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“Quella volta in cui Stu Ungar perse tutti i soldi di Doyle Brunson mentre lui era a pranzo”

Yosh Nakano è uno storico poker manager che in oltre trent'anni nel mondo del poker ha visto di tutto e di più. Ecco il suo ricordo di quella volta in cui Stu Ungar riuscì a perdere un monster stack mentre il suo finanziatore Doyle Brunson era andato a pranzo

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14/01/2017 09:30

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Di storie incredibili su Stu Ungar ce ne sono a non finire, sia per quanto riguarda la sua vita prima di approdare a Las Vegas, che sul suo periodo nel mondo del poker. Perché Ungar, oltre ad essere stato uno dei migliori giocatori di Texas Hold’em di tutti i tempi, fu anche un bambino prodigio in grado di sconfiggere chiunque nel gin rummy, dove era così forte che nessuno voleva trovarselo di fronte.

Per questo motivo negli anni ’70 fu costretto a trasferirsi a Sin City per trovare action. Nei due decenni successivi Stuey conobbe moltissime persone a Las Vegas, ma divenne amico di pochi. Uno di questi era senza dubbio Yosh Nakano, un poker manager asiatico che per trent’anni ha lavorato nelle room del Nevada e della Calironia. I due si conobbero nella prima metà degli anni ’80 a Las Vegas e diventarono subito amici. Yosh Nakano conosce tutto di Stu Ungar, e ha deciso di raccontare qualche storia inedita sulla leggenda del poker sul suo blog.

Una di queste coinvolge anche Doyle Brunson, “vittima” della follia di Stuey.

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Stu Ungar

Stu Ungar

“Alla fine degli anni ’80, durante le WSOP, stavamo giocando tutti quanti in una partita di Stud e Hold’em ai limiti $300-$600”, racconta Nakano. In quel periodo Ungar era costantemente broke, ma non aveva problemi a farsi stakare viste le indiscutibili skills. “In quel momento Stu era stakato da Doyle Brunson, ed era già riuscito ad accumulare uno stack di $60.000. A quel punto Doyle pensò che non ci fossero problemi ad andare a mangiare qualcosa per pranzo. Si raccomandò con Stu, che gli fece un cenno della testa come per dire di non preoccuparsi“.

Doyle era consapevole del talento di Ungar, ma anche della sua inclinazione al gioco compulsivo. Per questo motivo cercava sempre di tenere d’occhio “The Kid” quando lo stakava, per fermarlo quando il tilt prendeva il sopravvento. In quel caso, però, i $60.000 sembravano al sicuro: Stu era in forma e lucido, mentre gli avversari sembravano inermi di fronte alla sua aggressività. Così, Doyle decise di andare a pranzare rapidamente per poi tornare nella poker room e dividere il bottino con il suo stakato.

“Non so bene cosa lo innescò”, prosegue Nakano, “Ma Stuey iniziò a entrare in ogni piatto e a puntare con qualsiasi mano. Alla fine veniva inevitabilmente chiamato da tutti e non poteva che dire “tuo”. È andato avanti così finché non ha perso tutti i $60.000 e non gli restava che una manciata di chips”.

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Doyle Brunson e Stu Ungar dopo la vittoria del primo sul secondo nel Main Event WSOP 1980

Dopo la vittoria di Stu Ungar su Doyle Brunson nel Main Event WSOP del 1980

Stu temeva la reazione di Doyle quando sarebbe tornato dal pranzo: “Se ne stava seduto al tavolo completamente sottomesso“, ricorda Nakano. Quando Texas Dolly tornò nella poker room, cadde un silenzio assoluto. Nakano ripercorre il dialogo:

Ma che c***o hai combinato?!”,urlò Doyle.

Doyle, non crederai mai a quello che è successo“, replicò Stuey.

Sì, lo so benissimo invece“, rispose sarcastico Doyle.

Il poker manager conclude il suo post tornando con la mente a quel giorno di metà estate: Stu era ancora seduto al tavolo con gli spicci quando Doyle riprese il posto. La tensione era altissima: “Quel giorno nessuno osò mostrare un sorriso. Probabilmente eravamo tutti sotto shock”.