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L’incredibile storia dell’inventore del Tetris: fu l’unico a non guadagnarci neanche un centesimo

Aleksej Leonidovič Pažitnov è il creatore di uno dei giochi più venduti nella storia dei videogames, il Tetris. Eppure è quello ad averci guadagnato di meno. La storia del programmatore russo, che a 29 anni ha avuto un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria.

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12/04/2020 14:00

2.006


Immaginiamo che il nome Aleksej Leonidovič Pažitnov non vi dica molto, vero? Ma se invece vi dicessimo Tetris? Anche chi non ci ha mai giocato conosce questo puzzle game che ha fatto la storia dei videogiochi, con le sue 125 milioni di copie vendute.

A questo punto starete sicuramente pensando a quante ville con piscine e auto di lusso il buon Aleksej Leonidovič Pažitnov si sia comprato, con i proventi del suo colpo di genio. La risposta è molto semplice: nessuna. Perché l’unico a non arricchirsi, fu proprio il papà del Tetris.

 

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Il Tetris nella versione di Nintendo

 

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La nascita del Tetris

Aleksej Leonidovič Pažitnov nasce nel 1955 a Mosca, nell’allora Unione Sovietica, dove studia matematica applicata al Moscow Aviation Institute. Studente brillante, una volta laureatosi va a lavorare al Dorodnitsyn Computing Centre, ovvero il centro informatico dell’Accademia delle Scienze dell’ex URSS.

Qui, mentre sta conducendo alcuni test, vede comparire sul display del computer dei simboli che riempiono in fretta tutto lo spazio sullo schermo. E qui gli scatta il colpo di genio. Perché come diceva Guido Necchi in Amici Miei,  “il genio è immaginazione, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”.

Aleksej toglie le parti più elaborate dei simboli e costituisce dei “pezzi” formati da cinque blocchi, inventando il Pentomino Puzzle, l’antenato del Tetris. C’è però un problema: i computer dell’epoca non riescono a star dietro a informazioni troppo complesse, e il gioco non gira a dovere.

Ancora una volta, l’ingegnere russo risolve brillantemente riducendo a quattro il numero dei blocchi, e facendo in modo che i pezzi cadessero soltanto dall’alto verso il basso.

Siamo nel 1984 e il Tetris è nato.

L’esplosione nel mondo

La macchina usata da Pažitnov per dare vita al Tetris è un ElectroniKa 60. Qualche mese dopo, però, un suo collega di nome Vadim Gerasimov gli copia l’idea, adattando il gioco su computer IBM. Da lì parte il vero e proprio boom.

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Il Tetris si diffonde e da Mosca arriva a Budapest, dove la società inglese Andromeda comincia a produrlo su altri sistemi operativi e prova a contattare Alexey per offrirgli i diritti d’autore, senza riuscirci.

In Russia, a quell’epoca, non esiste una legge sulla proprietà intellettuale individuale, anzi: se Pažitnov avesse provato a rivendicare l’esclusiva sul Tetris, e a guadagnarci, avrebbe addirittura rischiato la prigione.

Ma ormai l’effetto-domino si è scatenato, e il gioco arriva negli Stati Uniti d’America alla Spectrum Holobyte, che nel 1986 lo sviluppa su Commodore. Tre anni dopo, l’uscita del Game Boy venduto in bundle proprio col Tetris ne certifica il fenomeno su scala mondiale.

La soddisfazione di Aleksej Leonidovič Pažitnov

Ormai emigrato negli Stati Uniti d’America, Pažitnov nel 1996 fonda la Tetris Company e finalmente comincia a guadagnare qualcosa da quel colpo di genio di oltre un decennio prima.

“Ho preferito rinunciare a ogni diritto per dieci anni, pur di vedere Tetris diventare famoso”, raccontava in un’intervista di qualche anno fa il buon Aleksej. È stata una mia scelta e non me ne sono mai pentito.

Oggi, ad oltre trent’anni dalla sua invenzione, il Tetris è ancora un gioco popolare, sbarcato persino sui più moderni smartphone.

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