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Chris Moorman: i miei inizi, tra biliardo, matematica, cash game e piccole bugie bianche

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16/09/2019 12:10

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Chris Moorman ripercorre i primi anni della sua carriera da pokerista, quando cominciò con il cash game, prima del fortunato passaggio ai tornei. Il rapporto coi genitori, con gli amici, l’università

Chris Moorman

La carriera di Chris Moorman

Le classifiche online, un po’ come quelle live se vogliamo, non hanno sempre tutti i crismi dell’attendibilità, anzi, esse sono spesso incomplete, qualche volta mancano dati, altre ce ne sono troppi e imprecisi, si storce il naso perchè sono lordi, ecc. ecc.

Ma una cosa è quasi certa, il giocatore che più di tutti ha vinto durante la recente storia del poker online, è Chris Moorman, genio assoluto che ha fatto del talento, della disciplina e dello studio un mix che ha per anni dominato, e continua a dominare, la scena. 

Quel quasi è dovuto alla notizia uscita qualche mese fa, che vedrebbe al primo posto di questa speciale classifica, l’ungherese Peter “Balabacsi” Traply, ma il pochissimo margine che separerebbe i due per vincite lorde, ci consiglia di porli sullo stesso livello.

Il biliardo e i primissimi passi

La storia di pokerista vincente di Chris Moorman comincia tutto sommato piuttosto tardi rispetto alla media dei campioni di cui si sente parlare spesso. 

Chris Moorman

Pensate che per i primi 20 anni della sua vita, Chris non aveva mai aperto un client di una piattaforma online e nemmeno aveva mai partecipato a un torneo di poker dal vivo. 

Poco prima di entrare all’università, lo statunitense residente ad Essex, nel Regno Unito, era considerato una vera e propria promessa del biliardo e cominciò ad accorgersi del poker quando sui muri della sua scuola apparve la pubblicità di un freeroll live che, per uno studente squattrinato, non è mai un’opzione da scartare. 

Galeotto fu il freeroll

Per partecipare a quel torneo il giocatore che poi diverrà una vera icona del poker online, scaricò il regolamento del texas hold’em e lo studiò insieme ai suoi amici. Il passo successivo fu quello di aprirsi un conto online dove, a detta sua, “è stato tutto terribile”. 

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Dopo poco tempo Chris fece un secondo posto ad un torneo online e ci prese gusto. A quello stesso torneo vi era la possibilità di utilizzare i soldi vinti e scaricarli, oppure partecipare a un torneo live. 

Moorman fu assalito dal dilemma se giocare il torneo o tenersi i soldi e, convinto dall’idea che sarebbe stato divertente giocare face to face con altre persone, decise in quel preciso istante di dare il via alle danze. 

Intervistato da Pokernews, Moorman spiega: “potevo finalmente utilizzare le mie conoscenze matematiche per qualcosa di concreto, volevo qualcosa che mi regalasse delle montagne russe a livello emotivo e il poker poteva darmele”.

Quando ho cominciato a giocare seriamente mi sono dedicato al cash game e alla fine di ogni sessione pensavo di potermi acquistare una PS4 oppure una televisione a schermo piatto. Sono passato in breve tempo dall’essere uno studente a budget fisso, ad avere del cospicuo reddito extra facendo il lavoro dei miei sogni”, continua Chris.

Moorman ha sempre avuto una certa dimestichezza con la matematica applicata ai giochi, visto che i genitori sono amanti del bridge, ma la passione per il gioco nasce coi videogame che hanno sempre esercitato un certo fascino sul giovane Moorman. 

Qualunque cosa in cui fossi bravo era per me fonte di ricerca per aumentare le mie capacità su quel determinato aspetto. Nella mia vita è sempre stato così: se mi rendo conto di avere determinate skills per qualcosa, allora la ricerca per il miglioramento diventa un’ossessione. E fu così per il poker, dove fin da subito mi resi conto che avrei potuto togliermi delle soddisfazioni”. 

Trovare un gioco di carte in cui fossi bravo e poter fare dei soldi, è stata la tempesta perfetta”.

Il rapporto coi genitori

Gli anni in cui decisi di rimanere in Inghilterra a giocare a poker, dissi ai miei genitori che lavoravo in un supermercato, ma in realtà era il periodo in cui giocavo tutti i giorni a poker e mi costruii il bankroll per salire di livello”. 

Chris Moorman

Non volevo fargli capire che la mia vita era diventata quella, ma al tempo stesso non volevo più tornare indietro e allora cominciai a mostrare loro i miei risultati, gli feci capire che i debiti che avevo fatto per l’università, erano tutti scomparsi grazie al poker”. 

Papà e mamma, reazioni diverse

Quando mio padre mi disse che avevo sei mesi per giocare a poker per poi tornare alla vita di prima, al termine della scadenza gli feci vedere i miei risultati di fronte ai quali non potè che rimanere impressionato, anzi, volle imparare anche lui. La mamma era più scettica, continuava a pensare, o forse solo sperava, che fosse solo una fase della mia vita

“Ogni volta che facevo un’intervista, oppure pubblicavano online una mia foto, cercavo di fare avere tutto a mia madre, in modo che si convincesse della bontà di quello che stavo facendo. Non volevo condividere i miei periodi di down che, come è ovvio che sia, esistevano. Ma erano comunque bugie bianche, cercavo di proteggere anche lei, tanto fossi sicuro che sarei riuscito a sfondare”. 

Era il periodo in cui Moorman stava per scoprire la vera e propria miniera della sua carriera: i tornei online.

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