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Storie di Assopoker · WSOP 2019

Andrea Buonocore: “La mano con QT? Forse oggi folderei. Ci sono tanti altri tornei da giocare, ma il Main…”

Reduce dal 4° posto da 235k$, premio più alto per un italiano alle WSOP 2019 finora, Andrea Buonocore non si accontenta e guarda avanti. Insieme a noi analizza la mano della sua eliminazione e ci confessa un segreto sul Main Event.

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21/06/2019 08:00

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Parlando di vil denaro, il suo risultato è il migliore finora ottenuto dai giocatori italiani alle WSOP 2019 di Las Vegas. Il quarto posto di Andrea Buonocore all’event #34 è però un qualcosa che si porta dietro molto altro, dai comprensibili rimpianti agli stimoli che regala per il futuro. Ne abbiamo parlato proprio con lui, appena sveglio e pronto per una nuova giornata di tornei.

Andrea Buonocore

La mano dell’eliminazione

Partiamo dalla fine, ovvero dalla mano dell’eliminazione. Siamo alle ultime battute del livello numero 39, 500.000/1.000.000 con bb ante 1.000.000 ed è uno spot particolare, perché nella mano precedente Ivers aveva eliminato la supershort Arianna Son al quinto posto, scoppiandole QJ con 92 off suited. Nel colpo seguente Buonocore è sul grande buio, il piccolo buio non c’è e lo stesso Ivers pusha ancora da bottone. Secondo il blog ufficiale WSOP Andrea decide di fare call-allin per 14,5 milioni con q 10, Ivers gira k j e il board non lascia scampo all’italiano.

La mano è andata davvero così? E cosa ti ha portato a decidere per il call?

Sicuramente non avevo 14 bui ma 12. Credo che in generale sia uno spot close (ovvero dove non c’è una scelta chiara e netta tra call e fold, ndr). Ho chiamato perché avevo il bb ante e lui stava shovando molto light sulla ragazza. Infatti nel colpo in cui l’aveva eliminata l’aveva messa ai resti con 92 off…

Onestamente ti dico anche che oggi, ragionandoci di più, forse folderei. Però era un final table particolare, perché a 6 left c’erano due giocatori molto short. Avevo anche fatto qualche simulazione delle prime mani del final table insieme a due amici regular tedeschi. La mia strategia non poteva che essere aspettare l’uscita dei due supershort e poi cercare il double up.

Cheong celebra la sua vittoria

Andrea Buonocore e il final table 24 ore dopo

Cheong è sempre così forte come lo era ai tempi?

Sì è sempre fortissimo, soprattutto quando si trova in situazioni del genere dove gli short overfoldano e lui può bullare il tavolo a piacimento. Non ti nascondo che ero triste anche perché ero sicuro di potere arrivare a giocare l’heads up con Joseph, anche perché gli altri due (in particolare Ivers) avevano diversi leak.

Cosa si prova quando si arriva a tanto così da un braccialetto? A caldo prevale la delusione e a freddo la soddisfazione, o viceversa?

Più delusione che soddisfazione, poi magari più in là realizzerò meglio la vincita monetaria ottenuta. Ma ci sono tanti tornei ancora da giocare, infatti 5 minuti dopo l’uscita ero già a registrarmi per il Bounty 😆

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What happens in Vegas…

Vivi a Las Vegas ormai da qualche anno. Quali sono le principali differenze tra la città (e le partite) durante le WSOP e quelle a WSOP lontane o terminate?

Considera che ormai gioco quasi esclusivamente cash live, anche se quest’anno sto giocando solo tornei. Posso dirti che durante l’anno le partite sono più o meno sempre con i soliti regular e qualche turista o gambler occasionale. Nulla di eccezionale, ma per fortuna riesco ad avere edge sui reg locali quindi non sto certo a lamentarmi. Comunque, per quel che ho visto, non ci sono bellissime partite cash. Certo, a quelle più grosse (da 25$/50$ in su) si possono trovare ancora fish e “balene”, mentre il 5/10 il 10/20 e il 20/40 sono quasi full reg.

Torniamo ai tornei, allora. Questo risultato dà in qualche modo fiducia?

Come ho detto prima ci sono ancora tanti tornei bellissimi da fare e sì, non sarebbe affatto male fare un’altra bella deep run come questa appena conclusa.

C’è anche un 245° posto da migliorare al Main Event…

Sì, verissimo: si deve migliorare quel 245° posto dello scorso anno. Se ti dico una cosa forse non mi crederai ma è così: ero più emozionato l’anno scorso al Main che al final table di ieri. Sembra strano a dirsi ma chi ci è passato capirà, perché il Main è speciale: ha qualcosa che ti prende dentro e tantissima adrenalina che ti scorre nelle vene.

L’augurio nostro, ovviamente, è di vedere Andrea Buonocore provare questa adrenalina a lungo. Facciamo fino al 16 luglio…

 

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