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Christian Nuvola: “Liquidità Condivisa panacea contro la mancanza di stimoli”

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10/04/2019 14:00

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Non sono moltissimi i giocatori che da più di 10 anni sono rimasti al vertice delle classifiche online, soprattutto dopo aver passato i tempi d’oro durante i quali i migliori hanno dimostrato che qualità e studio potevano fare davvero la differenza.

Uno di loro è certamente Christian “ninetto1989” Nuvola, veneto di nascita e, da pochi giorni, romagnolo di adozione, visto che si è trasferito a Rimini a inizio aprile.

Lo abbiamo incontrato per scambiare 4 chiacchiere con lui e capire quali sono le idee che si è fatto sulla Liquidità Condivisa.  

Gabriele Lepore, Giada Fang, Nicola Cappellesso e Rocco Palumbo sono già intervenuti recentemente sulla questione e anche “Ninetto” ha posto un piccolo mattoncino per dare una piccola mano alla causa.

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L’avventura slovena sul .com

Ciao Christian e grazie per il tuo tempo. Volevo cominciare questa chiacchierata con te partendo un pochino da lontano. Tu avevi provato l’avventura sul .com? Se sì, come era andata?

Si, avevo cominciato, i siti del settore mi mostrano un profit di circa 10/15.000€, anche se sul .com giocavo tante partite Cash Game e meno Tornei.

Iniziò tutto nel 2015 quando conobbi la mia ragazza, ricordo che fu un periodo particolare. Rimanevo in Slovenia a giocare non più di tre giorni alla settimana. 

Passai un’estate a giocare davvero poco, avevo la testa occupata a fare festa ed era difficile coniugare gli spostamenti tra Vicenza, Bologna (dove la mia ragazza studiava) e la Slovenia. 

Christian “ninetto1989” Nuvola

Poi semplicemente successe che fu bandito il poker online in Slovenia e abbandonai un po’ tutto tornando definitivamente in Italia. 

L’importanza degli stimoli, vero motore

Sei uno dei reg più conosciuti e rispettati del panorama pokeristico italiano, dove si trovano gli stimoli per giocare e migliorare ogni giorno? 

“La cosa più difficile è effettivamente questa: trovare gli stimoli. 

Una volta era la TLB, un’altra dovevo fare per forza “Supernova Elite”, un’altra ancora dovevi vincere il torneo che ti mancava, l’altra volevi riconfermarti, oppure ancora volevi dimostrare di potertela giocare con tutti. 

Devi trovare degli stimoli che non siano esclusivamente quelli legati ai soldi tanto per farli, ma li devi cercare dentro la tua testa.

Adesso lo stimolo parte da una necessità materiale: quella di voler comprare casa”. 

Necessario per non perdere il poker in Italia

Quali sono le tue impressioni sulla liquidità condivisa? Pensi possa servire a salvare un mercato così in difficoltà come quello del .it? 

“Tempo fa dicevo con i miei “colleghi” che stare in Italia a fare 40k/50k poteva essere una buona soluzione, soldi praticamente sicuri, swing minimi, tanta tranquillità.

Nel 2019 sono tre mesi che grindo e sono “Even”, in pareggio. Il Field è ancora più duro, le gire hanno sempre avuto un ruolo importante in questo gioco, ma adesso contano decisamente troppo rispetto a prima. 

Non esistono proprio più i giocatori che non hanno idea di quello che fanno, l’asticella si è alzata davvero tantissimo. 

Per cui, sì, se un tempo consideravo la Condivisa decisamente “varianziosa” oggi come oggi se potessi scegliere la chiederei a gran voce, altrimenti si rischia, sul .it, di assistere a un gioco totalmente governato da full reg. 

Il .It è troppo saturo, abbiamo bisogno di una ventata di aria fresca che arrivi dalla Liquidità Condivisa”. 

A tuo parere che tipo di variazione a livello strategico andrebbero incontro i giocatori italiani, in caso di entrata nella liquidità condivisa? 

