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sul sito www.aams.gov.it

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VPN fatale? Gordon Vayo cita per $692k PokerStars che risponde: “integrità del gioco prima di tutto, pagate vincite per mezzo miliardo”

Disputa giudiziaria tra Gordon Vayo e PokerStars per il "congelamento" di una vincita ottenuta durante lo SCOOP 2017 per aver giocato negli Stati Uniti (uso improprio di VPN). Il player si difende ed accusa, PokerStars ribatte ed assicura che "le indagini sono ancora in corso e che la tutela dell'integrità del gioco viene prima di tutto". La querelle finirà in tribunale.

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14/05/2018 15:45

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Tutta da chiarire la querelle riguardante Gordon Vayo con PokerStars.com per una vincita da $692.000 ancora bloccata dalla room numero uno al mondo per un contestato uso improprio della VPN (virtual private network).

Gordon Vayo perplesso durante il tavolo finale Main WSOP 2016 (photo courtesy of Melissa Haereiti and PokerNews)

La storia

Durante lo SCOOP 2017, l’ex November Nine (runner-up alle WSOP 2016) originario di Bloomington (Illinois, stato dove è vietato giocare online) vinse l’evento SCOOP # 1-H $ 1.050 NLHE per $692.000 (con il suo nick “holla@yoboy”) ma tale somma non gli è mai stata resa disponibile dalla room perché, secondo PokerStars il player stava giocando dagli Stati Uniti.

Con ogni probabilità, alla base della decisione, il fatto di aver fatto uso di VPN durante la sessione incriminata (come lui stesso conferma). Da qui è nato il sospetto che non stesse giocando dal Canada.

PokerStars sostiene che abbia giocato almeno una parte del torneo (era su più giorni) dagli States. E come prevede il contratto di servizio, la confisca della vincita è la “sanzione” prevista per questo tipo di infrazione, giudicata molto grave visto il rigore dei divieti che esistono negli States per quanto concerne il poker online.

“Indagini ancora in corso”

Notizia di oggi è che PokerStars ha confermato che indagini interne sono ancora in corso. La speranza è che si possa chiarire con precisione dove stesse realmente giocando Gordon Vayo nel momento che ha vinto l’evento SCOOP 2017.

Secondo i legali del vice campione del mondo 2016 è provato che il 20 e il 21 maggio (i primi due giorni del torneo) Vayo fosse effettivamente in Canada. Secondo loro è impossibile che il player si sia spostato dal Canada agli States con l’evento ancora in corso.

La risposta ufficiale di PokerStars

Dopo una settimana dalle accuse presentate dal giocatore, un portavoce di PokerStars ad Assopoker ha ribadito: “non possiamo commentare questioni che sono ancora in sospeso. Le nostre indagini su questa particolare vicenda sono in corso. Tuttavia, in qualità di sito di poker più regolamentato al mondo, riteniamo di avere il dovere di proteggere l’integrità del gioco e garantire agli utenti una piattaforma di poker sicura ed equa, applicando i nostri termini di servizio. Quest’anno abbiamo pagato oltre mezzo miliardo di dollari in vincite nei tornei e continueremo ad attuare rigorose procedure di sicurezza per proteggere i nostri giocatori“.

L’attenzione di PS negli USA dopo l’accordo con il DoJ

Considerando i precedenti di PokerStars negli USA (vedi inchiesta Black Friday del 2011), il gruppo dell’Isola di Man a seguito della sottoscrizione dell’accordo con il Dipartimento di Giustizia (DoJ), è obbligato ad essere molto rigoroso nel non accettare gioco negli States (eccetto New Jersey che è l’unico stato dove ha una licenza).

La versione di Vayo

Vayo però rivendica la vincita e si difende dalle accuse di infrazione. I suoi avvocati hanno presentato una causa civile presso la California Central District. Nelle 29 pagine scritte dai suoi legali Vayo sottolinea che PS non poteva trattenere il pagamento della sua vincita visto e considerato che lui aveva dimostrato al team sicurezza di essere ad Ottawa, in Canada, durante lo SCOOP.

Il player sostiene di aver utilizzato la VPN, durante il torneo contestato, non per motivi correlati al grinding ma ad altre cause. Di fatto quindi Vayo riconoscere di aver violato il contratto con PokerStars. Vayo ed i suoi avvocati però non sono teneri ed accusano PokerStars di frode, inganno, pubblicità ingannevole e violazione di contratto.

Ma come detto la partita è ben più estesa: in ballo c’è un principio che riguarda tutti, ovvero far rispettare negli States (e non solo) le regole e stroncare l’uso della VPN che favorisce il gioco non autorizzato.

I precedenti

Vi sono diversi precedenti: nel 2007, il vincitore del WCOOP, giocando sotto il nick “TheV0id“, non fu mai pagato perché PokerStars scoprì essere un multiaccounter. Il titolare del conto effettivo, Natalie Teltscher, sorella del giocatore Mark Teltscher, fece causa ma dopo un paio di mesi ritirò tutto. In quel caso, fu rivisto il payout e, di conseguenza, redistribuita la vincita sugli altri giocatori. Cosa che avviene quando vi è una squalifica. Ed è molto probabile che, se al termine delle indagini interne di PokerStars, verrà accertato che Gordon Vayo effettivamente stesse giocando dagli States, in quel caso sarà rivisto il payout dell’evento 1H dello SCOOP 2017. Vi terremo aggiornati.

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