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Dominik Nitsche: “Al final table ho seguito la GTO, a un certo punto si diventa quasi imbattibili”

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06/11/2017 15:30

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Dominik Nitsche

A pensarci sembra improbabile, eppure è così: fino a ieri, nonostante bazzichi nel circuito high roller da oltre due anni, Dominik Nitsche non era ancora riuscito ad arrivare primo. Nel frattempo è riuscito comunque a “cavarsela” egregiamente, ma vincere era diventato quasi un tabù.

Ieri sera, invece, Dominik è riuscito a mettere il sigillo più importante della sua carriera assicurandosi quasi 3 milioni e mezzo di euro e un braccialetto, il quarto. Al termine delle celebrazioni siamo andati a raccogliere le sue impressioni a caldo: ecco cosa ci ha raccontato il campione tedesco.

Curiosamente, eravamo già d’accordo per una intervista in cui si parlasse della strategia GTO, ma nel frattempo lui ha fatto in modo di cambiare la nostra agenda.

Ciao Dominik, dovevamo parlare di GTO e invece credo che dovremo cambiare argomento…

Beh non proprio…Più che parlarne, quest’oggi abbiamo visto cosa significhi metterla in atto dato che la maggior parte delle mie linee era estremamente GTO oriented. Davanti a me c’erano degli avversari davvero tosti e l’unico modo per batterli era commettere meno errori possibile. Non esattamente una passeggiata, quando al tavolo hai gente come Christoph e Steffen (Vogelsang e Sontheimer, ndr), specialmente al final table di un torneo così prestigioso.

Qual è stata la chiave?

Ho dovuto prendergli le misure e fare gli aggiustamenti più appropriati. Non è una questione di livelli di pensiero come tanti potrebbero immaginare: lo scopo della GTO è soltanto cercare di giocare le carte nel miglior modo possibile. Se giochi contro qualcuno che adotta uno stile GTO, l’unico modo per batterlo é giocare a un livello di GTO il più vicino possibile alla perfezione, salvo rari casi in cui hai una read specifica. Il punto è che nessuno di noi – né Chris, ne Steffen, né il sottoscritto – ha qualcosa di così evidente da poter essere preso seriamente in considerazione per variare la propria strategia.

Devo esser sincero, non c’è un modo per battere chi studia a questo livello ed è proprio il bello dello stile GTO, ovvero che superata una certa soglia si diventa quasi imbattibili. Chiunque provi ad attaccarti cercando di carpire le tue debolezze finisce per commettere un errore. Non appena riesci a vedere in che modo e con quali carte gioca il tuo avversario, è sufficiente prendere le giuste contromisure per avere la meglio su di lui. Cominci a vincere più soldi di quanti dovresti in certi spot semplicemente perché tu hai a disposizione un tipo di conoscenza che lui ignora.

Sfortunatamente quest’oggi mi trovavo al tavolo con alcuni tra i migliori esponenti della GTO: tra Mikita (meglio noto col suo nickname “fish2013” su Pokerstars.com, uno dei cash gamer più forti e rispettati al mondo ndr), Christoph e Steffen non saprei dire chi sia il migliore, quindi mi son tranquillizzato e ho pensato: “Beh quest’oggi vincerà il più fortunato…Let’s do this!”

All’heads up hai avuto alcuni match point non andati a segno: hai mai avuto paura di una rimonta?

Con tutto il rispetto per Andreas, all’heads up sapevo di essere più forte. Nella fase 3-handed era Mikita ad avere una marcia in più, ma purtroppo per lui ha perso il flip decisivo. Devo ammettere però di esser stato piuttosto fortunato con le carte, quest’oggi.

Pare che quando raggiungi il final table di un evento con in palio un braccialetto, accada qualcosa di particolare per cui alla fine riesci a spuntarla sugli altri. Ora siamo a quota quattro…

Eh già, sembra che l’unica cosa che mi interessi siano i braccialetti…Infatti non faccio mai primo agli high roller perché in genere non li mettono in palio! A parte gli scherzi si tratta solo di concidenze fortunate, ma se mi avessero chiesto quale titolo avrei preferito vincere – e non sono certo quello a cui importano i trofei – avrei detto questo: è il frutto di tutto il lavoro fatto in precedenza. Sono passati due anni da quando ho vinto l’ultimo, poi ho iniziato a giocare gli high roller e di primi posti nemmeno l’ombra. Ora finalmente sono riuscito a vincere uno di questi maledetti 100K! In questi tornei, quanto incappi in una serie negativa, quello che accade è esattamente ciò che è successo a me negli ultimi due anni, quindi sono felicissimo di avercela fatta!

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Com è stato giocare un final table così importante assieme ad alcuni amici?

A un certo punto sembrava di stare in un home game: questo è forte, quest’altro è forte, questo è molto forte, questo è fortissimo…Al che ho detto, “Ok, qualsiasi cosa accada contro di loro l’unico obiettivo è quello di giocarmi le chip in un colpo che sia più vicino possibile a un coin flip”. Alla pausa cena con Steffen abbiamo parlato di quali aggiustamenti strategici attuare con uno stack da 50 BB, dato che il mio background da cash gamer mi aiuta maggiormente quando ho uno stack attorno ai 100 BB. Quindi ci siamo dovuti sedere e limare qualcosina, altrimenti avrei finito per giocare con un range troppo stretto. Christophe si è unito a noi e ci ha aiutato: una delle ragioni principali per cui ho vinto quest’oggi è perché alle mie spalle ho i migliori giocatori al mondo.

L’abbraccio di Dominik con gli amici, dopo l’ultimo showdown

Siete competitivi anche tra di voi?

Assolutamente! Non appena qualcuno fa un minimo errore ci prendiamo in giro talmente tanto che è meglio non trovarsi nella condizione di fare qualche stupidaggine, perché in fondo a nessuno piace sentirsi dare dell’idiota. In fondo è proprio questo il motivo per cui il nostro gioco migliora costantemente. Quando gli mi fanno notare qualcosa di sbagliato corro subito ai ripari e viceversa. Miglioriamo assieme e siamo onesti tra di noi: è inutile farsi i complimenti a vicenda se poi dietro il risultato ci sono degli errori evidenti. Finora ha funzionato.

Dal nostro inviato a Rozvadov

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