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Rob Yong: “Prima ero un pro, poi aprii una room e oggi possiedo un casinò. E sulle partite high stakes…”

Rob Yong non è solo il proprietario del Dusk Till Dawn Casino di Nottingham, ma anche un reg del poker high stakes. Nel podcast di Joe Ingram ha parlato della sua interessante storie e delle partite più alte al mondo

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26/09/2018 14:00

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Rob Yong non è solo il proprietario del Dusk Till Dawn Casino di Nottingham, uno dei casinò meglio attrezzati al mondo per quanto riguarda il poker, ma anche un giocatore che si siede regolarmente alle partite più alte del mondo. Un personaggio simile a Leon Tsoukernik, il proprietario del King’s Casino di Rozvadov, di cui, non a caso, è molto amico.

Molti appassionati di poker hanno visto Yong partecipare alle partite high stakes televisive negli ultimi anni ma da qualche tempo è anche un regular del Big Game online organizzato da Sam Trickett. Qui i vari businessman come Leon e lo stesso Yong sfidano top professionisti come Ben Tollerene e Viktor “Isildur1” Blom nel PLO a limiti altissimi.

Yong, per quanto non possa essere considerato a tutti gli effetti un professionista, ha sempre messo in mostra un gioco molto efficace e ragionato, sicuramente più di altri noti businessman (Tsoukernik in primis). Il motivo di questa sua preparazione tecnica deriva dal suo passato: prima di diventare il proprietario di uno casinò più noti d’Inghilterra, era stato un giocatore professionista di poker. Un rounder che girava per il mondo a caccia delle migliori partite in circolazione.

Yong ha raccontato il suo affascinante percorso da poker pro a proprietario del Dusk Till Dawn nel podcast di Joe Ingram.

Rob Yong, qualche anno fa

Rob Yong e il passato da poker pro

Il mio primo vero lavoro era un lavoro normale“, ha svelato Yong, che oggi è a capo di un piccolo impero nel mondo del gambling. “Avevo vent’anni ed ero impiegato in una compagnia di reclutamento. Un giorno decisi che non faceva più per me. Avevo 30 anni e volevo viaggiare per il mondo“.

Così Yong decise di dimettersi e iniziare a viaggiare per il mondo. Un giorno, durante una visita al casinò di Nottingham, scoprì il poker. Quel gioco cambiò la sua vita.

Poi un giorno scoprii il poker. Ero dentro un casinò e c’erano cento persone sedute ai tavoli. Mi chiesi cosa facessero lì e scoprii che era un torneo di poker. Pagai il buy-in di venti sterline e mi innamorai immediatamente di quel gioco”.

Yong decise quindi di perseguire una carriera di poker pro. Per un po’ di tempo si mantenne giocando, motivo per cui ora è ancora molto competitivo anche contro i top player: “”Per circa tre anni ho girato il mondo con i pro britannici della vecchia scuola, gente come Devilfish“.

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Il lancio della sua poker room

Al ritorno nella sua Nottingham, un episodio gli diede l’idea per lanciarsi in una nuova attività.

“Quando tornai a Nottingham andai al casinò che frequentavo da dieci anni. Era cambiata la proprietà, c’era un nuovo manager. Ci disse che era troppo tardi per iscriversi al torneo di poker, quindi non potevamo sederci. Io e il mio amico Nick risalimmo in auto e tornammo a casa, ma durante il viaggio di ritorno vedemmo un vecchio edificio disabitato e in vendita. Ci guardammo e ci dicemmo: perché non aprire un club di poker?

Fu così che nacque il circolo di Rob Yong. Nel giro di qualche anno, sarebbe diventato un vero e proprio casinò.

Da una poker room a un casinò da milioni di sterline

Iniziammo con 50 tavoli, c’era solo la poker room. Ma quello fu l’inizio del Dusk Till Dawn, il casinò che possiedo oggi. La prima cosa che facemmo fu introdurre la late registration, perché l’idea di aprire una poker room ci venne proprio a causa del ritardo che non ci permise di iscriverci al torneo. La gente non ci poteva credere: come potete far registrare i giocatori in ritardo?! Però la novità piacque e iniziammo a crescere sempre di più. All’inizio era solo un hobby da portare avanti con i miei amici ma diventò presto un vero e proprio business“.

Oggi Rob Yong è milionario grazie al successo del suo casinò.

La partita high stakes organizzata da Sam Trickett…

Dall’alto della sua posizione finanziaria, continua a giocare a poker, specialmente nelle partite high stakes. Al giorno d’oggi collabora a stretto contatto con Sam Trickett, da anni un regular del suo casinò (aveva anche parlato di un tavolo high stakes molto facile).

“Sam fa quello che Andrew Robl ha fatto altrove: è il pro famoso che si occupa di organizzare le partite, dire a tutti gli orari, trasferire i soldi al casinò, portare giocatori amatoriali… Il problema è che i businessman non sono affidabili. Spesso dicono che ci saranno e poi non ci sono. Leon Tsoukernik, ad esempio, ha spesso il telefono spento”.

… e il Big Game delle Bahamas

A proposito di businessman e high stakes, quali sono le partite di cash game più alte al mondo? Per ovvi motivi Yong non può sbilanciarsi, ma qualcosa lo dice…

“Tralasciando quelle in Asia, ce ne sono alcune molto alte nel mio casinò. A novembre, poi, il big game di Las Vegas si sposterà alle Bahamas. Questa è la partita di Jean Robert Bellande, Andrew Robl, Bobby Baldwin… ci giocheremo anche noi, io e i miei amici come Leon (Tsoukernik, ndr). Tutti i reg degli high stakes andranno là a giocare. Inizieremo dal $500-$1.000″

In conclusione, il grande capo del Dusk Til Dawn ha parlato di quanto sia complesso organizzare una partita high stakes, soprattutto perché la presenza dei businessman non è mai certa e sono loro il motore di queste partite.

“È difficile organizzare partite high stakes. Quest’anno ho giocato a Macao, Sochi, Vegas, Nottingham. Diversi posti ma sempre gli stessi giocatori. Per quanto riguarda le nazionalità, ci sono cinesi, americani e qualche europeo. Le partite sono molto volativi, perché la maggior parte delle persone che si siede a quei tavoli ha dei business di cui deve occuparsi, non può giocare per settimane consecutive”.

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