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Nick Schulman: “A 21 anni ho bruciato $1 milione a Las Vegas. Che belli i tempi di ‘Rounders’!”

Nick Schulman oggi ha 32 anni e oltre 8,6 milioni di dollari vinti in carriera nei tornei di poker live, ma in gioventù di errori ne ha commessi. Come quando polverizzò in pochi mesi i proventi del WPT World Poker Finals 2015!

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18/04/2017 14:00

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Nick Schulman oggi è un pokerista di successo, frequentatore abituale della Bobby’s Room del Bellagio e torneista formidabile con più di $8,6 milioni vinti in carriera – e stiamo parlando solo di poker live.

Ma come molti colleghi, anche il professional poker player americano è passato attraverso brutte esperienze che lo hanno formato. Esperienze che spesso sono fatali a molti, ma che talvolta aiutano a forgiare carattere e mindset.

Di recente, Nick Schulman si è raccontato ai microfoni di CardPlayer, in un lungo podcast di cui vi riportiamo i passaggi più interessanti.

Nick Schulman

Nick Schulman oggi ha 32 anni

Dalla tromba al biliardo…

La vita spesso è fatta di sliding doors. A 11 anni, Nick Schulman suona la tromba e ha pure una band. Chissà, magari avrebbe potuto fare il musicista, se verso i 15 anni non si fosse innamorato perdutamente del biliardo.

“Avevo 16 anni e mi ritrovavo già a giocare partite di biliardo da $1.000”, racconta Shulman. “Quella vita mi piaceva da matti. Ero uno dei più giovani, ma all’epoca la scena dei tornei underground di biliardo a New York era fervida. C’erano un paio di tornei settimanali fissi. L’atmosfera era molto divertente”.

Ovviamente quello di Schulman non è un esempio da seguire, ma la sua è una storia molto comune tra i newyorchesi che verso la fine degli anni 90 si affacciavano all’adolescenza: “Comunque avevo il mio codice d’onore. Non ero uno di quei giocatori che fingevano di non saper giocare per poi spennare il pollo di turno.

Vi ricorda qualcosa? E questa non è soltanto l’unica similitudine tra il biliardo e il poker agli inizi del boom: “I migliori giocatori di biliardo cercavano di non farsi riconoscere. Usavano nomi finti, si spostavano ogni 6 mesi. Arrivavano in un posto nuovo, perdevano qualche partita e poi si mettevano a spennare i malcapitati che ci giocavano contro scommettendoci”.

… fino al poker

Proprio in un club di New York Nick Schulman scopre il Texas Hold’em: “C’era una partita nel retro del locale. Avevo 16 anni e un amico che col poker già ci viveva. Ho cominciato per divertirmi: non pensavo che avrei potuto guadagnare col poker, volevo solo giocare perché vedevo questo tavolo di No Limit Hold’em (era un Sit and Go) e tutti che si divertivano”.

Di nuovo, una sliding door: “La prima volta che ho giocato questo Sit and Go l’ho vinto: credo sia soprattutto per quello che ho pensato che il Texas  Hold’em fosse grandioso. Forse, se avessi perso, non ci avrei mai più giocato.

Il passaggio al poker online fu cosa naturale: “A 18 anni iniziai a giocare su Ultimate Bet. All’inizio ebbi una buona run, ma poi le cose iniziarono ad andare male. Ricordo che pensai: ‘Caspita, sembra proprio che io non possa vincere’. Poi capii che non era solo colpa della varianza e della mia tendenza all’azzardo: fui coinvolto anche io nello scandalo dei superuser.

 

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Nick Schulman tra New York e Las Vegas

La chiacchierata tra Nick Schulman e il giornalista di CardPlayer prosegue toccando l’argomento New York e le famose partite di poker underground. “Tra i 18 e i 21 anni giocavo a New York in queste partite. Non era come essere al Mayfair, ma simile. La scena newyorchese era così vibrante. C’era gente che veniva persino dal Connecticut e da Boston”.

Una scena che secondo Schulman è stata ben dipinta da Rounders – Il Giocatore: “Ecco, magari non c’era la mafia russa ai quei livelli – io non ho mai giocato contro un Teddy KGB per intenderci – però il resto del film è davvero accurato: sul serio si giocava ovunque, c’erano partite nei retro dei ristoranti e dei barbieri”.

L’esordio sulla scena torneistica internazionale è indimenticabile: “Ricordo i primi tornei. Non ero così nervoso perché ero abituato a giocare partite di livello. Un giorno andai al Foxwoods con un amico, che mi convinse a giocare un satellite per il WPT World Poker Finals. Io non lo volevo neanche giocare: alla fine quel torneo lo vinsi e intascammo $2,1 milioni.

Con la metà di quel denaro, poco più di $1 milione, Nick Schulman va a Las Vegas: Se potessi tornare indietro nel tempo e parlare col me stesso di allora, eviterei quell’errore. Bruciai tutti i soldi in pochi mesi. Non fu tanto per le scommesse sportive o per gli acquisti sfrenati. Feci moltissimo staking e andò male. Lo staking ti distrugge se non lo tieni sotto controllo”

La peggior bad beat e la peggior sconfitta

Schulman ricorda anche il colpo più brutto mai inflitto a qualcuno giocando a poker: “Online, cash game No Limit Hold’em $25/$50. Board 2-4-4 tutto di picche. Era l’epoca in cui mi piaceva ogni tanto andare direttamente all-in su board accoppiato, in spot in cui difficilmente il mio avversario poteva aver ricevuto aiuto.

Era un piatto controrilanciato pre-flop, quindi decisi di andare all-in per 180 big blind con J 6 . Lui chiamò e mi mostrò gli assi. Turn e river furono due 6. Non vi dirò chi è, oggi è un giocatore ancora attivo ma credo che quel giorno lo mandai broke. Fu particolarmente un brutto colpo perché non lo meritava: mi aveva intrappolato bene con gli assi”.

Tornando a quel milione di dollari bruciato a Las Vegas, Nick Schulman ha svelato di aver avuto momenti persino peggiori: “Un giorno stavo giocando contro un famoso banchiere e ho avuto una sessione sfortunatissima. Persi molti soldi”.

L’americano non dice quanti, ma possiamo solo immaginare…

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