“L’approccio dovrebbe cambiare radicalmente, totalmente. In “early stage” qui in Italia è davvero difficile trovare qualcuno che si giochi una lira e io per primo, non posso che adeguarmi. 

Dalla Mid Stage in poi il discorso cambia poco. Sul .it il rischio è di trovare al tuo tavolo tutti i 30/40 Reg triti e ritriti coi quali ci conosciamo a menadito e diventa difficile far valere le tue skill con persone di cui sai già che a una tua azione corrisponderà una loro reazione.

Le eventuali strategie per combattere un Field diverso

Questo innesca tutta una serie di “Overthinking” che riguarda anche il rapporto esistente tra tutti gli altri giocatori, siamo comunque tutte persone che si incontrano nei Live, si diventa gioco forza amici, si va a cena insieme, sono dinamiche che in un mercato allargato non esisterebbero. 

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Quindi a livello strategico cambierebbero le mosse all’inizio del torneo, quando ci si comincia a giocare i soldi fin da subito. Torni a giocare come si giocava un tempo, avendo degli sconosciuti contro cui fare le tue mosse, sarebbe bellissimo. 

Sarebbe anche molto più divertente per tutti, anche nella Mid Stage avanzata o in Late Stage, sarebbe bellissimo poter diversificare ciò che fai, anche nei range pre flop, nelle size, nel metagame. 

Nel periodo sloveno in cui ho imparato i range di shove con <15x, quando decidevi di farlo da Mid Position, ti arrivavano questi re-shove sulla testa con KQ o KJ e li prendevano tutti come dei cooler normalissimi. 

Il range del .it al quale siamo abituati è decisamente più stretto e se non è stretto è comunque prestabilito per ogni parte del torneo, per questo dico che le gire hanno oggi un ruolo decisamente troppo importante.

I range stabiliti

Non è nemmeno profittevole provare a fare un gioco estroso, essendo generalmente cappati i range, alla fine una volta vado io, una volta vai tu e si sopravvive così. 

La strategia cambia anche perchè i Field sono molto più vasti di quelli a cui siamo abituati sul .it, ci sarebbero molti più giocatori occasionali, sarebbe bello vederli giocare anche tra di loro, oltre che cercare di far valere quella che dovrebbe essere la miglior tecnica di un regular. 

Il mercato allargato del poker online sarebbe un bene soprattutto per i grinder o anche per i giocatori occasionali?

Christian “ninetto1989” Nuvola (courtesy Pokerstars)

Come appena detto sarebbe un bene per i grinder, perchè più stimolante per le ragioni di cui ho appena parlato e poi perchè trovo bellissimo confrontarmi contro i Top Reg europei che hanno un livello di pensiero totalmente diverso dal tuo che devi avere la forza e la tenacia di combattere studiando le tecniche per metterli in difficoltà.

Sul .it ci sono quei 5/10 mostri online, tra i quali io non mi metto, che meriterebbero un’applicazione più costante se vuoi batterli, ma se il resto del Field dei Regular tutto sommato non ha grosse discrepanze tecniche, studiare tantissimo per battere una nicchia di 5 persone non vale la pena.

Se entrassimo nella condivisa varrebbe la pena riprendere a studiare proprio per stare al passo con un Field che, intanto non conosci, e al quale devi adattarti per vincere delle belle somme, molto più importanti di quelle alle quali siamo abituati.

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E sarebbe uno stimolo perfetto anche per i giocatori occasionali, soprattutto perché il giocatore non professionista è attirato dal Payout elevato, penso al Sunday Special che distribuiva €50.000 al primo, quanti iscritti faceva… 

Gli “occasionali demotivati”

Io li chiamo gli “occasionali demotivati”. In questo mercato ristretto non hanno nessuno stimolo a giocare, già è difficile battere un Field indurito come quello del .It, se oltre a questo anche le cifre non sono altissime, beh, facciamo 2+2 e scopriremo il perché non ci sono più i numeri di un tempo.

In un mercato aperto tornerebbero tutti ad avere degli stimoli per riprendere a giocare, occasionali e non. 

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