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L' Opinione

Emigratis! Tankanza e Musta: i 2 italiani costretti a vivere in esilio per realizzare i propri sogni, è questo il vero SCOOP

In 10 anni l'Italia ha vinto due volte il Main SCOOP. I nostri giocatori di maggiore talento sono costretti a vivere all'estero. Per quale motivo?

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24/05/2018 15:03

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Il Main Event High dello Spring Championship Of Online Poker (SCOOP PokerStars) è considerato una sorta di campionato del mondo del poker online primaverile. L’albo d’oro parla chiaro: hanno vinto questo torneo, alcuni dei più forti giocatori del pianeta. Basta citare una manciata di nomi: Sami “Lrslzk” Kelopuro, Viktor “Isildur1” Blom, Talal “raidalot” Shakerchi, Charlie “Epiphany77” Carrel e due dei nostri più importanti e famosi giocatori professionisti.

10 anni di SCOOP e due successi azzurri nel Main High

In 10 anni gli italiani hanno vinto due volte. Se consideriamo che nelle prime edizioni nessuno dei nostri giocava sul .com (era appena partito il .it), il rapporto tra numero di vittorie e partecipazioni è altissima. Nel 2015 ci ha pensato “lasagnaaammm”, Mustapha Kanit (Mustacchione per gli amici) che ha messo tutti in riga ed incassato 1,3 milioni di dollari.

L’anno prima c’era andato vicino invece Clavio “Better C4ll” Anzalone (primo italiano al final table) e a chiudere il cerchio ci ha pensato, ieri, Tankanza che molti media hanno dato per austriaco.

Emigratis: il brand della nota trasmissione dei comici Pio e Amedeo

L’esilio viennese

In realtà Tankanza è italianissimo: vive a Vienna con l’amico Mustapha Kanit. E’ uno dei regular più longevi (e di talento) della storia del nostro poker con importanti risultati sia live che online. Per una questione di rispetto della privacy non si può svelare la sua reale identità. Ma questo titolo va a coronare una carriera importante.

Musta invece gira il mondo da parecchio tempo: giovanissimo ha lasciato l’Italia ed ha conquistato il mondo ma a seguito di un percorso comunque molto difficile e lungo. E’ stato uno dei primi ad emigrare a Malta e sull’isola del Mediterraneo ha capito come si giocava all’estero ed ha percepito il gap netto tra il poker italiano ed il resto del Mondo (parliamo di field medi). Lo ha fatto sulla sua  pelle (Musta ha raccontato quando andò rotto). Ora ha residenza a Vienna ma ama viaggiare per tutto il pianeta.

Gli emigrati…

Siamo partiti dal poker ma è un pretesto, è il mondo che conosciamo meglio, ma il problema riguarda tutti noi, è a 360 gradi.

Più che altro bisognerebbe interrogarsi perché due giovani talenti italiani siano stati costretti a inseguire i propri sogni lontano dal nostro paese. Come spesso accade, i veti delle lobby e degli interessi particolari imprigionano interi settori dell’economia nella Penisola e molti giovani fanno le valigie, salutano tutti e se ne vanno.

In Italia non è solo un problema di immigrazione (con flussi non controllati) ma anche di emigrazione giovanile (non a caso siamo il secondo paese più anziano del mondo) che rischia di far saltare gli equilibri previdenziali e pensionistici nei prossimi 20 anni (la demografia è una materia sottovalutata da molti Governi quando devono fare valutazioni di macro economia nel lungo periodo).

Ma non divaghiamo, torniamo a noi. Quello che è successo negli ultimi 12 mesi nel poker online, nel suo piccolo (ma è un fenomeno a noi vicino che conosciamo bene), è un esempio lampante.

Il Portogallo va avanti, l’Italia invece?

L’Italia decide di rimanere nel medioevo pokeristico. Il piccolo Portogallo, da sempre condizionato dalle potenti lobby dei casinò terrestri, alla fine ha svoltato nel processo evolutivo e si è unito ai pool di Francia e Spagna. Nel caso contrario tutti i giocatori avrebbero continuato a giocare sul mercato parallelo del .com, con un grave danno per l’erario.

 

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Il pericolo dell’offerta non autorizzata

Idem per il nostro paese dove il pericolo dell’offerta illegale è sempre dietro l’angolo: molti cash gamer stanno giocando su rooms cinesi che non applicano rake (ma pretendono una percentuale sui prelievi) mentre altri hanno preferito la sfida delle crypto poker rooms che non sono regolamentate, ma che diventa molto difficile poter tracciare.

La speranza è che vi sia un ripensamento ed un cambio di programma per rafforzare la liquidità del mercato legale.

L’esodo dei nostri pro all’estero

E’ in corso un esodo di massa di molti professionisti verso l’estero (in particolare Malta, Austria e UK), almeno fino a quando l’Italia non si deciderà a mantenere fede all’accordo di Roma sottoscritto nel luglio dell’anno scorso, nel quale il nostro paese si impegnava con Francia, Spagna e Portogallo. Ma i danni erariali per questa mancata attuazione del deal sono tangibili. Chi ne risponderà?

L’Italia è ancora ferma nelle sue posizioni, nonostante l’anno scorso fosse l’unico paese pronto dal punto di vista normativo. Gli altri hanno bruciato le tappe, noi siamo rimasti fermi nel nostro anacronismo.

Il poker azzurro a due velocità

I successi di Tankanza e Musta dimostrano come i nostri professionisti siano competitivi nel panorama internazionale, i loro successi (e di molti altri regular) ne sono la dimostrazione. Quasi ogni giorno ne abbiamo la conferma. Molti dei nostri pro se la possono giocare con gran parte del field internazionale.

La base del movimento invece continua a faticare nel processo evolutivo (e nelle competizioni live ne abbiamo la dimostrazione) perché costretta, da dieci anni a questa parte, a stare rinchiusa nel recinto nazionale, dove si gioca un poker diverso rispetto al resto d’Europa e si paga (con gli interessi) il gap tecnico nei grossi eventi (WSOP, EPT etc.), tra il nostro field medio e quello internazionale.

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