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Daniele Colautti: "non sono deluso, il call contro Yurasov era una mossa standard"

Daniele Colautti - da buon friulano - è un uomo (meglio dire un ragazzo) di poche parole e tanti fatti: a soli 21 anni si è trovato ad un passo dal tavolo finale dell'EPT, si è giocato colpo su colpo senza batter ciglio. Ha sempre dato la sensazione di essere nel pieno controllo delle emozioni. Ha colpito per la sua compostezza al tavolo e fuori. D'altronde la calma è la virtù dei forti.

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Daniele Colautti impegnato nel day 5

 

Il ragazzo ha vinto 3 titoli COOP (due ICOOP e uno SCOOP su PokerStars.it) "ma non conosco bene le dinamiche tipiche del torneo, un titolo l'ho vinto in un evento minore" afferma con grande umiltà Daniele Colautti, in realtà la vincita non è stata esorbitante ma ha dovuto battere un field con 2000 players. In questi cinque lunghi giorni ha dimostrato di saperci fare in ogni stage. Ha dominato il day 2 ma poi è stato short quasi due giorni per aver perso quasi tutto in una mano contro Gianfranco Visalli.

Il suo main game è il cash game: "grindo sul dot com". Il ragazzo gioca a livelli molto alti e non scherza affatto.  Ha le idee chiare: "Abito a Lubiana, in Slovenia e non ho intenzione di trasferirmi perché si sta molto bene". E' vicino a casa (Udine), ma la complicata situazione slovena è ancora tutta da scoprire.

Neanche un brutto tiro mancino che gli ha riservato la sorte, oggi a Portomaso, lo ha fatto tiltare anche solo per un secondo. Daniele con grande stile ha accettato il colpo, non ha fatto una piega, solo un piccolo sorriso ironico gli è scappato quando ha visto quel maledetto 6 sul board nella mano contro il forte russo Dmitry Yurasov. Con quel colpo poteva dare l'assalto alla picca ed invece si è trovato fuori.

Partiva con 29 bui ma aveva dato slancio alla sua giornata. Era riuscito da 690.000 chips a risalire a 1 milione, vincendo diversi piatti senza arrivare allo showdown, con un gioco brillante che aveva indotto al fold i suoi avversari.

C'è stato poi quel beffardo call contro il russo che gli dava ragione pre-flop: partiva avanti (99 vs 66) ma lo showdown gli ha negato la gioia di dare l'assalto al final table.

"Non sono così tanto toccato dalla cosa e deluso - commenta pochi secondi dopo lo scoppio - prima o poi una mano la doveva perdere. Meglio se fosse accaduto più avanti, purtroppo capita".

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Daniele Colautti

Daniele è uscito 12esimo ma la vera beffa è che ha perso la prima mano di giornata contro un suo pari stack (il russo Yurasov), in caso di double up sarebbe andato a 2 milioni di chips con circa 85 bui: "Il piatto era grosso, si poteva fare molto bene dopo. Il poker è questo".

Un call legittimo: "apriva tutti i colpi, è come se giocasse sempre da bottone. Si aspettava aggressione da parte mia, penso sia stata una giocata standard per entrambi. Per me lui era il miglior giocatore del tavolo".

Il player di Udine ha ingaggiato un bel duello anche contro l'inglese Macnamara: "non l'ho preso di mira e non c'era nessun duello personale. Semplicemente le mani capitavano contro di lui, inoltre è normale che bottone e big blind giochino più mani rispetto agli altri".

Daniele è il ritratto della serenità, bene così, ma la rabbia per tutti gli italiani a Portomaso rimane, la sensazione è che il ragazzo poteva andare molto lontano...

Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo