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Tsoukernik-Kirk: finisce 0-0, respinta dal giudice anche la richiesta di Leon da $10 milioni

L’ultimo appello della nota querelle tra Leon Tsoukernik e Matt Kirk finisce con un nulla di fatto. Un giudice di Las Vegas ha respinto la richiesta di risarcimento danni promossa dal proprietario del King’s Casinò che pretendeva 10 milioni di dollari.

In termini calcistici, si potrebbe dire, che la contesa giudiziale finale si sia chiusa con un inutile pareggio, uno scialbo 0-0 che va bene al gambler della Repubblica Ceca (che non deve onorare il debito di gioco), anche se è stato condannato a pagare le spese processuali.

Leon Tsoukernik
Leon Tsoukernik

Tsoukernik vs Kirk: una lunga storia…

Facciamo un passo indietro e riavvolgiamo il nastro. Leon Tsoukernik ha perso in una sessione high stakes all’Aria Casino la bellezza di 3 milioni di dollari che doveva versare al giocatore australiano. In realtà, secondo quanto riferisce Kirk, il proprietario del King’s avrebbe pagato solo 1 milione, non onorando gli altri 2 milioni.

Un comportamento ritenuto molto grave dalla maggior parte dei regular high stakes di Las Vegas. ‘Aussie Matt’, a questo punto, si è rivolto ad un tribunale per rivendicare il credito che però non gli è stato riconosciuto in Nevada, essendo un debito di gioco. Per l’ordinamento giuridico la “causa” non è meritevole di protezione.

Debiti di gioco

Lo stesso vale in molti altri paesi che non tutelano questa tipologia di obbligazione: in Italia, ad esempio, si tratta di un’obbligazione naturale, ovvero un credito che ha una tutela limitata. Se il debitore non paga, il creditore non può farci nulla. Se invece onora il debito, il pagamento viene ritenuto valido, non vi può essere alcuna azione di annullabilità promossa, in un secondo momento, dal debitore pentito.

 

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In tutti i casi, nelle more dell’azione promossa da Kirk, Leon per difendersi, ha chiesto allo stesso gambler australiano e all’Aria Casinò, un risarcimento danni di 10 milioni di dollari.

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La versione di Leon

Secondo la versione del proprietario del King’s, la sera della partita high stakes all’Aria (nel maggio 2017), il ceco ha dichiarato di aver assunto troppo alcol e di “rimanere intossicato”: in questo modo è stato “indotto a giocare grosse somme”. In realtà Leon gioca sempre a limiti così elevati. Per i suoi avvocati “Tsoukernik ha agito sotto coercizione e, a causa di forze esterne, si è ritrovato senza alcuna capacità di evitare qualsiasi danno arrecato”. Per questo ed altri motivi, Leon è andato in 3-bet e alla prima richiesta ha reagito in questo modo.

La condanna alle spese processuali

Secondo però quanto riporta PokerNews.com, Linda Bell, il giudice di Las Vegas, ha respinto tali richieste e condannato Leon Tsoukernik alle spese processuali.

Riguardo invece alle accuse nei confronti dell’Aria di “cospirare” con il giocatore australiano, sarà la Gambling Commission del Nevada a valutare i fatti, ma la prima valutazione giudiziale è stata negativa, quindi è molto probabile che il caso verrà archiviato. Molti players high stakes hanno percepito la mossa come una 3-bet in bianco solo per distogliere l’attenzione sul debito di gioco originario non pagato da 2 milioni.

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.