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Talal Shakerchi: “Dopo aver vinto 1.5 milioni allo SCOOP mi sono messo a lavorare”

La vittoria di Talal Shakerchi al Main Event SCOOP di Pokerstars.com ha stupito solo coloro che non conoscono bene il miliardario britannico. Fin da subito molti hanno pensato che il suo successo derivasse esclusivamente da una run fuori dal comune, basandosi sullo stereotipo secondo il quale un giocatore che non fa del poker il suo lavoro e non è più un ragazzino sia inevitabilmente un fish. In realtà Talal Shakerchi è considerato uno degli uomini più intelligenti del Regno Unito e la sua competitività ai tavoli deriva soprattutto dalle sua abilità, non dalla godrun che secondo alcuni non lo abbandonerebbe mai.

Basti pensare che questo trionfo è stato il 36° piazzamento a premio, il 5° tavolo finale e il 3° titolo SCOOP. Numeri non casuali, nonostante Shakerchi faccia tutt’altro nella vita e dedichi la stragrande maggioranza del suo tempo alle sue attività. Per lui il poker resta un semplice hobby, anche se non ha alcuna intenzione di giocare per il semplice gusto di farlo: ogni volta che si siede al tavolo lo fa per vincere. Concetto che ha ribadito anche ai colleghi di Pokerlistings.com.

“La verità è che a me del poker importa come a qualsiasi altro giocatore perché sono una persona competitiva e voglio vincere“, ha dichiarato il businessman. “La differenza sta nel fatto che io non ho quella pressione per i soldi in ballo che fa la differenza quando giochi bolle importanti nelle fasi finali di un grande evento”.

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Le cifre in palio nei più importanti tornei di poker al mondo non sfiorano minimamente Shakerchi. Parliamo di un imprenditore con un patrimonio stimato in 1.5 miliardi di dollari, che non patirebbe alcuna pressione nemmeno in piena bolla al Big One For One Drop, figurarsi al Main Event SCOOP da 10.000$ di buy-in. Questo è un grosso vantaggio per Talal, che infatti ammette: “Prendo in considerazione l’ICM ma il mio edge sta nel fatto che ho una visione a lungo termine. Posso fare delle giocate che sono giuste in qualsiasi situazione senza pensare al contesto preciso di quel torneo perché la varianza non è un problema per me“.

Shakerchi sottolinea quanto sia grande il vantaggio di poter giocare a poker per pura competitività, senza doversi curare dei soldi: “I salti nel payout (del Main Event SCOOP, ndr) erano piuttosto grandi. Al tavolo finale il primo scalino era di 70.000$, quello dell’heads-up di 400.000$. Per molte persone queste cifre possono fare la differenza tra un’annata grandiosa e una povera e questo crea in loro una notevole pressione”.

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Per far capire quanto fosse spensierato nelle fasi finali del torneo vinto su Pokerstars.com, Shakerchi racconta cosa ha fatto dopo il successo: “Non ho avuto tempo per festeggiare. Avevo un sacco di lavoro da recuperare a causa dello SCOOP. Non appena il torneo è finito sono rimasto bloccato sulla casella email per rispondere ai messaggi che avevo accumulato. Poi mi sono dovuto preparare per dei meeting quindi ho piegato la testa e mi sono occupato di questioni lavorative“.

Solo un miliardario si comporterebbe così dopo aver vinto 1.5 milioni di dollari in un torneo di poker online. Talal, comunque, è abituato a imprese di questo tipo: “Sono contento ma questo non è il torneo più grande che abbia vinto in termini di iscritti. Certo, è quello nel quale ho vinto il premio più alto. Qualche anno fa ho vinto un evento SCOOP da oltre 5.500 iscrizioni. Sotto molti punti di vista quel successo fu più esaltante perché, anche se il livello medio non era alto come quello del Main Event, è molto più difficile superare tutti quegli avversari”.

In conclusione, visto l’atteggiamento quasi apatico di Shakerchi nei confronti del suo exploit, la domanda non può che essere una: quanto durerà la voglia di giocare a poker? A tal proposito Talel ha le idee chiare, come su qualsiasi altro aspetto della sua vita: “Tutti abbiamo un ego. Vincere un torneo nutre abbondantemente l’ego. È bello vincere, è bello vincere soldi per ripianare il bankroll. Ma non vedo questa vittoria come un grande successo di per sé. Conosco la varianza, so di essere molto indietro tecnicamente rispetto ai top pro. Non so se giocherò per sempre. Probabilmente giocherò finché troverò il poker divertente e stimolante“.