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Jason Mercier “iron man”: anche il jet lag gli fa un baffo…

Jason Mercier prende un cappuccino prima di iniziare il day 2Jason Mercier è ormai unanimemente considerato uno dei migliori torneisti di poker al mondo. Da ieri lo è ancora di più, vista la prova da “iron man” che ha sostenuto. Come molti di voi sapranno, le continue eruzioni del vulcano Eyjafallajokull in Islanda han creato una immensa nube di cenere che ha progressivamente impedito – di fatto – il traffico aereo internazionale sulla sponda atlantica.

Migliaia di viaggiatori hanno subito disagi, cancellazioni e ritardi. Tra loro c’era Jason Mercier, che è arrivato a Sanremo venerdì pomeriggio per il day 1b con tre ore di ritardo sull’inizio del torneo, in pieno jet lag dopo due giorni senza dormire, senza bagagli e al termine di un tragitto in autobus da Londra fino alla città dei fiori. Nonostante ciò, ha chiuso la giornata ad oltre il doppio dell’average a 117mila chips.

Ieri, poco prima dello start del day 2, lo abbiamo incontrato per farci raccontare dalla sua viva voce come sono andate le cose.

Assopoker: Ciao Jason. Ci racconti i tuoi ultimi tre giorni di vita? Partiamo dalla tua vittoria al Mohegan Sun…
Jason Mercier: E’ stato tutto così folle! Ho vinto il NAPT High Roller Shootout ed ho dormito qualche ora lì a Mohegan Sun. Poi mi sono fatto tre ore di taxi fino a New York e da lì ho dovuto attendere oltre sei ore il volo per Londra. Arrivati lì con tre ore di ritardo, abbiamo perso la coincidenza per l’Italia e abbiamo scoperto che non c’erano più aerei in partenza da Londra, quindi insieme ad altri 8 giocatori abbiamo deciso di noleggiare un autobus per arrivare qui. Ci sono volute più di 21 ore per giungere a Sanremo…
Mi sono seduto al tavolo alle sei del pomeriggio, quando il mio stack era già stato “mangiato” in parte dai bui. Così ho giocato gli ultimi 4 livelli della giornata.

AP: Quanto avevi quando ti sei seduto? Hai iniziato a fare chips da subito?
JM: Circa 25mila, ho perso un paio di piatti arrivando fino a 22mila, poi ho iniziato a fare chips, non ho perso nessun grosso piatto e ho terminato a 117mila.

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AP: Tra i tuoi compagni di viaggio c’era anche Barry (Greenstein, ndr). Sembra che lui abbia accusato il jet lag più di te, non aveva una bella cera.
JM: Sì a lui è andata peggio. Non è stato fortunato come me

AP: Com’era il livello? pensi che un field meno competitivo ti abbia aiutato a farti strada?
JM: No, anzi. Il tavolo era veramente duro, avevo Danny (Ryan, ndr) e un altro paio di ragazzi che giocavano veramente bene. Penso che il day 2 sarà più facile, anche perchè sono riuscito anche a dormire tre ore…

Per la cronaca, Jason è passato al day 3 in agilità, alla quota di 157mila chips, e avrà certamente aggiunto qualche ora di sonno in più. I 194 players superstiti all’EPT Sanremo sono avvisati: un Jason Mercier riposato fa ancora più paura!

COMPARAZIONE GIOCHI
"Assopoker l'ho visto nascere, anzi in qualche modo ne sono stato l'ostetrico. Dopo tanti anni sono ancora qui, a scrivere di giochi di carte e di qualsiasi cosa abbia a che fare con una palla rotolante".