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Alessandro Cenciarini (Pokermagia): “dalla vittoria dell’Evening a runner-up nel Warm-Up, tutto per un sogno…”

Intervista con il grinder di Pokermagia, Alessandro Cenciarini che ha appena vinto il Sunday Evening.

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13/02/2017 15:15

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Alessandro Cenciarini, in arte “A.Cenciarini”, grinder di Pokermagia, ha messo la sua firma sul Sunday Evening la scorsa settimana e stanotte è stato runner-up nel Warm-up, a seguito di un deal a 3 left.

alessandro-cenciarini

Partiamo dal Sunday Evening della scorsa settimana…

“A 30 left ero deep stack: ho vinto un cooler contro Ceccarelli chiudendo scala al river contro il suo set. Poi mi sono accorciato: su un flop K-K-K, io avevo AA ma ero già morto. In seguito ho vinto un paio di colpi con AQ e AK e quando sono tornato sopra average è stato più facile”.

Hai centrato da poche ore un secondo posto anche nel Warm-up.

“Si, abbiamo dealato a 3 e dopo ce la siamo giocata a colpi di All in”

Dopo una vittoria si tende ad analizzare con minor attenzione gli spot chiave del torneo, oppure è il contrario? Lo si fa con più voglia e stimoli?

“Con il mio coach di Pokermagia, Eugenio Sanchioni, abbiamo voluto rivedere le mani nell’ultima lezione. E’ un lavoro importante soprattutto per capire come giocano certi reg. Certo, quando ti trovi davanti un multi-accounter è tutto più difficile, non sai chi hai davanti. Vedi un nick mai visto…. con 30 tavoli aperti”.

Ci potrebbe essere secondo te una soluzione per evitare il multi-accounting?

“Prima di ogni sessione, il grinder potrebbe farsi identificare con una web cam. Certo, sono convinto che con la tecnologia di oggi, i più esperti riuscirebbero ad aggirare anche questo filtro, ma per molti sarebbe un problema”.

Altri deterrenti per chi non rispetta le regole?

“Punirli con multe importanti: ci penserebbero due volte prima di rifare qualcosa di poco chiaro”.

Raccontaci come ti sei avvicinato al poker online?

“Vedevo giocare mio fratello su Facebook. Giocavo solo play for fun, senza denaro, avevo 15 anni. A 18, ho aperto il mio primo conto. Sono rimasto amatore per tanti anni. Giocavo un po’ la domenica, nulla di speciale”.

Poi è arrivata la svolta…

“Ho deciso di farlo in maniera seria. Una scuola a supporto come Pokermagia è fondamentale per provare ad approcciare il poker in maniera professionale”.

Ci puoi spiegare perché?

“C’è un coach che ti segue, ho impegni fissi che mi stimolano. Sono più concentrato su tutto, mi sento come se facessi parte di una squadra visto che ti puoi confrontare con il tuo coach ed altri ragazzi”.

Sentiamo dalla tua voce che sei molto deciso in quello che fai.

“Sono determinato a realizzare quello che è stato il mio sogno da sempre: riuscire a trasformare una passione in una professione. E’ un’impresa non semplice ma voglio provarci”.

Il tuo coach è Eugenio Sanchioni vero? Fai solo MTT o aderisci anche al programma coaching Spin?

“Si è Eugol. Al momento sono focalizzato solo sugli MTT. Con gli Spin commettevo l’errore di giocarli post-sessione quando ero stanco e non era una buona idea. Al momento sono concentrato solo sui tornei”.

Come percepisci il field italiano? E’ cambiato? E’ sempre più difficile affrontarlo?

“Il field è composto da diversi giocatori veramente forti che sono diverse spanne avanti rispetto ad altri. Poi ci sono tanti regular che non sono così preparati come nel cash game”.

Il confine tra essere un reg vincente e perdente negli MTT italiani?

“Un fattore può essere anche la run incide molto nei tornei, due o tre flip vinti o persi negli MTT giusti può spostare di molto il tuo bilancio”.

Come convive con la varianza un giocatore di tournaments?

“E’ sempre difficile abituarti agli scoppi e alle sessioni negative, però sai che funziona in questo modo ed ogni giorno che passa, maturi da questo punto di vista. Non la vivi come all’inizio”.

Hai parlato di un sogno, ma chi è stato il primo ad ispirarti?

“Ho iniziato a giocare appena ho finito la scuola ed il primo giorno che ho aperto l’account di gioco, sognavo di diventare un pro come Dario Minieri. Vedevo il suo nick D.Minieri e per questo ho scelto il mio allo stesso modo (A.Cenciarini, ndr). Quando ero piccolo era lui il più forte in assoluto e sognavo di diventare un pro di PokerStars come lui”.

Al tempo eri un giocatore amatoriale a tutti gli effetti, quindi puoi capire la mentalità di chi ama il poker e lo fa solo per divertimento. Come li percepisci ora quando ti trovi a giocare contro un occasionale?

Devo dire che negli ultimi anni c’è stata un’evoluzione tecnica generale: sono migliorati molto. Vi è una conoscenza più diffusa. Fino a poco tempo fa si giocavano tutto il torneo con una coppietta. Ora hanno capito che non è solo un gioco di fortuna”.

Quanto ti ha aiutato frequentare una scuola di poker?

“Pokermagia può essere la strada giusta. Faccio coaching con loro da quest’anno ed è stato per me molto positivo”.

Altre polemiche sono state sollevate in settimana sull’uso dei software nel poker online: detta in maniera onesta, quanto favoriscono i pro contro gli amatori oppure l’uso dei tools alla fine è solo un alibi da perdenti?

“I regular giocano in genere su 20-30 tavoli e senza un piccolo supporto diventa ingestibile grindare. Inoltre, un software lo possono scaricare tutti e lo può usare chiunque, non è così difficile”.

Ma secondo te, il software che tipo di vantaggi garantisce a voi reg?

“Non lo vedo come un vantaggio indebito durante la sessione. E’ utilissimo soprattutto nel post sessione, per analizzare e rivedere mani. Aiuta soprattutto nel gioco regular versus regular”.

Quindi per te, contro gli amatori non cambia molto?

“Per me no. Nel lungo periodo, l’occasionale è destinato a perdere perché ha un edge negativo, software o meno. Serve per analizzare bene le mani e consultare qualche statistica contro i professionisti, ma in questo caso anche il tuo avversario può consultare i tuoi dati, quindi la sfida è equa. Per l’amatore cambia davvero poco”.

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