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Gordon Vayo: “il gioco di Qui Nguyen è illeggibile….” ma è una ventata fresca per il poker

Alla scoperta del nuovo campione del mondo: l'investitura di Daniel Negreanu, il commento del rivale Gordon Vayo e la riflessione di Matt Glantz: dopo il ciclone Qui Nguyen, i tornei saranno sempre gli stessi? Difficile...

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03/11/2016 17:15

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La rivincita della old generation, così potremmo definire la vittoria di Qui Nguyen, anche se forse (tecnicamente) il player vietnamita non ne fa proprio parte. In tutti i casi, il campione del mondo è il più anziano degli ultimi anni, anche se il record “recente” rimane in tasca a Jerry Yang che vinse nel 2007 il Main Event all’età di 40 anni.

Qui Nguyen: “una ventata d’aria fresca” per il poker

Qui Nguyen ne ha 39 ed ha conquistato tutto con il suo poker non convenzionale. I media americani hanno definito la sua ascesa come “una ventata d’aria fresca”. Il suo gioco è senza dubbio un elemento di rottura con gli ultimi tavoli finali, avari di emozioni.

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Eravamo oramai abituati ad osservare uno spettacolo piatto, il final table del Main si era ridotto alla consueta partita tra le menti geniali dell’online abituate oramai a seguire  standard e canoni oramai noti a tutti e che lasciano poco spazio alla fantasia. Sfide tra computer umani di una noia mortale. Eppure il poker è un gioco meraviglioso ma l’hanno reso di una monotonia poco gradevole agli occhi del pubblico, con tempi d’attesa molto lunghi. Certe regole andrebbero riviste se realmente si vuol rendere questo gioco godibile agli occhi dei semplici appassionati.

Di sicuro lo spettacolo del Main ha fatto centro per una volta grazie al gambler vietnamita che ha rotto gli schemi: questo suo atteggiamento imprevedibile è stato premiato.

Per la pressione che ha imposto in alcuni spot in modo “insano e costante” ha ricevuto anche i complimenti da Daniel Negreanu. Un’ investitura non da poco per un regular dei tavoli di baccarat da parte di KidPoker che lo definisce un “boss” e commenta una sua mano chiudendo con “just wow”. Il suo è un poker istintivo e passionale.

I complimenti arrivano anche dal rivale sconfitto in heads-up, il professionista californiano Gordon Vayo che usa parole dolci: “è difficile poter individuare una sua linea, una strategia da parte di Qui. Non gioca in modo univoco, bensì ogni mano in modo molto differente. Non ha necessariamente costruito una strategia. Ma questo non è un aspetto negativo, la maggior parte delle persone non sono capaci di adattarsi ad ogni mano e fare le supposizioni corrette. Lui era in grado di farlo“.

Professionista o amatore?

Ma la domanda che sorge spontanea è: Qui Nguyen è un professionista? E’ realmente preparato oppure è un amatore con una discreta dose di esperienza ai tavoli? Lui si è definito un gambler pro ed al tavolo finale è stato coerente. Non ha dimostrato di soffrire la pressione di certe cifre in ballo, anzi è stata un’arma che ha usato contro gli altri.
Il suo passato da regular di baccarat l’ha senza dubbio aiutato. Certo bisogna pesare bene le parole, non fraintendetemi. Il gambling puro, soprattutto associato a grosse somme, non è mai un bene. Ed il primo ad esserne consapevole è prorio Qui Nguyen. Ma in questo caso, certe esperienze negative gli hanno spianato la strada verso la vittoria.

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Le partite di baccarat e la pressione al final table

Una volta un vincitore di un European Poker Tour (non posso svelare l’identità) mi ha raccontato di non aver mai subito la pressione della grossa cifra che c’era in ballo durante il tavolo finale, per il suo passato da giocatore di punto banco, quando si ballava somme impressionanti, insane. Un’esperienza molto probabilmente che ha agevolato anche Qui Nguyen che, di fronte alla vincita della vita, non ha tremato.

Regular di cash game ma non di tornei

Ma le cronache che giungono da Las Vegas ci raccontano di un Qui Nguyen che è stato anche un giocatore vincente di cash game all’Aria e al Bellagio. Quindi è difficile capire se il vietnamita può definirsi un pro o meno. Forse lo è stato in passato.

Una cosa è certa, non lo si può ritenere un giocatore esperto negli MTT almeno fino a quest’estate, in questo caso i numeri non mentono: in 14 anni live ha incassato solo 53.000$, dal 2002 al 2016.

Matt Glantz: “nei prossimi mesi i tornei torneranno ad essere facili”

Ma è senza dubbio una ventata fresca per tutto il mondo del poker ed è probabile che molti amatori, soprattutto americani, alla fine prendano spunto proprio da Qui. In genere il final table del Main è seguito da milioni di persone ed i November Nine hanno sempre fatto tendenza nel poker.

Interessante, da questo punto di vista, il tweet di un pro statunitense, Matt Glantz che ha commentato: “i tornei di poker torneranno ad essere easy ora, facili facili. Ognuno proverà a bluffare su ogni street. Io non posso non fare call per qualsiasi cosa. Nei prossimi mesi, in qualsiasi posto, le chips prenderanno il volo senza alcuna ragione. Solo aggressione casuale, random”.

Finalmente il Main ha regalato dopo anni, un nuovo ed interessante personaggio al mondo del poker capace di rimescolare, nel vero senso della parola, le carte.

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