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Patrik Antonius: “Lo Shot Clock? Ha rallentato il gioco. E via felpe e occhiali dai tavoli”

Intervistato durante l’ultimo EPT di Montecarlo, Patrik Antonius ha criticato il format attuale dello Shot Clock, risultato controproducente. Nella serie di tornei che portano il suo nome, il finlandese ne ha testato una nuova variante a suo avviso molto più efficace. Scopriamo di cosa si tratta.

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21/05/2019 10:26

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Di recente, Patrik Antonius ha lanciato una serie di tornei live durante i quali ha sperimentato alcune novità. Il forte giocatore finlandese ne ha parlato in occasione dell’EPT Montecarlo, dove è stato intervistato da Sasha Salinger, la collega di PokerNews.com.

Nell’intervista, che potete guardare integralmente in lingua inglese a piè di pagina, Antonius riflette in particolar modo sullo Shot Clock, lo strumento che i pro hanno tanto atteso ma che non si è rivelato così efficace come sembrava.

 

Patrik Antonius

Patrik Antonius

 

Lo Shot Clock ha fallito?

Il primo problema individuato da Patrik Antonius nei tornei live di oggi è il ritmo del gioco al tavolo. Secondo il finlandese, la lentezza del game flow è ciò che tiene lontani i giocatori online dal poker live, dove spesso la gente finisce in the tank senza un valido motivo.

Si sperava che l’introduzione dello Shot Clock potesse aumentare il ritmo, ma Antonius afferma: In realtà è avvenuto l’esatto contrario. Ora che ci sono 30 secondi di tempo per ogni decisione, ci sono giocatori che ci mettono 20 secondi anche per fare un semplice check, perché semplicemente ne hanno facoltà”.

La proposta di Patrik Antonius

Nella serie di tornei a cui ha dato il suo nome, Antonius ha provato una versione dello Shot Clock ‘spezzata’: 10 secondi per le decisioni pre-flop, altri 20 per le decisioni post-flop, ma più timebank per compensare.

Patrik ritiene che uno dei benefici di questo rinnovato Shot Clock, oltre ad aumentare considerevolmente il ritmo di gioco (“abbiamo calcolato quasi il doppio delle mani), sia l’aggiunta di un layer strategico: “Il tempo diventa un fattore nella guerra psicologica, perché può spingere un giocatore a compiere una mossa magari non matematicamente corretta, ma che può risultare difficile per l’avversario che avrà poco tempo per decidere”.

Addirittura Antonius vuole testare lo Shot Clock anche nel cash game: “Ci stiamo ragionando. Ovviamente non possiamo replicare lo Shot Clock dei tornei, altrimenti chiunque finisse il timebank si alzerebbe semplicemente dal tavolo. Ma magari potremmo proporre un timebank che si resetta ad ogni mano.

Felpe e occhiali addio?

Un altro cambiamento di cui Patrik Antonius si fa promotore è la moda delle felpe con cappuccio e degli occhiali da sole. Naturalmente il problema non è affatto estetico: si tratta di impedire ai giocatori di nascondere i propri tell.

“Per me sono cose ridicole. Anche se indossi una maglietta, nei miei eventi in futuro se te la alzerai per coprirti la faccia ti prenderai una penalità”, spiega. Se non sei in grado di nascondere i tuoi tell è un problema tuo, fa parte del gioco.

Ecco l’intervista completa:

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