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WSOP 2019

Main Event WSOP: vince con merito Hossein Ensan, ma…. grazie Dario Sammartino!

Finisce con una grande amarezza per l'Italia del poker: Dario Sammartino è secondo al WSOP Main Event, dopo una fantastica rincorsa lunga 10 giorni. Un'amarezza che non può in nessun modo cancellare una performance da record, assolutamente indimenticabile. Onore ad Hossein Ensan, che merita il trionfo per come ha saputo trovare le giuste contromisure in heads up.

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17/07/2019 11:17

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Il finale è amaro, ma dobbiamo essere orgogliosi comunque di un campione come Dario Sammartino. Grazie al napoletano abbiamo sognato per giorni qualcosa che nessuno di noi arrivava neanche a immaginare: il braccialetto del WSOP Main Event, per giunta quello di una edizione storica come quella del cinquantesimo. Le cose sembravano mettersi nel migliore dei modi, ma poi hanno preso una piega contraria e non c’è stato nulla da fare.

Dario Sammartino

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Il recap del day 10

Il torneo iniziava con un rapporto in chip che equivaleva a una piccola montagna da scalare. Dario (67,6 milioni) aveva praticamente metà delle chips rispetto al secondo, che a sua volta partiva con poco più di un terzo delle fiches del chipleader. In termini relativi si trattava comunque di più di 30bb, quindi non c’era alcuna fretta di affannarsi a cercare il double up. Un bel piattone arriva comunque, grazie a un call coi fiocchi con K alta di Sammartino su Livingston.
Proprio il canadese era forse il giocatore da temere di più, per alcune buone letture che aveva avuto e per una presenza al tavolo sempre eccellente. Tuttavia stavolta Alex sbaglia e scende a 107 milioni, vicinissimo al nostro giocatore.

 

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Poi Dario riscende da 98 a 50 milioni ma ecco che arriva in soccorso il double up, quello vero! Un coinflip preflop tra gli AJ di Sammartino e la coppia di 6 di Ensan. Il board disegna una scala mozzafiato che si chiude al river, per il nostro giocatore. Esulta la meravigliosa curva di Dario a Las Vegas, esulta tutta l’Italia del poker: siamo di nuovo in corsa.

Livingstone crolla, poi risale, poi ricrolla

Nel frattempo Livingston si riprende dall’inizio un po’ sotto tono e risale con decisione, andando persino a prendersi la chip lead ai danni di un Ensan comunque sempre sul pezzo.

Dario scende pericolosamente, ma poi è ancora lui a rigettare in crisi Livingston. In un piatto rilanciato preflop da Alex con KK, Dario con 10 e 6 difende il suo grande buio e chiama la continuation bet sul flop Q64. Al turn scende un 10 che decreta il sorpasso. Dario check-raisa allin a oltre 75 milioni sulla puntata da 23 milioni di Livingston, che non riesce a trovare il fold e, dopo river ininfluente, regala il double up al nostro. Poco dopo Dario consolida il suo momento magico andandosi a prendere lui la chip lead.

Heads up!

Tuttavia Ensan è sempre pronto e reattivo, e approfitta di un colpo preflop da dominatore (AQ vs AJ) per eliminare Livingston, riprendersi la chip lead e guadagnare l’heads up conclusivo, che parte così:

  • Hossein Ensan 279,800,000
  • Dario Sammartino 235,000,000

I due si rispettano e si sono scambiati complimenti lungo tutto il final table, in una atmosfera da vera e propria competizione sportiva che nobilita l’atmosfera e l’altissima posta in gioco.

L’Ensan che non ti aspetti

Il testa a testa vede l’inerzia del match cambiare nuovamente. Da un ipotetico equilibrio, Ensan inizia ad avvantaggiarsi con decisione. Un po’ ciò avviene per incroci di carte negativi per Sammartino, un po’ perché il tedesco si dimostra più lucido dell’italiano. Viene quasi il dubbio che, in questa delicata fase di heads up, il rumoroso tifo della curva italiana non infastidisca Dario, ma non lo aiuti neanche a ritrovare la giusta concentrazione.

Dario reagisce, ma non basta

Ad ogni modo il controllo del gioco resta sempre in mano al tedesco, che prende il largo arrivando a un vantaggio di 3-1. Dario riesce un paio di volte ad accorciare tornando intorno a 200 milioni, ma non dà quasi mai l’impressione di avere ritrovato il giusto feeling.

La centesima mano e il combodraw letale

Esattamente alla mano numero 100 dell’heads up, Ensan rilancia a 11 milioni (bui arrivati a 2.000.000/4.000.000 ante 4.000.000) con k k , Dario difende con 8 4 . Il flop è interessantissimo ma anche rischioso, per l’azzurro: 10 6 2 . Sammartino fa comunque check-call alla bet a 15 milioni del rivale. Sul turn 9 si aprono anche gli out di un incastro di scala, per il campione azzurro. Così Dario decide che è il momento di metterle tutte dentro, per la prima volta nel corso dell’heads up: check-raise allin per 140 milioni su bet 33.000.000 e showdown. Serve un 7 o una carta a picche ma il river è invece una q che fa naufragare tutti i sogni di gloria.

Onore a Ensan, ma grazie Dario!

A caldo bisogna riconoscere che ha vinto chi si è dimostrato il migliore, ovvero chi ha giocato meglio l’heads up. Certo Ensan ha legato molto con i board, ma ha avuto la sensibilità per capire come farsi pagare da uno dei giocatori più illeggibili del circuito. Dal canto suo Dario è apparso un po’ stanco, forse per le continue rincorse degli ultimi giorni. Il Sammartino che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare sarebbe riuscito a prendere le misure a questo esperto quanto scorbutico (al tavolo) avversario. Non ci è riuscito e quindi onore a Hossein Ensan, il nuovo campione del Main Event WSOP. Ma quello che Sammartino ha fatto quest’anno, compreso il riuscire ad arrivare fino a questo punto con un mix unico e micidiale di talento, esperienza e sensibilità di tavolo, non lo dimenticheremo mai. Grazie, Dario.

Due screen per due mondi

I due screenshot qui sotto esprimono tutto. Da un lato la gioia di questo 55enne, ultimo di nove figli emigrato in Germania dall’Iran a inizio anni ’90, e che oggi tocca l’apoteosi della sua carriera. Dall’altro la delusione di un campione vero, abbracciato dalla sua curva che non ha smesso un attimo di supportarlo. Stavolta non è bastato, ma è stato lo stesso bellissimo.

Hossein Ensan circondato dai suoi tifosi dopo la mano finale

Dario consolato dai suoi: si riconoscono Michele Guerrini, Igor Kurganov, Luigi Curcio e un Antonio Smeraglia in lacrime

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