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WSOP 2021

A quanti braccialetti vuole arrivare Phil Hellmuth? Lo ha svelato il suo agente…

Vi siete mai chiesti quale è l'obiettivo di Phil Hellmuth? A quanti braccialetti WSOP vuole arrivare, per dirsi sazio? Lo ha svelato il suo agente, Brian Balsbaugh.

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19/10/2021 20:18

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Più che l’uomo del momento, dovremmo dire l’uomo del trentennio. Dal 1989 Phil Hellmuth ha praticamente fatto solo due cose, quasi senza soluzione di continuità: vincere e tiltare. La prima è la caratteristica che gli ha permesso di battere ripetutamente ogni record immaginabile, come ricordavamo in questo articolo che racconta nel dettaglio tutti i suoi 16 braccialetti WSOP. Ma a quanti braccialetti vuole arrivare, ve lo siete mai chiesto? Forse abbiamo la risposta…

Phil Hellmuth con Mike Matusow e Brian Balsbaugh (Courtesy Pokernews & Melissa Haereiti)

Phil Hellmuth con Mike Matusow e Brian Balsbaugh (Courtesy Pokernews & Melissa Haereiti)

Phil Hellmuth, a quanti braccialetti vuoi arrivare? La risposta arriva da Twitter

Molto di voi avranno riconosciuto in questa foto soltanto Phil Hellmuth e il suo storico amico e collega Mike Matusow. Molto più difficile che siate riusciti a riconoscere il terzo uomo, anche perché è uno solito lavorare dietro le quinte. Si tratta di Brian Balsbaugh, uno dei primi e principali agenti che si occupano di giocatori di poker, oltre che di sportivi come i golfisti e altri personaggi famosi.

Balsbaugh è fondatore di Poker Royalty, senza dubbio la più forte e radicata agenzia di rappresentanza nel mondo del gaming, perlomeno in ambito statunitense. Tra i giocatori rappresentati negli anni da Balsbaugh ci sono Daniel Negreanu, Phi Ivey, Doyle Brunson, Antonio Esfandiari e molti altri, fra cui ovviamente Phil Hellmuth.

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Di Brian Phil è un vecchio amico, oltre che uno dei primi pokeristi ad avere usufruito dei suoi servigi. E infatti Balsbaugh l’altra notte era proprio lì, accanto all’amico nel momento storico. La mattina dopo, l’agente pubblica la stessa foto su Twitter, rivelando un particolare molto interessante…

Nel 2003 Phil Hellmuth vinceva il suo nono braccialetto, raggiungendo la vetta che al tempo era occupata da Johnny Moss – già morto da diversi anni – e Doyle Brunson. Quella di allora era una dichiarazione pesante, che non poteva peraltro tenere conto di un fattore fondamentale: l’effetto Moneymaker.

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“Effetto Moneymaker nun te temo”

La vittoria di Chris Moneymaker proprio nel Main Event del 2003 fece da trampolino per un incredibile boom del poker, con un notevolissimo aumento degli iscritti a tutti i tornei, e un parallelo aumento di numero degli stessi eventi. Ciò ha reso nel tempo ancora più difficile la caccia ai braccialetti nelle specialità più popolari e diffuse come il No Limit Hold’em. Non c’è bisogno di addentrarsi in chilometri di spiegazioni per dimostrare che vincere un torneo da 200 iscritti è molto, molto meno difficile che farlo in un torneo da 2000 partecipanti.

Pur non potendo considerare il boom di là da venire, il bottino di braccialetti realizzato da Phil Hellmuth da allora – 7 in 18 anni – non sembra averne particolarmente risentito. Anzi, considerando l’aumento della competitività media e del numero di partecipanti, questi 7 braccialetti sono qualcosa di incredibile. E sono anche un segnale forte, per tutti quelli che si ostinano a considerarlo come un giocatore tecnicamente inadeguato ai nuovi standard del gioco.

A Phil Hellmuth mancano 8 braccialetti

Per arrivare all’obiettivo fissato da Hellmuth 18 anni fa mancano 8 braccialetti. Phil ha oggi 57 anni, quindi possiamo dire che ha almeno altri 10 anni da disputare ai suoi livelli. Immaginiamo che la strategia attuata da qualche tempo, ovvero quella di concentrarsi sui tornei di varianti con field ristretti, sarà sempre più preponderante nei piani del Poker Brat. Nonostante ciò, l’obiettivo rimane estremamente ambizioso. Per vincerne 7 ha impiegato 18 anni, e non sono affatto molti considerando l’accresciuta competitività del gioco.

La sfida per arrivare a 24 sembra quella giusta per dare a Phil Hellmuth i giusti stimoli, nella remota ipotesi che dovessero venirgli a mancare…