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Bendinelli: “il roll per grindare live, sogno il One Drop”

E’ sostenibile fare il professionista live? Con quale bankroll? Nella prima parte dell’intervista, Giuliano Bendinelli ha espresso la propria opinione sull’incidenza delle spese sul ROI dei regular, ora ci parla della sua esperienza personale nel circuito live europeo. A Venezia è stato protagonista nei primi giorni del WPT National prima di chiudere all’11esimo posto dopo una serie di mani maledette.

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Ti consideri più un grinder live o online?

Sono nato come grinder online. Vivo a Londra per poter giocare sul .com, ma negli ultimi due anni ho partecipato a parecchi live. Negli ultimi 12 mesi ho incrementato i miei investimenti nei tornei dal vivo. Quest’anno non mi sono perso gli appuntamenti più importanti come IPT, EPT, WPT, WSOPE. Andrò a Vegas per le World Series.

Negli States, due settimane fa si è discusso della sostenibilità o meno della professione del grinder MTT esclusivamente live. Il tuo pensiero e la tua esperienza?

Non è semplice: ragioniamo con i numeri. Io ho in mente di giocare tra i 90 e i 120 tornei live in un anno. Un grinder online ne gioca 5.000/6.000 ma può arrivare anche a 10.000. Io, con gli impegni attuali, arrivo al massimo a 4.000. Tra giocarne 100 e 10.000 c’è una bella differenza e la varianza è un fattore che può avere un’incidenza importante.

Cosa consigli?

Secondo me è giusto grindare solo online fino a quando non si è raggiunto un bankroll di almeno 200.000 euro. Questo non esclude di farsi qualche live, 3 o 4 all’anno, però li devi considerare solo degli shot.

Con che bankroll sei partito nel live?

Sono partito da una soglia ancor maggiore rispetto ai 200.000 euro. E’ fondamentale continuare anche a giocare su internet. Il mio profitto medio deriva dall’online. Nel live, penso di avere skill e bankroll per far bene, mi aspetto un risultato importante in futuro, ma per le considerazioni che facevamo prima, il concetto di lungo periodo è diverso rispetto all’online e per questo sono un po’ nelle mani di Dio… i games sono davvero pochi.

Sei sicuro che giocare live sia conveniente?

Se confronti i payout dei principali tornei mondiali online e live, ti rendi conto della differenza. Vincere un torneo live di primo livello può essere decisivo per la tua carriera e non solo. Sono arrivato due settimane secondo al Super Tuesday su PokerStars.com ed ho vinto 89.000$ ma una vincita del genere mi sposta due mesi.  Nel live basta vincerne uno importante e svolti. Ti aggiudichi un EPT e la tua carriera cambia.

Facciamo un gioco: arriva la grossa vincita. Come intendi gestire il tuo roll?

Giocherei cash live ad alti livelli e soprattutto non mi perderei un High Roller.

Sei favorevole agli High Roller?

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Bisogna fare una distinzione: gli eventi da 10.000$ e 20.000$, come possono essere quelli degli EPT, sono full reg, di conseguenza possono diventare una lotteria. Quelli sono una gamblata. Ma quando ci sono in ballo buy-in superiori, tipo 100.000$ è tutta un’altra storia perché ti trovi al tavolo con molti businessman che possono fare la tua fortuna. Per me alcuni High Roller sono molto profittevoli. 

In stile Big One Drop?

Il mio sogno! Se avessi il bankroll… non venderei neanche una quota. Secondo me è uno dei tornei più profittevoli.

E cash game live?

Gioco nei casinò di Londra ai livelli 10£/20£ e 20£/40£ e a volte mi mangio le mani perché ai tavoli vicino ai miei, tipo ai giochi 50£/100£, noto che il livello è tutt’altro che eccelso. 

Ti è mai venuto in mente di fare level up?

Non posso per ragioni di bankroll. Sarebbe molto rischioso anche perché è una partita “fanta varianzosa”, trattandosi soprattutto di Omaha. Rischierei degli swing senza possibilità di recuperare.

Giuliano Bendinelli – intervista prima parte

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.