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Il pericolo viene dall’Asia: boom delle rooms cinesi che non applicano rake ma tassano i prelievi. La liquidità condivisa legale unica speranza…

Il fenomeno delle rooms cinesi che non applicano rake ma tasse sui prelievi quando i cash out vengono effettuati senza problemi. Il pericolo delle app mobile play "for fun" . Vi spieghiamo perché l'unica speranza per il mercato legale è quella di rafforzare la liquidità europea. Nel caso contrario l'esodo sarà di massa...

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09/10/2017 13:10

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I pericoli del dot com e dell’offerta illegale sono sempre in agguato su internet: considerando il mercato regolamentato del cash game in flessione e sempre più full reg, molti players europei in questo momento giocano anche su rooms cinesi e su app mobile, all’apparenza innocue perché play for fun, la realtà però è ben  diversa.

Siamo in una fase dove la popolarità di queste piattaforme è molto alta tra i pokeristi. E le rooms asiatiche non si fanno problemi ad accettare gioco e soldi anche dall’Italia. L’oscuramento è solo un modo inutile di contrasto, in realtà i pericoli maggiori arrivano dalle applicazioni mobili.

No rake ma tasse sui prelievi: un modello che piace ai perdenti

Essendo le piattaforme legali spesso full reg, la ricerca dei giocatori amatori per i pro italiani, in molti casi si rivela un grosso problema sulle rooms asiatiche al momento di prelevare il proprio bankroll.

A questi tavoli sono sedute molte “balene” con gli occhi a mandorla (ricchi gamblers perdenti). Vi sono diverse piattaforme asiatiche che non applicano rake ma che tassano i giocatori vincenti al momento dei prelievi (quando vi sono le coperture…). E’ un nuovo modello che “attrae” il 90% dei giocatori. Infatti questo schema piace ai perdenti mentre penalizza quelli vincenti (che però trovano field più morbidi).

Il fenomeno delle app mobile high stakes

I casi però più gravi avvengono sulle diverse poker app mobile, sempre più diffuse sul web. Ufficialmente sono tutte play for fun, in realtà molte nascondono giochi high stakes con movimentazione pesante del denaro, grazie alla presenza di agenti asiatici che curano le transazioni monetarie. Il problema è che non vi è alcun controllo o certificazione sui software, anche per questo motivo su quei network può succedere di tutto. E non vi sono garanzie su chi gestisce il business (dove vanno a finire quei soldi? Da chi sono gestiti? Esistono garanzie sull’anti riciclaggio?)

Tutelare players e mercato legale

Un vero far west: le autorità italiane ed europee dovrebbero iniziare ad aprire gli occhi

Vi partecipano anche diversi protagonisti degli high stakes online.  Vi avevamo già documentato questo fenomeno che richiede la massima attenzione. Tutto ciò deve suonare da monito alle autorità italiane che hanno il compito di proteggere e garantire la massima sicurezza dei players.

Ma deve essere un avvertimento anche a coloro che ogni giorno propongono di indebolire il mercato italiano legale, senza conoscere le dinamiche del settore.

Penalizzare l’offerta autorizzata vorrebbe dire disorientare migliaia di players che potrebbero cadere in questi giri per nulla monitorati, senza controlli di alcun tipo. Spesso questi network non hanno neanche licenze.

Unica medicina: liquidità condivisa europea

E’ arrivato il momento quindi di svegliarsi ed aprire gli occhi. Se il mercato legale non verrà rafforzato e reso più attrattivo con una maggiore liquidità (vedi mercato condiviso), avverrà un esodo di massa su queste piattaforme oscure, ma sempre più numerose sul mercato.

Il poker è un gioco di liquidità, senza quella, i giocatori si sposteranno in modo inevitabile. I players vogliono tornei garantiti più ricchi e un’offerta di gioco ai tavoli cash 24/7. Nel caso contrario la popolarità di certi network non autorizzati non si arresterà.

IDNPOker ha un action che è quasi 2,5 volte l’intero mercato italiano del cash game

Il boom delle rooms asiatiche è oramai sotto la luce del sole, con numeri impressionanti. Ma tocchiamo con mano la realtà e cerchiamo di capire come è esteso il fenomeno. Prendiamo la punta dell’iceberg.

La piattaforma IDNPoker è diventata la seconda piattaforma mondiale in pochi mesi, con un traffico che vale la metà dell’action di Pokerstars.com e che è 2,5 volte l’action del mercato legale italiano. Serve 35 skin ed i server sono posizionati nelle Filippine. Tra un anno potrebbe prendersi gran parte del mercato mondiale, se continuerà a crescere con questa velocità.

Per PokerScout, la media (calcolata nell’ultima settimana) dei seats occupati in contemporanea dalla piattaforma asiatica è di 4.400 mentre la media dell’intero cash game .it è di 1.695. 

Il problema del contrasto al .com deve essere colto con attenzione dal Governo e dai Monopoli di Stato. La storia del poker online mondiale è ricca di crack finanziari milionari internazionali con rooms che non hanno garantito i cash out ai giocatori (i quali hanno perso tutti i loro bankroll). Gli esempi si sprecano.

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