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Vivere alla grande senza andare oltre i mid-stakes: la storia di “BlackRain79”

Vivere di poker è il sogno di molti ma nell'immaginario comune risulta impossibile senza giocare gli high stakes. La storia di Nathan Williams dimostra che non è così: è un poker pro specializzato in micro e mid stakes, che ha giocato 4 milioni di mani tra NL 2 e NL 5

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03/12/2018 17:00

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Chi sogna di diventare un giocatore professionista di poker lo fa quasi sempre pensando solo ed esclusivamente all’arricchimento materiale che ne deriverebbe. Si concentra sul denaro e su tutto ciò che potrebbe acquistare con le vincite, e forse è proprio questa mentalità ad impedire alla maggioranza degli aspiranti pro di farcela.

Più volte, infatti, abbiamo riportato pareri interessanti da parte di noti top player, convinti che i soldi siano davvero l’ultima cosa a cui pensare quando si inizia un percorso di qualsiasi tipo nel poker. Fedor Holz, ad esempio, ha detto più volte che concentrarsi solo sul denaro sia un grave errore, perché si finisce per diventare schiavi dei risultati e si rischia di perdere il controllo e giocare a limiti troppo alti solo per recuperare le perdite.

Un buon consiglio è certamente quello di non farsi ossessionare dal denaro ma di studiare intensamente ogni giorno e porsi obiettivi non monetari (come aumentare il proprio win rate in termini di i bb/100 o di ROI). Ovviamente questo non significa che i soldi non abbiano valore, anzi, così si impara a giocare sempre responsabilmente e in bankroll. Si impara a rispettare il denaro.

Qualcuno potrebbe obiettare che senza un obiettivo monetario diventa difficile trovare le giuste motivazioni per diventare un giocatore professionista di poker. In realtà c’è un aspetto che per molti è anche più importante dei soldi: la libertà.

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Vivere di poker giocando i micro e mid stakes: la storia di BlackRain79

Molti aspiranti poker pro non si rendono conto che ciò che più invidiano di chi vive di poker non è tanto il denaro ottenuto con le vincite ma la libertà di uno stile di vita alternativo e plasmato sui propri desideri e sulle proprie passioni. La vera ricchezza di essere un giocatore professionista non è nell’ampiezza del bankroll ma nella possibilità di scegliere dove e quando lavorare. Una libertà che diventa totale e riguarda ogni aspetto della vita.

Un regular del cash game mid-stakes, ad esempio, potrebbe non guadagnare cifre spaventosamente alte, anzi, se non è un top reg potrebbe anche guadagnare meno di uno stipendio medio. Diciamo, ad esempio, che un regular del cash game NL 50 guadagni €1.000 al mese. Non è una cifra strabiliante ma se ti permette di lavorare e guadagnare da qualsiasi parte del mondo, decidendo i tuoi orari in totale autonomia e senza avere un capo a cui rispondere, quei €1.000 “valgono” più dei €1.000 incassati svolgendo un lavoro fortemente limitante e che occupa gran parte della giornata.

Questi sono i ragionamenti che hanno caratterizzato la carriera di un giocatore professionista anomalo. Si chiama Nathan Williams, il suo nickname è “BlackRain79” e si guadagna da vivere con il poker da oltre dieci anni, senza essere mai andato oltre i mid-stakes.

Nathan “BlackRain79” Williams

Il pro da 4 milioni di mani tra il NL 2 e il NL 5

Sul suo blog Williams si vanta di essere uno dei giocatori più vincenti nella storia del poker. Non in assoluto ma per quanto riguarda i micro stakes e i mid stakes.

Qualche anno fa, ad esempio, mostrò (attraverso uno screenshot del suo Hold’em Manager) di aver giocato la bellezza di di 2.2 milioni di mani al NL 2. Proprio così: per la precisione 2.256.588 mani giocate al limite più basso disponibile nel poker online.

Qual è il senso di tutto ciò? Molti appassionati di poker lo riterrebbero tempo perso. Per Nathan, invece, tutte quelle mani al NL 2 hanno rappresentato le fondamenta di una carriera notevole e assolutamente unica.

