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Come funzionano i Fantasy Sports, tra leggi e mercato

 

Il boom dei Fantasy Sports ha origini lontane. I giochi di fantasia sono stati disciplinati nel 2006 negli States con l’ Unlawful Internet Gambling Enforcement Act (UIGEA) che ha imposto delle condizioni molto chiare.  La legge federale li riconosce – di fatto – come skill games. Le regole sono chiare.

I giochi sia quotidiani (Daily Fantasy Sports) che quelli tradizionali (in genere durano una stagione) devono avere una struttura freezeout. Cosa significa?

Struttura “freezeout”

Il payout della competizione deve essere determinato in anticipo, prima dell’inizio delle iscrizioni e non deve subire modifiche in corso d’opera.

I premi devono essere fissi (non variabili). Devono essere stabiliti prima dello start della competizione, a prescindere dal numero di partecipanti e delle quote d’iscrizione pagate, al contrario di quanto avviene nel poker.

Pertanto, se una piattaforma mette in palio 2 milioni di dollari per un evento quotidiano, dovrà distribuire premi di tale entità, a prescindere dalla raccolta, quindi con il rischio anche di dover coprire un overlay pesante, ma anche con la possibilità di incassare più del “garantito”.

Le società di Fantasy si assumono quindi rischi imprenditoriali non indifferenti e la credibilità sul mercato è tutto.  Per questo motivo, alcune piattaforme apportano delle modifiche regolamentari (cercando di eludere i garantiti), che pone un problema di compatibilità con la legge stessa.

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Più eventi sportivi

Inoltre, per salvaguardare l’integrità degli eventi sportivi oggetto dei giochi e per non ripetere il format e il modello delle scommesse (vietate online negli States), la legge impone che il risultato del gioco di fantasia deve essere determinato prevalentemente dai risultati statistici accumulati su più eventi sportivi (e non solo su uno). Come avviene, per fare un esempio, anche nel fantacalcio made in Italy. E’ vietato schierare tutti i giocatori dello stesso team.

Giochi d’abilità

Il risultato del Fantasy Games è condizionato in gran parte dall’abilità dei partecipanti che tenderanno a scegliere i giocatori con le statistiche migliori, ruolo per ruolo. Abbiamo sottolineato che il successo dei Fantasy dipende in gran parte dai parametri oggettivi che determinano un risultato.

Negli sport professionistici americani le statistiche hanno un peso enorme. Pertanto queste piattaforme propongono dei sistemi di calcolo molto deep e sofisticati che si basano su freddi numeri. I giochi di fantasia sono senza dubbio più realistici rispetto al fantacalcio tradizionale che calcola i risultati delle partite solo grazie a valutazioni soggettive (le pagelle dei giornalisti) e fissa delle regole, lontane dalle reali dinamiche delle partite di calcio.

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In conclusione, i Fantasy Sports sono da ritenersi dei giochi d’abilità a tutti gli effetti e nel lungo periodo, il giocatore più preparato – in teoria – emerge. Per questo motivo piacciono a molti grinder statunitensi.

La spinta di Wall Street e le problematiche legali

L’UIGEA, entrata in vigore nel gennaio 2007, ha dato una spinta decisa allo sviluppo dei Fantasy Games nei mesi successivi. Consolidato il mercato, le principali piattaforme inoltre stanno ottenendo importanti finanziamenti dai fondi d’investimento di Wall Street.

Sono sorte, in tutti i casi, diverse problematiche legali. In primis, non tutti i network – come abbiamo visto – rispettano alla lettera le regole e la filosofia imposte dalla legge federale.

Inoltre, vi sono diversi Stati che vietano giochi online con premi in denaro di qualsiasi natura (anche se stiamo parlando di skill games): vedi le Hawaii. Normative restrittive si registrano anche in Arizona, Montana, Louisiana, Iowa e Vermont.

Pertanto, i giocatori devono tenere ben presente la normativa dello stato di residenza, ma l’enorme liquidità che può offrire il mercato statunitense è senza dubbio un elemento chiave per l’industria del Fantasy.

Speciale Fantasy Sports: Seconda parte – fine – continua

Speciale Fantasy Sports: leggi qui prima parte

COMPARAZIONE GIOCHI
Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.