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Phil Ivey: “Vivo a Hong Kong e gioco a Macao, ma nel 2018 mi rivedrete nei tornei live”

Che fine ha fatto Phil Ivey? È questa la domanda che si ponevano tutti quest’estate alle World Series Of Poker.

Il campione californiano ha infatti deciso di saltare nuovamente le WSOP, una circostanza che ha dell’incredibile se si pensa che proprio quest’anno è entrato ufficialmente nella Poker Hall of Fame. Non era mai successo che un giocatore ottenesse questo prestigioso traguardo e poi saltasse il Main Event, che a Las Vegas è da sempre considerato l’evento immancabile per ogni professionista. Phil Hellmuth ha commentato la notizia dicendosi “scioccato”.

Non c’è una risposta alla domanda su dove fosse Phil Ivey, perché le motivazioni sono molteplici.

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Phil Ivey: gli home games in Asia e le cause legali

Ivey (come l’amico e collega Tom Dwan) ha iniziato a sparire dai radar nel momento in cui ha messo piede a Macao. Da allora, ha sempre dato la priorità alle partite private high stakes, rinunciando anche ai tornei delle WSOP.

Se questa è vista da molti come la causa principale della sua prolungata assenza (l’ultimo ITM alle WSOP è del 2014, l’ultimo ITM in un qualsiasi torneo è del gennaio 2016), è innegabile che la doppia causa legale con il casinò Crockfords di Londra e il Borgata di Atlantic City abbia contribuito fortemente a tenere Phil lontano dai tornei live.

In un certo senso, lo ha ammesso lui stesso in una rara e breve intervista rilasciata al portale asiatico SoMuchPoker.com.

Phil Ivey: “L’assenza dai tornei? Non voglio attenzione mediatica”

Nel corso della presentazione di una app di poker a Pechino, Phil Ivey ha detto a chiare lettere di non voler ricevere attenzione mediatica.

Alla base della sua assenza ci sarebbe quindi la forte volontà del poker pro di sparire dalle luci dei riflettori. Anche se non lo dice, il 10-volte campione WSOP fa intuire che il motivo sarebbe da ricondurre alle cause legali con i due casinò che lo hanno accusato di aver barato a Baccarat. Ricordiamo che Ivey rischia di dover restituire vincite per oltre 10 milioni di dollari al Borgata Casino.

Con ogni probabilità i suoi avvocati gli hanno consigliato di non giocare tornei high roller, per evitare di farsi vedere con in mano assegni milionari in caso di vittoria.

Sono ancora interessato nei tornei dal vivo. Mi sono sempre piaciuti e li giocherò per sempre”, dice il professionista statunitense prima di spiegare: “Ho avuto dei problemi personali e famigliari. Al momento non voglio ricevere attenzioni mediatiche, preferisco che le cose stiano come sono ora”.

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Il ritorno di Phil Ivey nel 2018

Come ha dichiarato, Ivey ama i tornei dal vivo. Nel 2018 tornerà a giocarli con maggiore regolarità, e con ogni probabilità lo vedremo nuovamente all’opera alle WSOP.

“Al momento ho tante cose per la testa”, rivela. “Ma il prossimo anno tornerò sicuramente a giocare i tornei live“.

La nuova vita di Phil Ivey a Hong Kong

Nel corso della breve intervista, Phil ha anche parlato della sua vita in Asia. Se fino a qualche anno fa faceva la spola tra Las Vegas e Macao, oggi risiede ufficialmente a Hong Kong.

In realtà a Hong Kong non ci sono partite degne di nota, anche perché il gambling è illegale. Ciononostante, è la città giusta per un professionista come lui: con mezz’ora di speed boat oppure 10 minuti di elicottero, Ivey si ritrova a Macao. Con un volo privato della durata di due ore sbarca a Manila.

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Ci sono ottime partite a Macao“, ha spiegato il pro. “Io vivo ufficialmente a Hong Kong, ma passo gran parte del tempo a Macao. Ogni tanto vado anche a giocare a Manila. Per me è molto più conveniente vivere a Hong Kong, così da poter arrivare alle partite più velocemente“.

“Partite high stakes in Cina? Sono illegali…”

Da diverso tempo girano voci su folli partite di poker tra businessman cinesi. In questo caso, però, si tratterebbe di home games organizzati proprio in Cina, e non a Macao o Manila. Parliamo quindi di partite illegali, che potrebbero portare all’arresto dei partecipanti e degli organizzatori (in Cina il gioco d’azzardo è severamente vietato).

Non posso dire niente di queste partite“, ha dichiarato Phil prima di precisare: “Non si può giocare in Cina, il poker è illegale“.

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