Il giocatore americano, proprio come suggerisce Fedor Holz, aveva scelto di approcciare il poker senza pensare al denaro ma solo a mantenere il più alto possibile il suo win rate. Così, tenendo 29 bb/100 al NL 2 su due milioni di mani ha accumulato un’esperienza enorme e alla fine ha anche incassato $13.147. Proprio così: circa €10.000 vinti al NL 2.

Una foto dal profilo Instagram di Nathan Williams: questo è una delle sue “grinding station” di Bangkok

Fermarsi ai mid-stakes e godersi la vita

Da quel momento in poi, Williams ha iniziato una lenta scalata non verso gli high stakes ma verso i mid stakes del cash game online. AL NL 5 ha giocato più di due milioni di mani, tenendo un win rate di 15 bb/100 e vincendo altri $13.000. Poi è passato al NL 10, poi al NL 25. Altri due livelli dove ha vinto migliaia di dollari pur vedendo il suo win rate diminuire. Una volta arrivato al NL 50 e al NL 100, Williams si è reso conto che il livello era sempre più difficile e inevitabilmente avrebbe vinto in termini di bb/100, rischiando più soldi.

Così ha deciso di fermarsi. Negli ultimi undici anni, questo grinder americano non ha fatto altro che giocare tra il NL 2 e il NL 100.

In questo modo non vince cifre stellari, anzi, seguendo un percorso di vita tradizionale e trovando un lavoro normale avrebbe probabilmente guadagnato di più. Il suo obiettivo, però, non era di arricchirsi materialmente ma di costruirsi una vita libera e basata sulle sue passioni.

@nathan79williams

Una vita da re nel sud-est asiatico

Grindando online i micro e i mid stakes online, Nathan “BlackRain79” Williams ha la possibilità di guadagnare facilmente (ormai conosce i field alla perfezione e ha una strategia quasi perfetta) da qualsiasi parte del mondo. Non gli serve altro che il suo computer e una connessione a internet.

Così, invece, di farsi ossessionare dall’idea di diventare milionario, ha preferito godersi la vita seguendo una filosofia tipica dei cosiddetti “nuovi ricchi” (termine coniato da Tim Ferris nel suo “4 ore alla settimana” per indicare coloro che si arricchiscono di tempo, spazio e libertà invece di arricchirsi solo di denaro): guadagnare in una valuta forte da spendere in un’economia debole.

Concretamente, Williams grinda e vive nel sud-est asiatico. La sua “base” è Bangkok: qui vive in un residence di lusso che costa comunque un decimo rispetto a un residence di pari livello in Europa o in America. In realtà, però, si sposta continuamente tra Thailandia, Laos, Vietnam e altre nazioni di quella zona del mondo.

Grindare con vista su Hanoi (@nathan79williams)

Guadagnare in euro e spendere in baht thailandesi

Oltre a grindare, Nathan fa anche coaching e vende le sue guide per distruggere i limiti più bassi del poker online. In questo modo ha un’entrata attiva (il gioco effettivo ai tavoli) e una passiva (la vendita dei suoi manuali). Non è ricco ma riesce ad accumulare soldi e soprattutto a vivere alla grande: il suo account Instagram mostra spiagge da cartolina, suite in hotel di lusso, cibo delizioso, serate memorabili e sessioni di granding dai piani alti di un grattacielo di Bangkok.

Uno stile di vita da re, pur non essendo altro che un reg dei micro e mid-stakes. Sembra impossibile ma tutto ciò diventa realtà quando hai due fattori dalla tua:

  1. un lavoro che puoi svolgere quando vuoi e da qualsiasi parte del mondo, in totale autonomia e indipendenza;
  2. la possibilità di guadagnare in euro o in dollari e spendere in baht thailandesi, dong vietnamiti o rupie indonesiane.

C’è una citazione proprio di Tim Ferriss che spiega bene la formula del successo di Nathan “BlackRain79” Williams: “Succedono cose molto divertenti quando guadagnate in dollari, vivete in pesos e pagate in rupie“. Succede ad esempio, che un regular dei micro stakes si ritrovi con una vita simile a quella che, nell’immaginario comune, appartiene solo ai regular degli high roller…

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