Kelopuro ha mosso i primi passi nel poker nel 2005 (photo courtesy cardplayerla.com)

C’è poi un altro rospo da inghiottire, quando ci si dedica agli MTT, e per chi proviene dal cash game questo è spesso davvero difficile da digerire: l’impossibilità di organizzare le proprie sessioni in maniera libera e autonoma. Quando infatti ci si siede ai nosebleed l’azione si fa spesso desiderare, ma sulle piattaforme internazionali a limiti più bassi i tavoli di certo non mancano: “Si tratta di partite che puoi trovare nell’arco dell’intera giornata, mentre spesso i tornei ti costringono ad orari non esaltanti, quindi mi sono reso conto che per quanto mi riguarda non ne valesse la pena”.

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Del resto, anche per quanto riguarda gli MTT in passato ha raggiunto risultati esaltanti, come quando vinse il Main Event SCOOP High Roller, mettendo in cascina 735.000 $: “Penso che le strutture deep mi siano più congeniali, in quanto ti consentono uno spazio di manovra postflop, ma probabilmente ho anche avuto la fortuna di runnare bene negli eventi giusti. Il caso ha un peso determinante nei tornei, anche dopo tutti questi anni, ma io sono sempre stato principalmente un giocatore di cash game“.

Kelopuro insomma non tradisce le sue origini e riabbraccia con convinzione quello che è sempre stato il suo primo amore: una storia non certo priva di burrasche, ma che evidentemente è ancora in grado di farlo sorridere.

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