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Curiosità · WSOP 2018

Offese razziste al tavolo: giocatore squalificato alle WSOP!

Durante il day 1 dell'event #66, 1.500$ No Limit Hold'em, un giocatore offende Maurice Hawkins con un epiteto razzista e viene in seguito escluso dal torneo. Hawkins è un noto provocatore, ma nulla giustifica il razzismo.

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07/07/2018 14:09

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Nelle ultime ore ha iniziato a circolare la voce di una squalifica alle WSOP di Las Vegas, per un caso di razzismo. Inizialmente si era detto che fosse successo al Main Event e che coinvolgesse un giocatore italiano, ma niente di tutto questo è vero. Il fattaccio sarebbe accaduto all’event #66 – 1.500$ No Limit Hold’em e il player in questione è un rumeno che gioca con regolarità nei circuiti live italiani.

Maurice Hawkins, il giocatore fatto oggetto dell’offesa razzista

Urla “ZITTO, NE**O!” alle WSOP: squalificato!

In un primo momento sembrava che la persona in questione avesse rivolto un epiteto razzista a un avversario afroamericano al tavolo. Poi le cose sono diventate un po’ più chiare. L’avversario-vittima è Maurice Hawkins, che durante il day 1 del torneo si è visto rispondere “shut up, nigger!” dopo avere vinto un piatto. La tensione al tavolo è subito salita, è intervenuto un ufficiale delle WSOP e inizialmente al colpevole è stata comminata una squalifica di 3 giri.

Hawkins ha denunciato la cosa su Twitter, lamentando che alle WSOP “puoi dare del “negro” e venire semplicemente allontanato per qualche giro”.

Il giorno dopo, tuttavia, lo stesso Hawkins si accorge che al day 2 quel giocatore non è presente e viene a sapere che Jack Effel (vice presidente e Tournament Director delle WSOP, ndr) lo ha squalificato dal torneo.

La provocazione (che non giustifica)

C’è anche un altro aspetto che va sottolineato, per onestà intellettuale. Come fanno notare tantissimi, su Twitter ma anche sul forum di Twoplustwo, Hawkins non è esattamente un giocatore immacolato. Negli anni, “Hawk” si è costruito una solida fama di provocatore, è considerato uno dei peggiori trash talker in circolazione e cerca lo scontro verbale spesso e volentieri. Detto ciò, il razzismo non ha mai alcuna giustificazione, nemmeno di fronte a una provocazione. Altrimenti secoli di conquiste civili non ci avrebbero insegnato nulla.

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