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Brandon Adams: ‘fare il professionista nel live è impossibile’

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26/04/2011 09:31

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brandon-adamsBrandon Adams è un giovane e stimato professore di Economia ad Harward ed è anche un quotato pro di Full Tilt Poker. Forse nessuno meglio di lui può prevedere il futuro del poker statunitense e mondiale dopo il  terremoto indotto dal “venerdì nero” che ha minato le fondamenta del mercato online a stelle e strisce.

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“I grandi vincitori – ha ammesso – di questa nuova fase sono senza dubbio Harrah’s (che ha cambiato nome in Caesars Entertainment, ndr), MGM, Wynn e Zynga Poker, oltre naturalmente a PartyGaming (ora Bwin-Party). In seconda battuta, trarranno benefici anche le case da gioco online britanniche come William Hill e forse i bookmakers autorizzati online negli Stati Uniti per l’ippica, ad iniziare da Churchill Downs”.

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Per il ‘professore’ non è così scontata la legalizzazione del poker online negli States: “Non penso che vi sia un grosso capitale politico sul quale contare in entrambi gli schieramenti. Non mi sorprenderebbe se la regolamentazione del settore non avvenisse proprio. Solo una manciata di politici è sensibile al tema, ma non hanno i numeri per far passare un nuovo provvedimento. L’unica speranza è che questi parlamentari ricoprano ruoli chiave a livello istituzionale. Non penso che le potenziali entrate erariali saranno un argomento sufficiente per fare cambiare idea alla maggioranza del Congresso”.

Brandon Adams chiude con una previsione: “A livello mondiale il poker ha ancora un grande potenziale: vi è molto ‘appetito’ e la domanda è elevata, a tal punto che farà ancora crescere le revenues legate alle rake della case da gioco su internet. Per quanto riguarda gli Stati Uniti il discorso è diverso: i players non avendo entrate dall’online, avranno minore liquidità. A mio avviso, a breve termine, vi sarà un grosso punto di rottura. In assenza del poker televisivo, i tornei live subiranno un brusco calo”.

Il bankroll dei giocatori americani si ridurrà, secondo il parere del giocatore di Full Tilt Poker: “Il modello del professionista live che gioca solo tornei dal vivo è destinato a finire. Se si considera la rake, le spese di soggiorno e la varianza, è impossibile andare avanti. E’ stata una scommessa utile solo per pochi grazie ai soldi delle sponsorizzazioni. Logico che se il poker verrà legalizzato, l’industria si riprenderà istantaneamente”.