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Fabrizio Baldassari critica James Bord

Fabrizio-BaldassariIl Main Event delle World Series of Poker Europe ha alimentato ancor di più la curiosità intorno al giovane player svedese Viktor Blom ed ha lanciato a livello internazionale il nostro Fabrizio Baldassari, protagonista di un settembre da favola negli High Stakes online ma poco conosciuto nel live. A margine del torneo, i due players hanno parlato a lungo del torneo e di alcune divergenze avute in passato.

Superbaldas” è arrivato ad un passo dal braccialetto avendo in pugno James Bord: solo una mano maledetta l’ha fatto scendere dal gradino più alto del podio. E a Fabrizio non è andato giù l’epilogo finale anche se a Londra ha accettato il verdetto con estrema signorilità, come devono fare i campioni. Grazie al risultato di prestigio – in termini di popolarità – l’italiano si è senza dubbio guadagnato uno spazio importante sulla scena internazionale.

Su uno dei blog mondiali più conosciuti, il portale inglese The Hendom Mob, il suo profilo, nell’ultima settimana è stato uno dei più ricercati, facendo segnare un incremento del 4106%. Se non è un record poco ci manca per un italiano. Il suo avversario James Bord lo ha raddoppiato potendo contare anche sul fatto di essere un giocatore britannico: +8.1175% . Sono in molti però a sostenere che ben presto l’inglese finirà nel dimenticatoio.

James-BordDopo il torneo Fabrizio – secondo quanto riporta GiocoNews - è stato contattato da un manager di ESPN che gli ha assicurato un futuro radioso nel poker, pronosticando per il britannico invece un ritorno nell’anonimato entro un mese.

In questi giorni Baldassari non ha avuto parole tenere nei confronti dell’avversario per come ha giocato la mano incriminata che è costata – di fatto – il braccialetto.

Lo ha accusato di aver gestito malissimo AK e di avergli, di conseguenza, fornito informazioni sbagliate, inducendolo ad andare All in.  Secondo Baldassari, Bord riusciva a giocare bene solo con coppie come 99, TT, ma in quel momento aveva gestito senza alcuna logica AK. Nell'occasione, sul limp di "superbaldas", Bord aveva rilanciato per 300.000 con uno stack di circa 4,1 milioni e il romano, senza esitazione, aveva messo tutte le sue chip al centro del tavolo con Q8 in mano.

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“Superbaldas” ha ammesso che in quel frangete all’inglese gli aveva letto una coppia bassa come 44 o 55, fino a 88. Secondo lui - in quel momento - il londinese era intento in un’azione di steel.  In questo modo l’italiano, con un rilancio importante, voleva farlo foldare. Ed invece la storia è andata diversamente.
Chiuso il Main Event, Fabrizio non ha voluto partecipare all’EPT di Londra e dopo qualche giorno di vacanza ha annunciato il suo ritorno su Full Tilt Poker. Nei prossimi mesi si dedicherà solo al cash game online.

Il player romano a Londra ha parlato molto con Viktor Bloom ed ha chiarito alcune divergenze passate: non gli ha però chiesto nulla sulla reale identità di Isildur1 che non sembra più attribuibile al giocatore di Goteborg.

Viktor-BlomViktor Blom dopo aver giocato da protagonista il Main Event ha riscosso molta popolarità in rete: il suo nome è stato ricercato su The Hendom Mob ben 2.497 volte nell’ultima settimana. Il suo profilo ha fatto registrare un incremento del 2628%. Nessuno come lui, neanche Gus Hansen (+198% con 1120 contatti) è riuscito a riscuotere tanta popolarità, nonostante il  primo storico braccialetto in carriera del danese.

Nel frattempo, Isildur1 è tornato sulla scena degli High Stakes online ed ha già prenotato una sfida che si preannuncia incandescente, con il giocatore del momento, Daniel “jungleman12” Cates, sui tavoli 100$/200$ No Limit Hold’em.

Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo