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A Las Vegas ritorna il grande poker live: WPT Venetian con 937 ingressi

A distanza di un anno, il Poker live torna in quel di Las Vegas, complice il WPT Venetian che fa il pieno di ingressi con 937 paganti. Con mille precauzioni, limitazioni e quanto altro. Un passo importante verso il ritorno ad una parvenza di normalità. All'alba del day 3, comanda James Carroll  sui 32 left, con 752,880 dollari ad attendere il futuro campione. 

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08/03/2021 18:55

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Las Vegas, un anno dopo

Un anno fa, giorno più o giorno meno, il WPT bloccava il suo circuito e di conseguenza tre final table che erano schedulati per aprile. Las Vegas si godeva gli ultimi giorni di “libertà”, prima di un durissimo e infinito lockdown durato oltre 70 giorni. A distanza di 12 mesi, torna la speranza e tornano i sogni, nella città del peccato. Sin City si avvia ad abbandonare “l’ora più buia” e non solo per quello che concerne il poker. Non sarà un liberi tutti, ma un ritorno alla normalità graduale.

Photo by WPT.com

Dai concerti agli hotel, dai ristoranti ai casinò, dal gioco alla movida. Insomma, dal 15 marzo è previsto un aumento della capienza nei luoghi al chiuso. Se fino ad oggi ad esempio, i tavoli da gioco dei casinò, avevano potuto operare tra il 25% e il 35% della capienza normale, da lunedì si passa ad un cap del 50%. Uno step importante che da un lato regala ossigeno a tutte le attività della città e dall’altra dimostra un piano ben preciso per convivere con il virus, senza mandare KO l’economia di una città che ha sofferto tanto nell’ultimo anno.

Mancano i turisti extra USA, ma in attesa che il mondo possa riaprirsi, Las Vegas si gode i cittadini americani, grazie anche ad una campagna vaccinale senza precedenti. Attualmente sono 85 milioni le persone negli Stati Uniti, a cui è stato somministrato il vaccino anti Covid-19. Una corsa contro il tempo per limitare i danni, combattere le varianti e  mettere fine ad una strage che ha visto oltre 530 mila persone decedute a causa del virus. E il programma del governo americano prevede di superare il muro dei 100 milioni di vaccinati nel giro di sette giorni.

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937 paganti al WPT Venetian

Il WPT Venetian è davvero il primo grande passo verso la normalità nel panorama del poker live. Non solo negli USA, ma nel mondo intero. Non si tratta ovviamente del primo torneo dal vivo a Las Vegas, ma del primo grande major che torna a calcare le scene, dopo un anno di attesa. Ben 937 i giocatori che hanno detto sì e versando 5.000 dollari di buyin. Numeri e cifre che ci riportano al periodo pre-covid.

Photo by WPT.com

Tutto questo è stato possibile grazie ai vaccini da una parte e alle mille precauzioni dall’altra. Temperatura corporea all’ingresso del Casinò Venetian di Las Vegas, mascherine obbligatorie, gel per mani e soprattutto divisori in plexiglas per ogni seat ad ogni tavolo. Dal punto di vista estetico e sociale probabilmente non sarà il massimo giocare come in una sorta di gabbia di plexiglas, ma sono accorgimenti necessari per riprendere a giocare nella massima sicurezza. 937 ingressi, un numero che fa ben sperare.

Ortiz il bubble boy dopo 12 mesi

Come detto sono stati 937 i paganti nel main event del WPT Venetian di Las Vegas. Raccolti nel prize pool 4.333.625 dollari che polverizzano il garantito di 1.5 milioni fissato alla vigilia dell’evento. A premio ci finiscono in 118, con il cash minimo di 8 mila dollari e una prima moneta da 752.880$. Proprio nel day 2 c’è stato lo scoppio della bolla e il primo bubble boy, nell’era del poker live 2.0, è Brian Ortiz.

Nella prima mano dell’Hand for Hand, Ortiz muove allin con A-8 e trova il call di George Wolff con 10-10. Il board Q-9-5-5-4 non ribalta la situazione e Brian è il primo giocatore a riassaporare il gusto amaro dell’eliminazione in piena bolla.

Una volta raggiunti i premi inizia il classico valzer degli allin da parte degli short e sono tantissimi coloro che si avviano fisicamente alle casse. Tra questi troviamo Lily Kiletto (110°), Jake Schwartz (99°), Ali Imsirovic (90°), Joseph Cheong (85°), Upeshka De Silva (65°), Matt Stout (53°), Eric Blair (38°), Don Nguyen (34°).

James Carroll vola verso il day 3

Al WPT Venetian di Las Vegas sono rimasti in 32 a contendersi la prima vittoria dal vivo nel 2021 e l’uomo da battere nella terza giornata è James Carroll. Quest’ultimo guarda tutti dall’alto in basso con 2.690.000 gettoni, vale a dire 108 big blind. Una fuga che proveranno a bloccare i vari George Wolff (2.3 milioni), Sergio Aido (2 milioni), Jared Jaffee  e Sam Panzica, entrambi appaiati a quota 1.310.000 in undicesima piazza.

Photo by WPT.com

Non mancano i nomi importanti nemmeno nelle retrovie, ma servirà un cambio di passo ai vari Ben Palmer (890K), al campione del mondo 2015 Joe McKeehen (875K), Jeff Hong (695K), Aaron Massey (570K), Stephen Brown (555.000) e Nick Schulman (300K). I 32 left si sono garantiti almeno 22.525 dollari di premio, mentre il day 3 si chiuderà alla formazione del  Final table a 6 giocatori. Ci attende una lunghissima discesa.

La top 10

1. James Carroll – 2,690,000
2. Trace Henderson – 2,485,000
3. George Wolff – 2,320,000
4. Qing Liu – 2,195,000
5. Kou Vang – 2,150,000
6. Sergio Aido – 2,010,000
7. Stefan Nemetz – 1,950,000
8. Adam Hendrix – 1,825,000
9. Tony Sinishtaj – 1,730,000
10. Jamey Kramer – 1,595,000

Il Venetian ceduto per 6 miliardi di dollari

Intanto a Las Vegas è tempo delle grandi manovre. Nonostante la Pandemia, nonostante il crollo dei fatturati, c’è chi è pronto a scommettere negli investimenti e negli Hotel&Casinò. E’ il caso del Venetian che viene ceduto dalla “Las Vegas Sands Corp.” di Sheldon Adelson, assieme al Sands Expo and Convention Center. Per 6.250.000.000 dollari tutto passa nelle mani di Apollo Global Management. Il costo dell’operazione è suddiviso fra 2.2 miliardi per la parte operativa e 4 miliardi di dollari per quello che concerne terreni e proprietà immobiliari.

Uno degli affari più pesanti nella storia recente di Las Vegas e che acquista ancor più importanza se lo inquadriamo nel momento storico. Il Casinò Venetian con oltre 7 mila camere è uno degli Hotel&Casinò che hanno fatto la storia di Sin City a partire dal 1999, l’anno della sua apertura. Adesso una nuova era attende il resort ispirato appunto a Venezia.

Poche, ma precise parole dai piani alti della Apollo Global Management: “Questo investimento sottolinea la nostra convinzione in una forte ripresa per Las Vegas, poiché i vaccini inaugurano una riapertura del tempo libero, dei viaggi negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Non è una scommessa, ma un progetto importante e nel quale crediamo senza alcun dubbio”. 

Anche questo in fondo, è come tornare alla normalità a Las Vegas.