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Curiosità

Phil Galfond: “Quali sono le differenze tra i top 10, i top 100 e i top 1000 del poker”

Nel corso di un podcast, Phil Galfond ha fatto un'interessante analisi su ciò che serve per diventare un top player nel poker. Oltre a definire i tratti caratteristici dei top 10, i top 100 e i 1000, lo specialista del PLO ha anche spiegato qual è l'edge più importante, quello che accomuna i migliori in assoluto

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12/03/2017 11:30

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Phil Galfond non è solo uno dei giocatori più vincenti nella storia del poker, ma è anche uno dei più apprezzati e seguiti. Nel mondo del poker online, probabilmente non c’è nessuno che può godere di tanta stima sia da parte di semplici amatori che da parte dei top professionisti. Tutti amano “MrSweets28” perché negli anni si è sempre tenuto alla larga da scandali e polemiche, si è dimostrato disponibile con tutti e ha evitato di attaccare i colleghi per acquisire maggiore fama.

Mentre Doug Polk accusa, insulta e deride quotidianamente altri giocatori di poker per far parlare di sé e dare visibilità alla sua scuola di poker, Phil ha sempre mantenuto un profilo basso. Eppure, al giorno d’oggi, il suo sito di coaching Run It Twice rimane il più importante sul panorama internazionale. Evidentemente, nel mondo del coaching l’umiltà e le competenze sono ancora più importanti del “rumore” prodotto.

Proprio perché è uno dei personaggi più stimati, tutte le dichiarazioni di Phil Galfond vengono ascoltate con grande attenzione dagli appassionati di poker. Ce n’è una in particolare che risulta molto interessante: l’anno scorso Joe Ingram gli chiese cosa fa la differenza tra l’essere tra i migliori 10, i migliori 100 o i migliori 1000 giocatori di poker al mondo.

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“Penso che i top 10 si differenzino dai top 100 quasi sempre per un’attitudine, un’abilità naturale per il poker“, spiegò Galfond facendo intuire che nel poker, per quanto si possa studiare ed essere preparati a livello teorico, c’è sempre il fattore “talento” a far la differenza tra un ottimo giocatore e un top player. Infatti, proseguendo nel discorso, afferma che chiunque abbia una mente particolarmente brillante può diventare uno dei 100 migliori giocatori al mondo, ma per entrare nella top 10 ci vuole necessariamente quel qualcosa in più che non si può ricavare nemmeno studiando e dando il massimo.

“Credo che arrivare nella top 100 sia possibile con il duro lavoro e/o un’intelligenza sopra la media, mentre arrivare nella top 10 sia molto difficile anche se si possiedono queste due caratteristiche. Diventare uno dei 10 migliori giocatori di poker al mondo non è un obiettivo alla portata di tutti: è necessaria una sorta di abilità naturale nel vincere a poker“.

Appurato che dal suo punto di vista il talento è imprescindibile per far parte dell’élite, Galfond spiega cosa fa la differenza tra essere un top 100 o un top 1000. Una dichiarazione che dovrebbe interessare tutti gli aspiranti professionisti, perché alla fine dell’anno essere il 500° miglior giocatore al mondo oppure il 99° significa vincere centinaia di migliaia di dollari in più o in meno.

WPT Season 11_Doyle Brunson Five Diamond_Day 4

“I giocatori che sono nella top 1000 ma non riescono a entrare nella top 100 solitamente fanno parte di due categorie: o sono ragazzi che lavorano duramente ma non hanno talento, oppure sono talentuosi ma pigri“.

Infine, incalzato da Ingram, Phil Galfond spiega qual è il tratto distintivo dei migliori, quelli che possono ritenersi tra i 10 giocatori di poker più forti al mondo.

“Ci sono tanti giocatori molto bravi ma l’edge più importante, quello che caratterizza i migliori, sta nel modo in cui leggono i range degli avversari. Ci sarebbero tanti esempi ma, in parole povere, l’edge più grande lo ottieni quando conosci il range dei tuoi avversari meglio di quanto lo conoscono loro. Molti giocatori sono forti sotto tanti aspetti ma pochi lo sono in questo, nonostante sia ciò che fa davvero la differenza”.

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