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L' Opinione

Connor Drinan: ode a un campione polivalente e resiliente

Il primo braccialetto WSOP vinto live è il coronamento di una super carriera. Parliamo di Connor Drinan, l'uomo più forte della peggior bad beat di sempre e che ci ricorda l'importanza della resilienza nel poker.

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05/10/2021 17:02

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Se volessimo inquadrare un modello da imitare di giocatore di poker professionista, Connor Drinan sarebbe un candidato serissimo. Non è il più vincente di tutti i tempi, né il più famoso o il più ricco, ma è un esempio vero. Un esempio di capacità e durevolezza ma anche di resilienza, se mi perdonate l’uso di questo termine così odiosamente abusato da qualche tempo. Eppure in questo caso l’uso è quanto mai sensato, poiché il vero poker player non può che essere resiliente. E qui torna alla mente l’aneddoto per cui gran parte del pubblico del poker ricorda Connor Drinan: la madre di tutte le bad beat.

Connor Drinan e la madre di tutte le bad beat

Siamo nel 2014, alle WSOP c’è la seconda edizione del Big One For One Drop da 1.000.000$ di buy-in. Siamo nel corso del day 2 e in lizza ci sono ancora 18 giocatori, ma solo per 8 di essi è previsto un premio. Al tavolo televisivo sta per andare in onda una mano in apparenza spettacolare ma innocua: Cary Catz e Connor Drinan sono finiscono allin preflop con la stessa mano, a a per Cary e a a per Connor. Nel 96% dei casi tutto si conclude con uno split pot, mentre ciascuno dei due giocatori conserva un 2% di chance di vincere l’intero piatto. Alla fine le 4 carte di cuori sul board concretizzano proprio il 2% favorevole a Katz, che così vince il colpo eliminando Drinan.

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Molti reagirebbero in maniera scomposta, parlando coi muri o anche peggio. Lui no, non fa una grinza anzi poco dopo ringrazia su Twitter chi ha creduto in lui acquistando quote. Drinan si era infatti qualificato grazie a un satellite da 25.000$, elemento questo che sposta nella valutazione ma non del tutto. Alla fine si era seduto a giocare per cifre che spostano tanto in una carriera, anche in quella di un top player.

Connor Drinan qualche istante prima dell'epica bad beat

Foto scattate un attimo prima del disastro (cit.)

Poker, bad beats e resilienza

Considerando che nel poker da torneo non conta soltanto vincere o perdere i colpi, ma anche e soprattutto il momento e il contesto in cui si vince o si perde, questa è unanimemente considerata la peggior bad beat della storia: difficilissimo fare concorrenza a una mano vicina alla bolla in un torneo da un milione di dollari, e nella quale abbiamo appena il 2% di possibilità di perderla, preflop. Quasi tutti noi lo staremmo raccontando a tutti ancora oggi, Connor Drinan ha invece fatto l’unica cosa possibile – ancorché difficilissima – per un poker pro: dimenticare e andare avanti. A qualcuno potrà sembrare un aspetto marginale, ma in verità è uno degli elementi che connotano maggiormente i giocatori d’elite: i piatti vinti o persi, così come i tornei vinti o persi, contano solo nella misura in cui diventano statistica da studiare.

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Infatti Connor, dopo quella batosta che poteva diventare un incubo di quelli che ti passano a trovare tutte le notti, ha ripreso a fare ciò che ha sempre fatto, fin dalla fine degli anni 2000: vincere a poker, in qualsiasi specialità ci si presenti davanti.

Blanconegro, un polivalente da record

Già fin dall’inizio della sua carriera, Drinan emergeva abbastanza indistintamente sia con 2 che con 4 carte in mano. Con il passare del tempo, però, se possibile Connor è diventato ancora più competitivo, sia live che online. Sappiamo bene che nel poker online arrivare ai massimi livelli è difficile, ma lo è ancora di più confermarcisi per lungo tempo. Connor Drinan non solo si è confermato, ma si è andato consolidando come top anche in specialità diverse.

SCOOP da dominatore

Una fragorosa dimostrazione di questo progresso globale come giocatore si è avuta allo SCOOP 2020 della piattaforma internazionale di PokerStars. Lì “blanconegro” ha battuto il record di tornei vinti nella medesima edizione con 5: un $530 PLO, un $5.200 PLO 6-max, un $215 NLO8 6-max KO, un $1.050 H.O.R.S.E. e un $10.300 PLO.

Questa assoluta polivalenza è confermata anche dal suo rendimento live: il lungo curriculum di Connor Drinan è costellato di vittorie e piazzamenti in No Limit Hold’em, Pot Limit Omaha, Limit Hold’em, Limit Omaha Hi/Lo. Non sorprende, dunque, che proprio in quest’ultima specialità il 32enne nativo di Arlington abbia coronato il lungo inseguimento a un braccialetto WSOP. A dire il vero un braccialetto online lo aveva già conquistato, ma senza dubbio metterlo al polso dal vivo è un’altra cosa.

Connor Drinan dopo l'EPT HR vinto a Barcellona nel 2016 (courtesy of Danny Maxwell - Pokernews)

Connor Drinan dopo l’EPT HR vinto a Barcellona nel 2016 (courtesy of Danny Maxwell – Pokernews)

L’uomo da 20 milioni di dollari

Mentre scriviamo, Connor Drinan ha totalizzato quasi 11,5 milioni di dollari in vincite lorde live e altri 9 milioni in vincite lorde online. Parlando invece di titoli, online il suo score parla di 3 titoli WCOOP e 6 SCOOP, oltre a una miriade di altri grandi e piccoli successi e un braccialetto WSOP online. Con il braccialetto appena conquistato nel 1.500$ Omaha Hi/Lo rompe una sorta di incantesimo che lo voleva spesso molto vicino al successo importante anche live, ma mai centrato in pieno. Close but not cigar, fino a ieri.