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Curiosità

Phil Galfond: “Così affronto lo stress da downswing”

Scritto da
15/01/2012 10:18

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Phil Galfond, tra i migliori al mondo nell'OmahaPhil Galfond continua a raccontarsi dalle pagine di un blog che si fa sempre più interessante, ed in un recente video risponde a diverse delle curiosità che gli vengono proposte dai suoi lettori, fra cui certamente spicca come si possano affrontare downswing da centinaia di migliaia di dollari, specie in una disciplina come il Pot Limit Omaha dove sono piuttosto frequenti.

“A volte può sembrare che ci siano giocatori che non avvertono questo genere di pressione, ma non credo sia vero – confida sinceramente – personalmente se sto perdendo davvero molto in una sessione mi sento infastidito più che dalla somma in sé pensando a quanto dovrò faticare per recuperarla, avendo insomma la sensazione di cadere indietro. Ho la fortuna di riprendermi piuttosto in fretta, il mattino dopo sto bene. Credo mi aiuti pensare che anche nei casi in cui perda 300.000 dollari non provo il desiderio di uccidermi, questo significa che in generale sto facendo piuttosto bene, e poi credo di avere una vita felice”.

Lo statunitense individua proprio in quanto il poker possa incidere sulla propria emotività e quindi sulla propria qualità della vita come uno degli scogli più duri da superare per un professionista: “Non credo che consiglierei a chiunque di giocare a poker online a livello professionistico, è una vita meno affascinante di quanto possa sembrare, che assorbe molto ed in cui dei risultati che non puoi controllare finiscono col metterti a dura prova. Questo vale a maggior ragione ai più alti livelli, dove si giocano pochi tavoli e quindi una striscia perdente può durare mesi o addirittura un anno“.

Phil non ama i tornei, ma ha già vinto alle WSOPNonostante a suo tempo Galfond abbia abbandonato gli studi per diventare un professionista, non crede che la sua sia una scelta da imitare: “Ho avuto la fortuna che le cose siano andate bene, ma allora non potevo saperlo. Volendo dare una possibilità al poker è meglio portarlo avanti parallelamente ai propri studi o al proprio lavoro, ed in seguito se confortati da certi risultati decidersi per il grande passo”.

Pensando al proprio futuro ammette candidamente di non avere circa cosa gli possa riservare nei prossimi anni, sebbene almeno una certezza dimostri di averla: “Non ci ho mai pensato più di tanto, perché il poker è imprevedibile, ma certamente credo che avrò la libertà economica per dedicarmi a qualcos’altro nel momento in cui vorrò farlo senza permettermi di lavorare per un po’…”.

E considerando che stiamo parlando di qualcuno capace di vincere qualcosa come otto milioni di dollari, l’aspettativa all’occorrenza potrebbe durare una vita intera…

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