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Mike McDonald: “All’Aussie Millions vinsi $1.900.000 ma intascai solo $12.000”

In una recente diretta su Twitch, Mike McDonald ha svelato i retroscena del suo terzo posto da 1.9 milioni di dollari all'Aussie Millions 2014. Si tratta del premio più grande incassato in carriera, ma nella realtà dei fatti gli fece incassare solo $12.000

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16/02/2017 12:00

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Qualche tempo fa abbiamo riportato le dichiarazioni di Tony “Bond18” Dunst riguardanti il suo secondo posto da $700.000 all’Aussie Millions 2016. Il professionista statunitense ammise che in quell’occasione, a causa di un evento particolarmente sfortunato, aveva deciso di giocare il Main Event tenendo per sé solo il 15% della sua action e vendendo il restante a Mike McDonald. Dunst si assicurò quindi $119.000, mentre “Timex” incassò un profitto di quasi $600.000.

Sorprendentemente, due anni prima anche McDonald aveva vissuto una situazione simile. Il suo caso è forse ancora più eclatante, perché si tratta del premio più alto della sua carriera. Un premio che nella realtà dei fatti gli garantì un profitto quasi irrisorio per un regular degli high stakes del suo calibro.

“La mia vittoria nell’high roller da $250.000 dell’Aussie Millions 2014? Sì, ero stakato“, così ha risposto alla domanda di un follower Timex, durante una sessione live su Twitch. “Ed è stato l’esempio più clamoroso di un giocatore che vince un sacco di soldi sulla carta ma in realtà gliene entrano in tasca molti meno“.

Mike McDonald

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Mike spiega che il torneo, nonostante il buy-in altissimo, era hyper turbo e con possibilità di rebuy. Per questo motivo tenne per sé una parte molto piccola del buy-in.

“Credo di aver tenuto il 16% della mia action e di aver swappato un’altra percentuale. Complessivamente avevo investito $150.000 in quel torneo, perché avevo anche altre quote e gli swap, ma di questa cifra solo una piccola percentuale riguardava effettivamente il mio buy-in”.

Mike giocò per qualche livello ma fu poi eliminato. La sua giornata ai tavoli, comunque, era ancora ben lontana dalla conclusione.

“Ho giocato il torneo e sono stato eliminato. A quel punto ho deciso di fare re-entry, stavolta tenendo per me solo il 12% del buy-in. Ho venduto l’88% e ho bustato di nuovo. Non contento, ho scelto di rientrare ulteriormente, pur con uno starting stack di soli 16 big blind. L’ho fatto solo perché ero riuscito a vendere il 90% delle quote, tenendo per me il 10%“.

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Tuttavia, McDonald non ha affrontato il terzo tentativo con il 10% della sua action. In realtà la percentuale era ancora più bassa: “Nel momento in cui mi sono seduto al tavolo mi è stato chiesto di swappare una percentuale del mio terzo tentativo. Ho accettato, vista la situazione, e alla fine mi sono ritrovato a giocare con pochissimo di mio. Non sapevo di preciso quanto, ma sicuramente meno del 5%“.

mike-mcdonald

Giocare un torneo al 5% è un evento rarissimo per un top player, ma non è ancora finita: a torneo concluso, Mike McDonald si è reso conto che l’intera giornata passata a giocare gli aveva fruttato quanto il primo premio di un domenicale low stake.

Ho poi chiuso in 3° posizione per 1.9 milioni di dollari. Facendo i conti, al termine della trasferta, ho però scoperto che di quella cifra, dopo aver pagato tasse, swap e quote, mi rimanevano soltanto $12.000. Sembra incredibile, ma il mio più grande risultato in carriera mi ha garantito un profitto di $12.000…”.

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