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L’8 marzo delle donne del poker

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10/03/2010 10:45

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Nonostante si sia soliti ripetere che il poker Texas Hold’em sia principalmente un affare per uomini, negli ultimi anni abbiamo assistito ad una netta inversione di tendenza che continua tutt’ora. Con la festa della donna appena trascorsa ed un torneo importante come il WPT Bay 101 che ha preso il via a San Jose, ascoltare la voce delle giocatrici appare inevitabile, visto che se è vero che nessuna donna ha mai trionfato al World Poker Tour, è proprio in questa tappa che due rappresentanti illustri del gentil sesso ci sono andate davvero vicine.

Stiamo parlando in particolare di Kathy Liebert e Jennifer Harman. La Liebert ci è andata davvero vicina lo scorso anno, quando giunse seconda alle spalle di Steve Brecher. Nonostante questo traguardo sia sfumato quando era ormai ad un passo, Kathy può comunque vantare per distacco la prima posizione nella Women All Time Money List del poker, un risultato che la rende felice ma solo perché significativo anche a livello assoluto: “Far parte dell’elite dei giocatori di poker è per me più importante che essere la più forte giocatrice di poker – puntualizza la Liebert, capace di vincere in carriera grazie ai tornei 5 milioni e 600.000 dollari – anche se certamente essere in cima a quella classifica mi rende orgogliosa”.

Tra coloro che pur essendo donne fanno parte a lungo e con successo del mondo del poker c’è anche Jennifer Harman, giunta invece terza in questa stessa tappa nel 2008: “Guardo a me stessa come un giocatore di poker – dice la Harman – non penso che in questa disciplina il genere abbia una qualche influenza. Non si diventa famosi per il fatto di essere uomini o donne, lo si diventa per essere dei grandi giocatori di poker. Credo che alcuni uomini trattino le donne senza alcun rispetto e che altri ne riservino fin troppo – continua Jennifer – per quanto mi riguarda visto che faccio da molti anni parte di questo mondo non ho alcun tipo di favoritismo, ma credo che con altre donne gli uomini giochino in maniera diversa di quanto non farebbero con altri maschi”. Già, perché anche in questo ambiente tradizionalmente maschile le cose stanno cambiando per quanto riguarda il genere femminile: “Quando io ho cominciato a giocare, se entravo in una sala da gioco sapevo che sarei stata l’unica donna, mentre adesso ve ne sono ad ogni tavolo. Alcune di loro mi paiono ancora intimidite, ma sembra che anche da questo punto di vista le cose stiano migliorando”.

Speriamo quindi che anche nel nostro Paese – dove il gioco del poker Texas Hold’em è da poco giunto e la componente maschile preponderante tanto nel poker online che nel poker live – si possa assistere a questa “liberalizzazione di genere”, perché se è vero che gli uomini non possono fare a meno delle donne è possibile che anche per il gioco del poker si possa dire altrettanto.

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