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Sam Trickett: “L’heads-up da 18 milioni di dollari con Esfandiari? Rimpiango di non aver fatto deal”

A distanza di cinque anni, Sam Trickett ha parlato dell'heads-up al Big One For One Drop che perse contro Antonio Esfandiari. Il pro inglese sostiene di non avere grandi rimpianti, se non quello di non aver stretto un deal

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26/12/2017 14:00

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Nel 2012 Sam Trickett partecipò a un torneo che entrò immediatamente nella storia del poker. Parliamo del Big One For One Drop di Las Vegas, evento da un milione di dollari di buy-in, all’epoca il più alto nella storia di questo gioco.

Ci furono 48 partecipanti, tra ricchi businessman, poker pro stakati al 90% e il folle Jens Kyllonen, che si giocò tutto il milione di dollari di tasca propria.

Tra i giocatori presenti c’era anche Sam Trickett, che in quella fase della carriera era appena uscito da un periodo tremendo, nel quale era anche andato broke. Quel Big One fu il torneo della svolta per il giocatore inglese, il quale superò lo scoppio della bolla e fu protagonista del final table insieme ad Antonio Esfandiari.

I due si trovarono poi a giocarsi un heads-up con 18 milioni di dollari in palio, nel quale prevalse The Magician. A distanza di oltre cinque anni da quell’evento, Sam Trickett è tornato a parlarne.

Sam Trickett e il secondo posto nel Big One For One Drop del 2012

Grazie alla seconda posizione, Trickett incassò un super premio di 10.1 milioni di dollari. Una cifra mostruosa, ora come allora.

“Ad essere onesto, quando giunsi al final table ero secondo in chips e Antonio era il chipleader. Nella mia mente la vera delusione sarebbe stata un’eliminazione prima di raggiungere l’heads-up. Perché avevo un vantaggio in termini di chips molto importante ed ero in posizione su Antonio. Inoltre il final table era piuttosto semplice“.

Dopo lo scoppio della bolla, i nove giocatori rimanenti erano finalmente a premio. A quel punto l’obiettivo del professionista inglese era solo l’heads-up. In seguito all’uscita di David Einhorn in terza posizione, Sam si sentì completamente sollevato.

Sam Trickett oggi, con la moglie

“Ricordo che giunto in heads-up provai un grande sollievo, perché c’erano stati dei salti nel payout molto grandi, qualcosa come 4 milioni di dollari al terzo classificato e 10 milioni di dollari al secondo. Quelli erano soldi importanti e avevo raggiunto il mio obiettivo minimo“.

Tuttavia, la sensazione di spensierata contentezza passò velocemente: Sam doveva ancora giocare un heads-up che valeva, a conti fatti, 8 milioni di dollari. Questa era infatti la differenza tra prima e seconda posizione.

“All’epoca, subito prima di iniziare l’heads-up, ero molto felice e sollevato“, racconta. “Poi mi alzai, andai in bagno e quando tornai volevo solo vincere e mettermi il braccialetto al polso. I soldi in palio erano tantissimi”.

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Il deal saltato a causa di ESPN

Vista la grande differenza tra primo e secondo premio, Sam avrebbe voluto discutere con Antonio Esfandiari di un deal. Non fu possibile a causa della diretta televisiva che non poteva essere interrotta.

Non discutemmo un deal, e di questo mi pento. Purtroppo non fu possibile perché eravamo in diretta su ESPN e non ci diedero questa possibilità. Fu un po’ stupido da parte mia, perché avrei dovuto insistere per discutere con Antonio di un deal e fregarmene di ESPN. Ma si sa, impariamo dai nostri errori… in quel caso fu un errore molto costoso!”

Antonio Esfandiari abbraccia i 18 milioni vinti al WSOP Big One For One Drop. Qualcuno ricorda chi vinse il Main quell’anno?

Sul suo ultimo avversario di quel torneo leggendario, Sam Trickett non ha altro che buone parole. Anche perché riconosce che entrambi runnarono benissimo in quei giorni…

“Antonio giocò benissimo e ricevette le mani migliori. Era inarrestabile quel giorno, quindi meritò di vincere. Mi reputo fortunato per essere arrivato secondo, in quel torneo (e soprattutto al final table) runnai molto bene“.

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