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Leon Tsoukernik vs Matt Kirk: “Ero ubriaco e stanco”. E ora chiede $10 milioni di danni

Il proprietario del King’s Casino, Leon Tsoukernik, spiega la disfatta contro ‘Aussie Matt’: “Avevo bevuto troppo ed ero stanchissimo”. L’australiano gli aveva fatto causa per un debito da $2 milioni, ma il tribunale ha dato ragione all’imprenditore.

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10/11/2017 11:00

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La controversia legale tra Leon Tsoukernik e Matt Kirk si è risolta a favore del proprietario del King’s Casino di Rozvadov, ma dalle carte emergono ulteriori dettagli riguardanti quella famigerata sessione di gioco tra i due.

Nello specifico, Tsoukernik perse qualcosa come 3 milioni di dollari a favore di ‘Aussie Matt’, restituendone soltanto 1. Kirk decise quindi di denunciare il magnate, per cercare di recuperare l’intera somma – purtroppo per lui, invano.

Leon Tsoukernik

Leon Tsoukernik

La spiegazione di Leon Tsoukernik

CardPlayer.com afferma di aver avuto accesso ad alcuni documenti legali relativi alla controversia scaturita dopo i fatti dello scorso maggio all’Aria Casino di Las Vegas, documenti nei quali Leon Tsoukernik torna sull’accaduto.

Il ceco ha dichiarato di aver assunto abbastanza alcol da “rimanerne intossicato e compromesso”, tanto da esser “indotto a giocare grosse somme”. Di fatto, Tsoukernik ritiene che Kirk e il casinò abbiano tratto un vantaggio dalla sua condizione.

Addirittura, Leon ha spiegato di essere stato talmente ubriaco e stanco da chiedere allo stesso australiano e al dealer della Ivey’s Room di aiutarlo a contare le chip. Non solo, Tsoukernik spesso avrebbe sbagliato a leggere le proprie stesse carte durante il match.

“Costretto a giocare”

Gli avvocati di Leon Tsoukernik hanno sottolineato come il proprio assistito fosse “estremamente stanco”: la partita, infatti, si è protratta fino alle prime luci dell’alba. Secondo i legali, Kirk era consapevole dalla condizione del suo avversario, ma ha continuato a giocare.

Come già spiegato, quella partita costò a Leon 3 milioni di dollari in poco più di un’ora. La difesa afferma che Tsoukernik ha agito sotto coercizione e, a causa di forze esterne, si è ritrovato senza alcuna capacità di evitare qualsiasi danno arrecato”.

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Il contrattacco dell’imprenditore

Lo stesso businessman e appassionato di poker ceco ha fatto a sua volta causa all’Aria di Las Vegas, affermando che la sala da gioco non solo abbia continuato a servirgli alcol, ma abbia “impedito agli altri giocatori di allontanarlo dalla poker room, benché evidentemente intossicato”.

Inoltre, secondo i legali di Leon Tsoukernik, ‘Aussie Matt’ “ha fatto affidamento su alcuni finanziatori per giocare l’heads-up” e che il proprio assistito “non sapeva quale fosse la fonte del bankroll di Kirk”.

E ancora: “Kirk non aveva i mezzi economici né per giocare a quei livelli, né per potersi far prestare il denaro dall’Aria”.

Un risarcimento milionario

Ma non è finita qui. Gli avvocati del ceco sostengono che Kirk avesse acconsentito a risolvere la faccenda dopo il pagamento di un milione di dollari da parte, ma che poi abbia cambiato idea perché voleva “distruggere la reputazione di giocatore di Leon Tsoukernik”.

In conclusione, secondo la difesa l’imprenditore “è stato danneggiato e ha sofferto, tra le altre cose, per lo stress emotivo e per l’umiliazione”. A quanto riporta CardPlayer, Tsoukernik avrebbe chiesto punitive damages (più o meno l’equivalente italiano del risarcimento danni) per 10 milioni di dollari.

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