Gioco legale e responsabile

Curiosità

Tom Dwan: “Lo Short Deck? Penso di essere tra i più forti al mondo”

Tom Dwan è tornato a parlare di Short Deck e di come il poker Texas Hold’em in generale sia cambiato negli ultimi 10 anni. Il pro americano si ritiene uno dei migliori in questa variante, che ha cominciato a studiare molto prima che diventasse popolare.

Scritto da
11/03/2019 12:30

1.915


Anche se non è più sotto le luci dei riflettori come qualche anno fa, Tom Dwan rimane uno dei giocatori di poker professionisti più conosciuti e chiacchierati. Da tempo, ormai, ‘durrrr’ preferisce l’Est del mondo all’Ovest, e non è un caso se la sua ultima intervista è stata registrata in Corea, dove si sta svolgendo una nota serie di eventi high stakes.

Ecco le parti salienti dell’intervista a Tom Dwan.

 

Tom Dwan

Tom Dwan

 

Tom Dwan: 10 Years Challenge

Tempo fa, sui social, impazzava la 10 Years Challenge, per la quale occorreva pubblicare una foto di se stessi di dieci anni fa accanto a una risalente ai giorni nostri. Ecco, dieci anni fa Tom Dwan era sulla cresta dell’onda, con qualche chilo e qualche capello bianco di meno. Ma oggi, come allora, il poker è il centro di gravità della sua esistenza.

“Dieci anni fa giocavo molto di più online, ed era diverso. Capitava di giocare contro le stesse persone molti giorni di fila, mentre oggi è facile vedere gente nuova”, ha dichiarato. “Prima partecipavo ai tornei e vedevo sempre persone diverse, oggi invece è il contrario: vedi sempre gli stessi anche ai tornei. Se sono cambiato anche io? Direi di sì: sono più vecchio e un po’ più saggio, spero.

Nella sua carriera, ‘durrrr’ ha viaggiato parecchio, ma quali sono i suoi posti preferiti dove giocare a poker? “Il posto più bello sono le Maldive. Poi Vegas, ma lì non c’è lo Short Deck. Anche Londra e il Montenegro mi piacciono”.

Registrati su PokerStars.it e BetStars.it e ricevi un bonus di €40 con il tuo primo deposito, inserendo il codice QUARANTA!

Il poker in Asia

Come detto, oggi Dwan fa tappa fissa in Asia, perché è lì dove lo Short Deck va per la maggiore: “Passerò molto tempo in Asia nei prossimi mesi. Se il livello dei player qui cresce sempre di più? Per me è difficile rendermene conto, perché non stacco quasi mai. Ma quando mi capita di andare via e di tornare, me ne accorgo”.

Forse perché giocare con lui è un’esperienza pedagogica? Non sono affatto un buon coach. E poi non sono qui per insegnare agli altri come si gioca. Certo, a qualche amico posso dare dei consigli, ma non è nelle mie corde spiegare agli altri cosa fanno di sbagliato”.

Ma dopo tanti anni, Tom Dwan è ancora innamorato del poker? “Non so se ne sono mai stato davvero innamorato. Voglio dire, non mi capita mai di stare lontano dal gioco più di qualche mese, e quando succede mi manca. Ma quando faccio sessioni da 20-30 ore poi dopo voglio fare altro”.

Lo Short Deck, che passione!

Ovviamente Asia fa rima con Short Deck Poker, il gioco del momento: “Mi piace, penso ci sia più action e più divertimento in generale”, spiega l’americano. Negli ultimi anni il full deck è diventato un ambiente predatorio: i businessman e i fish perdono e non sono invogliati a tornare a giocare. Nello Short invece pensano di potersela giocare sempre, e anche quando perdono si divertono”.

E ancora: Penso di essere uno dei migliori al mondo nello Short Deck, lo studio da 3 anni prima degli altri. Il problema è che la gente sta migliorando e negli ultimi uno o due anni il numero di bravi player aumenta”.

Una chiosa sul Tom Dwan del futuro: “Se mi ritirerò mai? Penso che prima o poi il poker non sarà più il mio focus principale, ma non credo che lo abbandonerò. Certo, presto o tardi smetterò di fare sessioni da 30 ore!”

Segui tutte le notizie sul mondo del poker 24 ore su 24 sulla pagina Facebook AssoNews. Metti like alla nostra pagina!

Tu cosa ne pensi? Lascia il tuo commento