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Federico Butteroni pronto al bagno di folla IPT: “le quote del Main WSOP? Solo ad amici veri!”

Per Federico Butteroni l’IPT di Saint Vincent è la prima tappa ufficiale di quel lungo cammino che lo condurrà l’8 novembre al Penn & Teller Theater di Las Vegas, dove impersonerà uno dei 9 attori protagonisti nell’ultimo atto del Main Event WSOP 2015.

Quella di Saint Vincent sarà un prevedibile bagno di folla per lui, che comunque si conferma ragazzo estremanente disponibile e “alla mano”, accettando di rimanere a lungo al telefono per un’intervista che pubblicheremo in due parti.

Federico Butteroni con l'amico Riccardo Trevisani, che ha condiviso con lui il viaggio verso Saint Vincent
Federico Butteroni con l’amico Riccardo Trevisani, che ha condiviso con lui il viaggio verso Saint Vincent

Immagino che ti sarà già capitato di venire riconosciuto per strada, e anzi all’IPT temo dovrai aspettarti un’enorme ondata di affetto. Come ci si sente?
Mi era già capitato in USA, quando mi sedevo al cash game o la sera in qualche club. Mi hanno fermato per chiedermi foto e scambiare due parole. Non ero preparato a tutto questo, ma quando accade realizzi immediatamente la portata di quello che ti sta succedendo, e pensi a quanti sacrifici hai fatto per arrivare a questo punto.

Mi ha colpito molto tuo modo di interpretare il tuo ruolo: comunicazione social, presenza a tornei di beneficenza, risposte a tutti, cordialità, aggiornamenti e tanta umiltà. E’ solo il tuo modo di essere o anche una strategia studiata a tavolino?
Sono sincero: sono così felice per quello che è accaduto, mi sento talmente fortunato per questo, che voglio condividere questa gioia con più persone possibili! So già che non sarà sempre possibile rispondere a tutti, ma finchè potrò lo farò.

Naturalmente ci sarà già stato qualcuno che chiede soldi…
Sì, ho dovuto bloccare un paio di persone. Ma ci sta, mi scrive davvero tanta tanta gente.

Forse piaci molto per il personaggio che incarni: non un super pro ma un ragazzo come altri, che sa giocare a poker. Pensi che oggi nel giochino ci sia bisogno di più umanità?
Penso che sia un fattore molto importante. Effettivamente la mia è la storia di uno che ha iniziato come tanti: leggevo i forum, seguivo i tavoli finali, guardavo i video cercando di capire i thinking process. Paradossalmente, penso che a 21 anni avessi più edge sul field rispetto a quella che ho oggi.
La mia è anche una storia di un ragazzo che è caduto, si è rimboccato le maniche e si è rialzato con le sue forze.

Intendi quando partisti per l’Australia?
Avevo subito una brutta batosta, che mi aveva anche intaccato pesantemente il bankroll. Ma in generale ero entrato in un periodo molto buio, ero arrogante, non riuscivo più a trovare il mio A-game. Così ho deciso di staccare totalmente dal poker (non ho toccato una carta per 7 mesi) e fare questa esperienza all’estero, per imparare la lingua ma soprattutto per ritrovarmi. Fino ad allora non avevo mai lavorato in vita mia, se si esclude il poker. Fare lavori umili e faticosi mi ha aiutato a tornare sulla terra.

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Lo sai che la tua è una storia molto “americana”? In USA vanno pazzi per chi cade ma ha la forza di rialzarsi.
Sì, infatti so che ESPN è molto interessata alla mia storia. Spero che mi “raccontino” nel modo giusto…

Tu non sei mai stato un grinder vero e proprio, o sbaglio?
Non sbagli affatto. Ho giocato e ogni tanto gioco online, ma non è stando 10 ore davanti al computer che riesco a dare il meglio. Io sono nato e mi sono costruito come giocatore di cash game live, in partite private e nei casinò. Sono stato per un bel po’ in questo mondo dove non c’è alcuna ribalta ma solo soldi da portare a casa. Avevo provato a shottare qualche torneo live ma mi erano sempre andati male e quindi non avevo alcuna notorietà.

Evidentemente aspettavi di shottare quello giusto…. Ma hai dato quote in giro o giochi al 100%?
Non gioco al 100%, ma sono molto contento perchè tutti quelli che hanno una quota di questa cosa straordinaria sono amici veri, gente che conoscevo già prima e che ha sempre creduto in me. Pensa che addirittura uno di loro aveva solo 1.400€ in banca, ma ne ha voluti prelevare 1.000€ per prendermi una quota del main. Non è una cosa da fare, lo so, come si dice “non fatelo a casa!”, ma spero di cuore di ripagarlo al massimo possibile!

Fine prima parte – Nella seconda parte dell’intervista, che troverete online domattina, Federico Butteroni entrerà nel dettaglio della sua preparazione al grande evento di Novembre.

"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".