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Jackson Genovesi: ‘Deeb fenomeno, Mercier fortunato ma…’

jackson-genovesiJackson Genovesi è uno dei protagonisti del side event dell’EPT 2.200€ NLHE che riserva al primo un assegno da 210.000€ (al via nel day 1B si sono presentati in 256 players). Nel Main invece le cose non sono andate benissimo per il pro di Glaming, che ha dovuto mollare nel primo livello del day 2.

Lo abbiamo raggiunto a pochi minuti dalla sua uscita e, nonostante un po’ di delusione, il player romano è riuscito a metabolizzare la prematura eliminazione, magari pensando alle vittorie più recenti.

Jackson, un bilancio sul World Poker Tour: un risultato importante ma con qualche rimpianto…
“L’esperienza è stata molto positiva e divertente, ho giocato con players che ho sempre visto in televisione per anni. Io conoscevo bene il loro gioco, loro conoscevano meno il mio. Sono stato in testa al termine del day 1, del day 2, day 3, final table ed anche in heads-up; è difficile che succeda una cosa del genere in un torneo”.

Hai gestito bene tutte le fasi della competizione?
“Non ho mai giocato un colpo pre-flop, non ho mai giocato un coinflip, non ho mai messo il mio stack a repentaglio, a volte con AK flattavo 3-bet quando capivo che l’avversario voleva rompere il gioco ed andare ai resti”.

Non hai voluto prendere rischi?
“Si, giocavo il mio A-Game e pensavo di avere un edge al tavolo. Non avevo voglia di gamblare, poi è logico che in certi spot ci sta… Ho five-bettato all in e chiamato una six bet con JJ ma dipendeva molto dalla situazione e dagli avversari”.

Chi sono i players che ti hanno impressionato di più all’EPT di Sanremo e al WPT di Malta?
“Senza dubbio Serkan ‘Serkules’ Kurnaz a Malta: ha vinto 2 milioni quest’anno su Stars giocando heads-up da 5.000$ anche contro Isildur1. Il problema è che gli ho fatto la guerra ma non sapevo chi fosse, l’ho scoperto dopo. Siamo andati allo scontro quattro volte, alla fine ho chiuso sul 3-1 per me ma è andata bene. Poi siamo diventati amici: è un ragazzo simpaticissimo, molto forte. Mi sarebbe piaciuto giocare l’heads-up finale con lui”.

E a Sanremo?
“Ho giocato per due ore contro Jason Mercier: è molto forte ma non mi ha impressionato”.

Nell’ambiente dicono che sia anche fortunato.
“E’ decisamente fortunato ed è anche molto più forte degli altri: combini questi due fattori e capisci perché ha vinto 10 milioni di dollari”. 

Ieri sera hai dato action al cash a Sanremo: a che livelli avete giocato?
“Era un tavolo 10€/20€. Alla mia sinistra c’era Andrea Dato, poi Costantino Russo, John Duthie, Dario Sammartino, un misterioso svedese impressionante e un paio di “poveri cristiani” finiti lì per caso. Alla fine ho chiuso in positivo di 5.000€ ma i soldi giravano molto. Ho sbagliato l’ultima mano con John Duthie, mi sono fatto bluffare”.

Eri stanco?
“No, è stata una mano strana fin dall’inizio: lui ha bettato senza vedere il flop e la dinamica è continuata su questa falsariga”.

Ritornando all’EPT, chi ti ha colpito?
“Shaun Deeb è un fenomeno vero: era al tavolo con MagicBox e mi ha detto che lui spinge sempre. Impressionante. E’ anche fortunato, quanto decide di fare il tuffo trova sempre l’acqua ma ha uno stile di gioco devastante, lui è il top top al mondo negli Mtt”.

Bilancio di un anno di cash game?
“I primi due mesi sono stati i più divertenti della storia del poker online: ora l’action è notevolmente diminuita al 5€/10€”. 

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L’apertura alla liquidità internazionale potrebbe essere una soluzione per ravvivare il cash italiano?
“Sarebbe il massimo: più divertente per i giocatori che potrebbero sfidare nuovi avversari e affrontare nuove dinamiche. Tutti imparerebbero molto di più”.

Fai parte del team di Glaming, come ti trovi?
“Ci divertiamo molto insieme, è un bel team, siamo un gruppo affiatato: io e Andrea Dato poi siamo diventati ottimi amici, ogni tanto ci scambiamo una quota, siamo stati insieme a Malta”. 

Il professore buono e quello cattivo di “Come giochi” sono diventati amici? E’ una notizia?
“Si, è davvero divertente la trasmissione! Tra un mese riprenderemo la terza serie a Roma con Diletta che è una conduttrice veramente brava, non è la solita ‘ochetta’ bionda della televisione”.

Tornando al cash, i giocatori italiani dopo un anno di grinding quotidiano, sono migliorati?
“Si molto, tutti sanno giocare adesso: coloro che sono sopravvissuti alla selezione sono veramente skillati: non trovi più quello che ti tira in faccia 1.000€, ora è tutto più difficile, una sfida sempre aperta: quando giochi a 200x, dipende tutto dal livello di pensiero. E’ veramente molto divertente, l’unico problema rimane l’action che ultimamente scarseggia”.

Più duro il field di Sanremo o del WPT Malta?
“EPT senza dubbio: al WPT c’erano molto giocatori famosi ma qui a Sanremo siamo ad un livello superiore”.

Phil Hellmuth alla fine non è arrivato. Qual è il tuo pensiero da grinder per un campionissimo del live come lui?
“Lo seguo da una vita: non sono un suo fan ma se vince tutti questi tornei vuol dire che qualcosa di giusto la fa. Certi risultati non sono determinati solo dalla fortuna. Noi grinder abbiamo un’altra mentalità del gioco però lui ha una capacità: riesce ad entrare nella testa dell’avversario e lo spinge dove vuole lui.  Live ha una marcia in più. Ha vinto 13 braccialetti, cosa puoi dire su di lui? Nulla”.

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.