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Tony Dunst: “Sono quasi andato broke, ma con gli ultimi $5.000 e le crypto mi sono risollevato completamente”

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08/03/2018 09:00

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Tony Dunst è stato per tanti anni un punto di riferimento per qualsiasi appassionato di MTT, quando, dietro al nickname “bond18“, dominava i tornei online e soprattutto regalava perle di strategia attraverso il suo blog. Il professionista statunitense è stato considerato uno dei più forti torneisti in circolazione fino al 2012, quando il Black Friday ha sostanzialmente negato agli americani la possibilità di giocare a poker online “da casa”.

A quel punto, i professionisti dell’online avevano due opzioni: trasferirsi all’estero per continuare a grindare, oppure restare negli Stati Uniti e dedicarsi anima e corpo al live.

Chi ha scelto la prima opzione ha avuto la possibilità di mantenere il proprio livello di abilità al passo con quello dei top player internazionali, mentre chi ha deciso di non abbandonare il paese ha inevitabilmente perso terreno. A quest’ultima categoria appartiene Tony Dunst, il quale ha svelato in una recente intervista di aver vissuto molto male questa novità nella sua carriera.

Tony Dunst: “Dopo il Black Friday persi quasi tutto”

“Gioco a poker da tantissimi anni, per la precisione dal 2002, prima ancora che Moneymaker vincesse il Main Event”, ha dichiarato a SoMuchPoker.com. “Ma se devo pensare a ciò di cui sono più fiero nella mia carriera, non penso ai successi che ho ottenuto, ma a quando persi praticamente perso tutti i soldi che avevo dopo il Black Friday“.

Ritrovarsi da un giorno all’altro senza la possibilità di svolgere il proprio lavoro – quello del poker pro – fu una batosta per Tony Dunst. In quella difficile situazione, commise molti errori che lo portarono a un passo dall’essere broke.

Andai quasi broke in quel periodo, ricordo che rimasi con $5.000 da parte. Lentamente riuscii a ricostruire il mio bankroll, finché non fui in grado di shottare qualche torneo importante. Inoltre lavoravo come commentatore per il WPT e mi imposi di risparmiare il più possibile con i vari lavori che avevo”.

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La svolta: tornei e cryptocurrency

Per Tony Dunst la svolta ci fu grazie a una serie di ottimi risultati in tornei ricchissimi e ad alcuni investimenti in un settore all’epoca pressoché sconosciuto: le cryptocurrency.

“Ottenni alcuni risultai nei tornei senza aver venduto molte quote e iniziai a comprare qualche crypto-moneta. Così prese il via il mio percorso di risalita, che è ciò di cui vado più fiero per quanto riguarda la mia carriera“.

“Bond18”: orgoglioso di come uscii da quel periodo

Il motivo per cui è così fiero di questa rinascita, al punto di ammettere pubblicamente di essere andato quasi broke in precedenza, è che non fece mai follie per recuperare. Il suo approccio razionale è motivo di grande orgoglio per “Bond18”.

“Sono orgoglioso di quel periodo perché riuscii a riprendermi senza mai fare niente di spericolato. Quando perdi un sacco di soldi sei tentato dall’idea di andare all-in per recuperarli oppure smettere per sempre. Io invece riuscii a risalire gradualmente, senza mai forzare la mano“.

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