Gioco legale e responsabile

Curiosità

Tom Dwan e le criptovalute: “pensavo fosse gambling ed invece… “

Il poker pro Tom Dwan ha partecipato ieri ad un podcast col CEO dell'exchange FTX Sam Bankman, parlando di criptovalute e scommesse.

Scritto da
31/03/2021 23:30

1.569


Poker Players e criptovalute, negli ultimi anni, sembra essere un binomio atto a consolidarsi sempre più. Ce ne dà la riprova Tom Dwan, che nelle scorse ore ha effettuato una videochiamata con Sam Bankman-Fried, CEO del noto Exchange di criptovalute FTX, che è stata trasmessa via podcast dal canale youtube di FTX.

I due hanno parlato (poco) di poker, scommesse e monete elettroniche.

Andiamo a vedere i punti salienti, per sommi capi, della loro chiacchierata.

Confronto Bonus Poker

Questo comparatore confronta i bonus di benvenuto attualmente verificabili sui bookmaker italiani. Questa tabella ha una funzione informativa e i bookmaker sono mostrati a rotazione casuale.

Bankman: Anzitutto, Tom, cosa ti porta ad essere un appassionato di criptovalute? In che occasione ti sei avvicinato a questa tecnologia?

Dwan: La prima volta con cui sono venuto a contatto con le criptovalute è stato due/tre anni fa, ad Hong Kong, durante le celebri partite High Stakes con i noti businessman orientali. E se in un primo momento avevo inteso l’argomento come un grosso “gambling” e non esattamente come un servizio o una possibilità di investimento, poi nel tempo mi sono ricreduto: del resto, la crisi finanziaria che ha colpito l’economia più volte negli ultimi anni necessitava di contromisure efficaci.

Bankman: In base alla tua esperienza, quali sono i punti in comune che riscontri tra poker e criptovalute?

Dwan: Vedo che nel mondo delle criptovalute pare ci sia la stessa condivisione di informazioni che inizialmente si riscontrava anche nel poker: strategie, guide e suggerimenti dei più esperti sembrano poter, anche in questo settore, diffondere la conoscenza nel settore. Non nego, poi, che la possibilità di guadagno derivata solo dallo studio è chiaramente un grosso tratto in comune con le due carte e il tavolo verde.

L’exchange di criptovalute FTX, oltre a permettere la compravendita di monete elettroniche (come Bitcoin, Ethereum o molte altre) permette anche ai propri iscritti di effettuare delle vere e proprie scommesse su determinati eventi. Questa funzione, in particolare, ha avuto successo nel 2016 con le elezioni presidenziali americane, per le quali si poteva, su FTX, scommettere su Trump o su Hillary Clinton.

Partendo da questo presupposto, la conversazione si è spostata prima sull’argomento politico poi su quello del betting:

Bankman: So che sei un grande scommettitore, e mi dicono tu abbia avuto grande interesse nelle scommesse presidenziali, sia nel 2016 che nel 2020. Per chi hai votato tu? E per chi hanno votato i pokeristi?

Dwan: Diciamo che i pokeristi, più che seguire una certa inclinazione politica, in qualche caso hanno votato in funzione delle loro scommesse. Tuttavia ci sono alcuni aspetti di cui tenere conto: premesso che in molti hanno fatto parecchi soldi grazie alle scommesse sulla Brexit, quel profitto di fatto è stato formalmente poi “bruciato” , dal momento che quasi tutti i pro hanno in seguito scommesso (e votato) su Hillary, nonostante il payout fosse tutt’altro che +ev, data la quotazione molto bassa. 

Bankman: Il mercato degli amanti delle criptovalute, invece, era nettamente a favore di Trump. Non tanto per delle implicazioni politiche (Trump ha infatti ostracizzato le politiche sulle monete elettroniche, mentre Biden appare nettamente più a favore), quanto perché gli appassionati di Bitcoin si sono evidentemente dimostrati molto più allenati a controllare le quote e le oscillazioni e a cogliere i momenti favorevoli in cui scommettere, quantomeno sull’exchange FTX. Peraltro, un altro aspetto di cui tener conto, era la capacità di evitare le scommesse nei momenti in cui rete risultava congestionata, al fine di pagare meno commissioni possibili, fee che nelle criptovalute ha il  proprio peso. 

La conversazione si è poi spostata su Elon Musk e sulle criptovalute in generale, materia in cui Tom Dwan è evidentemente ferrato, e sull’esigenza di una regolamentazione ormai necessaria.

Bankman: Gli investimenti in criptovalute restano tutt’ora un po’ pericolosi per i neofiti, dal momento che grandi attori del settore riescono a manipolare il mercato con grandi dichiarazioni o gesti eclatanti (chiaro il riferimento a Elon Musk). Tu cosa ne pensi?

Dwan: Assolutamente d’accordo, non è possibile che alcune persone investano perché colpite da un meme goliardico che contiene il nome di una criptovaluta senza rendersi conto del progetto che vi è alle spalle. Servirebbe una maggiore informazione e una regolamentazione chiara, cosa che so peraltro sta per arrivare. Anche perché ormai le criptovalute sembrano essersi integrate perfettamente nella nostra società.

E a testimonianza di ciò, ad esempio, la NBA sta adottando in lungo e in largo soluzioni che integrano blockchain e criptovalute: dopo averle osteggiate a lungo, infatti, sia la lega che le squadre stanno utilizzando applicazioni e opzioni tecnologiche che avvicinano i fan ancora di più ai propri idoli e alle loro squadre del cuore.

Tag: